Castagneto Carducci (LI) – lemacchiole.it
Non si può raccontare Bolgheri senza incrociare la storia de Le Macchiole – realtà pionieristica della denominazione – nata nei primi anni ’80 da Eugenio Campolmi e Cinzia Merli. L’azienda nasce da una scelta netta: partire dalla terra e costruire, passo dopo passo, una visione personale del vino bolgherese, lontana dalle mode e guidata dalla ricerca. In un territorio allora poco vocato alla viticoltura di qualità, Le Macchiole ha interpretato il paesaggio con spirito sperimentale e coerenza, trasformando pochi ettari iniziali in un progetto solido e riconoscibile.
Oggi è guidata da Cinzia Merli insieme ai figli, con una squadra compatta che lavora tra vigneto e cantina, mantenendo al centro l’osservazione attenta della vigna e il rispetto dei suoi ritmi. La filosofia produttiva si fonda su precisione, selezione rigorosa e attenzione alle parcelle, con l’obiettivo di esprimere l’identità di Bolgheri senza forzature.
Ne emerge un approccio essenziale, dove il lavoro quotidiano è il vero motore qualitativo.
Bolgheri Rosso DOC
Le Macchiole 2024

Caratteristiche del vino
Prodotto dal 2004 da uve Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Syrah e Sangiovese provenienti dai vigneti Vignone, Casanuova, Sommi e Puntone. Le vigne sono allevate a guyot e madocaine, con resa di circa 1 solo chilogrammo per pianta. Vendemmia manuale tra la terza settimana di agosto e fine settembre. Fermentazione e macerazione in acciaio per 15 giorni. L’affinamento è di 10 mesi di cui il 60% in barrique di terzo e quarto passaggio e il 40% in cemento. Imbottigliamento a dicembre 2025. Da servire intorno ai 16 °C, lasciandolo poi evolvere nel bicchiere.

Colore: È un vino del 2024 di un bel rosso rubino intenso e luminoso, con riflessi vividi e profondi che ne sottolineano la giovinezza e la brillantezza.
Bouquet: Profilo olfattivo intenso e nitido, con delicati richiami floreali, note di ciliegia, ribes e piccoli frutti rossi freschi accompagnate da sfumature speziate come pepe dolce e lievi cenni di liquirizia. Emergono sensazioni di macchia mediterranea e una sottile vena balsamica che dona slancio e riconoscibilità. Un insieme giovane, fragrante e già ben definito.
Sapore: Al palato è secco, caldo e di buona morbidezza, sostenuto da una fresca vena acida con sapidità ben definita e un richiamo di piccoli frutti rossi e melograno. I tannini sono ovviamente giovani e ancora in evoluzione, ma di buona qualità e ben inseriti nella trama gustativa. Il corpo è medio-pieno, con struttura equilibrata e coerente con il profilo olfattivo. Intenso e persistente, chiude con richiami fruttati e una lieve nota speziata nel finale.

Abbinamento consigliato: Di buona versatilità gastronomica e capace di accompagnare con coerenza la cucina saporita e strutturata, si esprime al meglio con antipasti di salumi toscani, crostini con fegatini e formaggi a media stagionatura. A tavola trova naturale armonia con primi ricchi come pici al ragù di cinghiale, pappardelle al sugo di carne o risotti ai funghi. Nei secondi esalta carni rosse alla griglia, bistecca alla fiorentina, agnello al forno e brasati, oltre alla selvaggina in umido. Per trama tannica e freschezza è adatto anche a formaggi stagionati di pecora e alla cucina rustica mediterranea, sostenendo i sapori senza sovrastarli, con chiusura lunga e saporita.
Paolo Alciati e Enza D’Amato
Immagine piatto photo: RitaE da Pixabay.com
