Un bianco d’eccellenza che celebra il valore enologico del Montello e ne rilancia la vocazione territoriale

Dal Montello al panorama enologico internazionale, Giusti Wine ha consolidato negli anni un progetto produttivo che ha unito radici territoriali, visione imprenditoriale e attenzione alla qualità. Fondata da Ermenegildo Giusti, originario di Volpago del Montello e rientrato in Italia dopo una lunga esperienza in Canada, l’azienda ha scelto di investire su una delle aree più vocate della provincia di Treviso, interpretandone il potenziale con una gamma articolata di vini identitari. Dalle bollicine dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG ai rossi di struttura del Montello, fino alle etichette dedicate ai vitigni autoctoni, Giusti Wine ha costruito uno stile riconoscibile, legato al paesaggio e alla valorizzazione delle sue peculiarità.

In questo percorso si è inserita una delle novità più interessanti presentate all’ultima edizione di Vinitaly terminata da poco: il Manzoni Bianco “Gabriele” Asolo Montello DOC, etichetta che ha fatto il suo debutto ufficiale a Verona e che ha rappresentato un passaggio importante nell’evoluzione della cantina trevigiana. Non si è trattato soltanto del lancio di un nuovo vino, ma di un progetto capace di raccontare il dialogo tra generazioni all’interno della famiglia Giusti e al tempo stesso di riaffermare il valore enologico del Montello anche nella produzione di grandi vini bianchi.
Il nome scelto per la bottiglia è stato quello di Gabriele Zanatta, enologo e nipote del fondatore, figura giovane ma già centrale nel percorso tecnico dell’azienda. Cresciuto tra vigne e cantina, Zanatta ha intrapreso studi specialistici alla Scuola Enologica di Conegliano e successivamente all’Università di Udine, per poi maturare esperienze professionali nel settore prima del ritorno in azienda. Il nuovo Manzoni Bianco ha così assunto il significato di un passaggio di testimone ideale: da una parte l’intuizione imprenditoriale di Ermenegildo Giusti, dall’altra l’energia e la preparazione di una nuova generazione chiamata a interpretare il futuro.

“Gabriele” è prodotto da uve Incrocio Manzoni in purezza, varietà nata negli anni Trenta grazie al lavoro di Luigi Manzoni, allora preside della Scuola Enologica di Conegliano, dall’incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco. Si tratta di un vitigno che proprio nelle colline trevigiane ha trovato una delle sue espressioni più interessanti, grazie a condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli. Il Montello, con i suoi suoli ricchi di minerali, l’influenza del Piave e le escursioni termiche, si è rivelato nel tempo un ambiente ideale per esaltarne eleganza aromatica, freschezza e profondità gustativa.

Le uve destinate al vino provenivano dalla Tenuta Abazia, una delle proprietà simbolo del gruppo Giusti Wine. Situata ai piedi della storica Abbazia di Sant’Eustachio, la tenuta si trova in uno degli angoli più suggestivi del Montello, tra boschi, vigneti e testimonianze storiche. Proprio l’abbazia, restaurata grazie all’intervento della famiglia Giusti e restituita alla comunità, rappresenta oggi uno dei simboli più riconoscibili del territorio. Il legame tra vino, cultura e paesaggio è uno dei tratti distintivi dell’azienda, e il nuovo Manzoni Bianco ne è apparso una sintesi efficace.

Nel bicchiere “Gabriele” si presenta giallo brillante dai riflessi dorati chiari, mostrando già alla vista vivacità e buona consistenza. Il profilo olfattivo mette in evidenza finezza e intensità, con richiami alla frutta gialla matura, ai fiori bianchi e gialli e a sottili note di erbe aromatiche. Susina, biancospino, maggiorana e timo si intrecciano intorno a una chiusura minerale che richiama gesso e sabbia. In bocca il vino conferma equilibrio tra morbidezza e sapidità, con una progressione armoniosa, buona persistenza e una trama elegante, capace di sostenere sia il sorso immediato sia prospettive di evoluzione nel tempo.
Con questa etichetta Giusti Wine ha voluto anche superare alcuni luoghi comuni che spesso relegano il Montello alla sola produzione di rossi importanti o di spumanti di pregio. “Gabriele” dimostra invece come quest’area possa offrire anche bianchi di carattere, strutturati e complessi, senza perdere slancio e bevibilità. Una scelta che guarda al mercato contemporaneo, sempre più attento a vini territoriali, riconoscibili ma capaci di distinguersi.

Anche l’immagine scelta per la bottiglia racconta questo spirito. Sull’etichetta è raffigurata una beccaccia, uccello tipico del luogo, colta nell’atto di spiccare il volo. Un simbolo di appartenenza al territorio ma anche di apertura verso nuove direzioni, proprio come il percorso professionale del giovane enologo cui il vino è stato dedicato.
Il debutto di “Gabriele” si inserisce all’interno di una realtà ormai ampia e strutturata. Giusti Wine conta oggi undici tenute distribuite su oltre 120 ettari tra Nervesa della Battaglia e Volpago del Montello, con vigneti collocati sia sulle colline sia nella pianura del Piave. Qui vengono coltivati vitigni tradizionali, internazionali e varietà resistenti, con un’attenzione crescente ai temi della sostenibilità, della tracciabilità e della biodiversità. L’azienda ha infatti intrapreso percorsi certificati e aderito a progetti dedicati alla tutela dell’ambiente e degli impollinatori.

Accanto alla produzione vitivinicola, Giusti Wine ha sviluppato negli anni anche una proposta di ospitalità enoturistica di livello, pensata per chi desidera vivere il Montello in modo autentico. Tra le strutture più rappresentative figurano Country House Abazia, dimora immersa nel verde con piscina e vista sui vigneti, e Villa Maria Vittoria, elegante residenza con camere di charme e area benessere circondata dalle colline. Degustazioni, visite in cantina, percorsi tra i vigneti e soggiorni all’insegna del relax completano un’offerta che unisce vino, natura e cultura.
Con il lancio del Manzoni Bianco “Gabriele”, Giusti Wine ha quindi aggiunto un nuovo tassello a un progetto già ricco e articolato: un vino che ha saputo raccontare il territorio, il valore della famiglia e la volontà di guardare avanti, portando il Montello nel futuro senza dimenticarne le origini.
Info: www.giustiwine.com
Paolo Alciati


