Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute – Grave in Chianti (FI)
Nel cuore del Chianti Classico, tra Greve in Chianti e le colline di Montefioralle, le Tenute del Cabreo raccontano una storia che ben unisce tradizione familiare, ricerca e visione internazionale. È qui che la famiglia Folonari ha costruito uno dei capitoli più interessanti dell’enologia toscana, trasformando il vino in un racconto di territorio, memoria e innovazione. Le origini della famiglia risalgono alla fine del Settecento, quando i Folonari erano attivi nel commercio del vino. La svolta arriva nel 1911 con l’acquisizione di Ruffino e con l’impegno nella diffusione del Chianti Classico sui mercati internazionali. Negli anni Sessanta Nino Folonari imprime una nuova direzione all’attività, puntando sulla qualità e sulle denominazioni territoriali. Nel 1967 arrivano le Tenute del Cabreo, mentre nel 2000 Ambrogio e Giovanni Folonari danno vita all’attuale realtà aziendale.
Oggi Cabreo rappresenta un’espressione riconoscibile di questa visione. Il vino simbolo della Tenuta, al quale è stata dedicata la nuova Cantina del Cabreo. Con l’annata 2022 celebra quarant’anni dalla prima vendemmia, datata 1982, confermandosi uno dei Supertuscan che hanno contribuito a cambiare il volto del vino toscano.
Toscana IGT – Cabreo Il Borgo 2022 – 40 Vendemmie
Tenute Folonari

Caratteristiche del vino
Da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot nasce un rosso di grande personalità, nel quale i tre vitigni costruiscono un equilibrio preciso: il Sangiovese porta finezza e tensione, il Cabernet Sauvignon struttura e profondità, il Merlot morbidezza e volume. La fermentazione avviene in acciaio con una macerazione di circa quattro settimane, mentre il vino matura per almeno 24 mesi in barrique prima di completare il proprio affinamento in bottiglia.
Gradazione: 14,5% vol. Temperatura di servizio: 18-20 °C.

Colore: rubino con riflessi porpora.
Bouquet: profilo aromatico ampio, raffinato. Al naso emergono marasca, ciliegia e piccoli frutti rossi, accompagnati da richiami di rosa antica e da un accento speziato di incenso. Con l’ossigenazione affiorano sfumature di cacao, tabacco, vaniglia e legno tostato, in un intreccio elegante tra frutto e note evolutive.
Sapore: al palato è armonico, pieno e vellutato, con un ingresso morbido sostenuto da una freschezza ben presente. Il frutto torna su marasca, ciliegia e piccoli frutti, mentre la trama tannica appare compatta ma già ben integrata. Nel finale emergono sentori di cioccolato, tabacco, vaniglia e una delicata tostatura, con una persistenza lunga e legante e avvolgente.

Abbinamento consigliato: È un rosso importante, pensato per accompagnare piatti strutturati e ricchi di sapore. Si esprime molto bene con primi piatti al ragù di carne, pappardelle al cinghiale, risotti ai funghi e preparazioni con tartufo. La sua struttura lo rende particolarmente adatto alle carni rosse alla griglia, alla bistecca alla fiorentina, agli arrosti e alla selvaggina, dove la trama tannica trova un naturale equilibrio con la succulenza del piatto. Interessante anche l’abbinamento con formaggi stagionati e saporiti. Servito alla giusta temperatura, può accompagnare una cena importante senza perdere eleganza, offrendo al pasto profondità, calore e una lunga chiusura aromatica. È ideale anche con brasati e umidi di carne.
Paolo Alciati e Enza D’Amato
Immagine piatto photo: Mat Aggiato da Pixabay.com
