C’è un momento della giornata che in Piemonte ha sempre avuto un sapore speciale. Non è più pranzo e non è ancora cena. È quel tempo sospeso tra il pomeriggio e la sera in cui ci si ritrova attorno alla tavola, senza fretta né formalità, per assaggiare qualcosa di buono in compagnia: qualche piatto semplice, una bottiglia di vino e il piacere di stare insieme.
È la merenda sinoira, una tradizione popolare nata nelle campagne piemontesi e che oggi alcuni ristoranti stanno riportando al centro della convivialità.
Tra questi c’è Il Martinet, trattoria torinese nel quartiere San Donato, che ha scelto di reinterpretare questo rito con una proposta pensata sia per il locale sia per la casa: la Sinoira Local Fest, una box di assaggi che richiama lo spirito informale di questo appuntamento gastronomico. Un’idea semplice ma efficace: cinque preparazioni tra radici piemontesi e suggestioni contemporanee, pensate per essere condivise tra amici o in famiglia.

Per capire il senso di questa proposta bisogna tornare indietro nel tempo. La merenda sinoira nasce nel mondo contadino piemontese tra Settecento e Ottocento. Dopo una lunga giornata nei campi, i lavoratori si concedevano uno spuntino sostanzioso nel tardo pomeriggio: salumi, formaggi, pane, uova, qualche verdura dell’orto e un bicchiere di vino. Non era un semplice intermezzo ma quasi un pasto completo che, di fatto, sostituiva la cena.
Non si trattava di uno spuntino veloce ma occasione di condivisione, chiacchiere e convivialità.
Col tempo questa abitudine è entrata nella cultura gastronomica piemontese e oggi viene riproposta nei ristoranti sotto forma di una sequenza di piccoli piatti che raccontano il territorio.

Il Martinet interpreta questo rito con uno sguardo moderno ma rispettoso delle tradizioni. Il locale, nato circa dieci anni fa in via Martinetto, ha costruito la propria identità proprio su questo equilibrio: custodire la cucina piemontese e allo stesso tempo rileggerla con tecniche attuali e accostamenti inattesi. Il risultato è una tavola legata al territorio ma capace di dialogare con il presente.
La Sinoira Local Fest segue la stessa filosofia: la box – disponibile anche servita al tavolo – riunisce cinque preparazioni che mettono insieme tradizione piemontese e qualche incursione in altre cucine.


La versione classica comprende plin ai tre arrosti fritti, un boccone che richiama la tradizione piemontese in una veste croccante, affiancati da gyoza con fassona, verza, zenzero e soia, incontro tra Oriente e Langhe. Non manca il Formaggio del Casaro, presenza quasi obbligata in ogni merenda sinoira. Completano il percorso un tacos di farina di mais ripieno di salsiccia di Bra e un croissant salato con tonnato e nocciolato, reinterpretazione del vitello tonnato preparato con girello cotto a bassa temperatura e una salsa a base di senape, nocciole e acciughe.
Accanto alla proposta tradizionale è disponibile anche una variante vegetariana: si parte dai ravioli fritti ripieni di seirass e limone, seguiti da gyoza con verdure di stagione brasate. Restano il Formaggio del Casaro e il tacos di mais, in questo caso farcito con peperoni cotti lentamente e arricchito da nocciole. Chiude il percorso un croissant salato con uovo sodo e bagnetto verde delicato, uno dei condimenti simbolo della cucina piemontese.
Il prezzo della box è di 25 euro, vino compreso, e può essere ritirata direttamente al ristorante. Chi preferisce vivere l’esperienza nel locale può gustare gli stessi assaggi al tavolo, nelle sale dal piacevole calore vintage, tra soffitti a volta in mattoni, lampadari d’antan in cristallo e piccoli dettagli che evocano le vecchie trattorie torinesi.

“Fin dalla sua apertura il ristorante ha puntato su un’idea precisa di ospitalità” – racconta Roberta Bonzo, proprietaria di Il Martinet – “un ambiente caldo e rilassante, pensato per trasmettere familiarità e far sentire gli ospiti a proprio agio. Uno spazio accogliente, in città ma lontano dal suo ritmo frenetico, dove il tempo della tavola torna ad avere un valore centrale”.

In cucina la linea è chiara: valorizzare i grandi classici piemontesi con ingredienti di qualità e uno sguardo contemporaneo. In carta compaiono piatti che raccontano la regione senza nostalgia: tajarin ricchi di tuorli, gnocchi al Castelmagno, battuta di carne tagliata al coltello, fino ai dolci iconici come il bonet. Preparazioni riconoscibili, alleggerite da tecniche moderne e presentazioni curate.
La cantina valorizza esclusivamente produttori regionali di qualità e ottime proposte al calice con prezzi interessanti.
La nuova proposta dedicata alla merenda sinoira si inserisce perfettamente in questo percorso. Non è soltanto un’idea gastronomica ma anche un modo per riportare al centro il valore della convivialità. Piccoli piatti da condividere, un bicchiere di vino e conversazioni leggere: il segreto di una tradizione che, dopo secoli, continua a parlare al presente.
Il Martinet
- Via Martinetto 4/B – Torino
- Tel. +39 011 4549408
- www.instagram.com/martinet_torino?igsh=Y3JiMjQ0ZTRwaWlv
Orari: martedì-giovedì 19.30-22.00; venerdì e sabato 19.30-22.30; domenica 12.00-14.00.
Le box sono disponibili per il ritiro dal martedì al sabato dalle 17.30 e la domenica dalle 11.00.
Paolo Alciati & Enza D’Amato





