
Saint Martin è una delle destinazioni più originali dei Caraibi e, allo stesso tempo, una delle meno scontate. Piccola per dimensioni ma ricca di identità diverse, è l’unica isola al mondo abitata e divisa tra due nazioni: la Francia, nella parte settentrionale, e i Paesi Bassi, in quella meridionale. Una convivenza storica che dura da secoli e che oggi si traduce in un territorio aperto, senza vere frontiere, dove ci si sposta liberamente da un lato all’altro quasi senza accorgersene.

A presentare a Torino le caratteristiche di questa meta caraibica sono state Valérie Damaseau, presidente dell’Ufficio del Turismo di Saint-Martin, e Julie Lestage, responsabile promozione dell’Ufficio del Turismo di Saint-Martin, assistite da Barbara Lovato, responsabile ufficio stampa Atout France Italia, e Giada Virgilio, assistente ufficio stampa Atout France Italia. Durante l’incontro è emersa l’immagine di un’isola elegante, accogliente e molto dinamica, capace di unire natura tropicale, cultura europea e servizi internazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla parte francese dell’isola, che rappresenta l’anima più autentica e raffinata della destinazione. Saint-Martin, collettività d’oltremare francese, conserva infatti un’atmosfera rilassata, con villaggi affacciati sul mare, mercati colorati, boutique, ristoranti di livello e un patrimonio gastronomico che le ha fatto guadagnare la reputazione di capitale culinaria dei Caraibi.

Raggiungere l’isola è più semplice di quanto si immagini. L’aeroporto internazionale Princess Juliana, situato nella parte olandese, è il principale punto di accesso e collega Saint Martin con Nord America, Europa e numerose isole caraibiche. In poche decine di minuti di volo si raggiungono Anguilla, Saint-Barthélemy, Saba, Saint Eustatius, Saint Kitts e altre destinazioni dell’arcipelago, rendendo l’isola una base ideale per itinerari combinati e island hopping. Anche i collegamenti marittimi sono frequenti e ben organizzati.

Chi sceglie il lato francese scopre una dimensione più tranquilla e ricercata. Marigot, capoluogo della parte francese, è il centro amministrativo e commerciale. Il lungomare, il porto turistico, i caffè all’aperto e i negozi raccontano subito l’influenza francese. Sopra la città si trova Fort Louis, antica fortificazione costruita nel XVIII secolo: da qui il panorama abbraccia la baia, i tetti di Marigot e le vicine isole di Anguilla e Tintamarre.

Il mercato di Marigot è una delle soste più interessanti per entrare nella vita quotidiana locale. Tra bancarelle di frutta tropicale, spezie, prodotti artigianali e pescato del giorno, si colgono i sapori che hanno reso celebre la cucina dell’isola. Mango, papaya, cocco, guava, vaniglia e peperoncini convivono con aragoste, conchiglie e pesce fresco.

La costa francese offre alcune delle spiagge più apprezzate di tutta Saint Martin. Orient Bay è la più conosciuta: lunga, ampia, animata da beach club e sport acquatici, è spesso paragonata alle grandi spiagge delle Antille francesi. Più raccolta e scenografica è Anse Marcel, protetta da una baia tranquilla e circondata dal verde. Grand Case, oltre alla spiaggia, è famosa per la sua vocazione gastronomica. Friar’s Bay e Happy Bay sono invece perfette per chi cerca un ambiente più rilassato.
Grand Case merita un discorso a parte. Questo villaggio sul mare è considerato il cuore gastronomico della parte francese e uno dei punti di riferimento dei Caraibi per chi ama mangiare bene. Qui si alternano ristoranti eleganti, bistrot e i tradizionali “lolos”, locali informali dove si servono grigliate di carne e pesce, costine speziate, aragoste e piatti creoli a prezzi accessibili.
È il luogo dove la tecnica francese incontra ingredienti caraibici e tradizioni locali.
La cucina è infatti uno dei grandi motivi di interesse dell’isola. Tra i piatti più rappresentativi ci sono le salt fish fritters, frittelle di pesce croccanti servite come antipasto o street food, il colombo, stufato speziato di carne o pollo diffuso nelle Antille francesi, e il fish stock, zuppa saporita a base di pesce e verdure. Molto popolare è anche il crab and rice, riso con granchio preparato soprattutto nelle occasioni festive. Nei ristoranti e nei lolos non mancano costine di maiale alla creola, conchiglie in umido, aragoste alla griglia e accras di merluzzo.

Tra le preparazioni più semplici e amate ci sono i Johnny cakes, piccole focacce fritte o cotte sulla piastra, servite sia in versione salata sia dolce. Nella tradizione domestica compaiono anche dolci a base di patata dolce, cocco e frutta tropicale. Un prodotto simbolo resta il rum al guavaberry, preparato con una bacca selvatica che cresce sulle colline interne e tradizionalmente consumato durante le festività natalizie.
Proprio la centralità della cucina è celebrata ogni anno dal Festival de la Gastronomie, uno degli appuntamenti più attesi del calendario locale. La manifestazione riunisce chef dell’isola, produttori, ristoratori e ospiti internazionali in una serie di eventi che comprendono cene a tema, degustazioni, masterclass, mercati gastronomici e incontri dedicati ai prodotti del territorio. Il festival valorizza il dialogo tra alta cucina francese e tradizione caraibica, mettendo in evidenza ingredienti locali come pesce, crostacei, frutta tropicale, spezie e rum. Ogni edizione sceglie spesso un prodotto simbolo da reinterpretare, come avvenuto con il guavaberry, frutto identitario dell’isola.

La natura dell’interno completa l’esperienza balneare. Pic Paradis, con i suoi 424 metri, è il punto più alto dell’isola e regala viste panoramiche sull’intero territorio. Sentieri escursionistici, percorsi a cavallo e aree verdi permettono di conoscere una Saint Martin meno mondana e più selvaggia. Anche le piccole isole vicine, come Pinel, facilmente raggiungibile in barca, rappresentano una meta molto apprezzata per una giornata tra snorkeling e mare trasparente.
Naturalmente il lato olandese conserva un ruolo importante nell’equilibrio dell’isola. Philipsburg è il centro dello shopping duty free, dei casinò e della vita serale, mentre Maho Beach è famosa in tutto il mondo per gli atterraggi spettacolari degli aerei a pochi metri dalla spiaggia. Simpson Bay concentra marina, locali e nightlife. Ma è soprattutto la parte francese a dare all’isola quel carattere raffinato e cosmopolita che la distingue da molte altre mete caraibiche.

Anche sul piano pratico Saint Martin è semplice da vivere. Francese e inglese sono parlati ovunque, ma sono diffusi anche spagnolo e creolo. Le valute ufficiali sono euro e fiorino caraibico, mentre il dollaro statunitense viene accettato quasi ovunque. Ci si muove facilmente in auto, taxi o minibus e, grazie alle brevi distanze, è possibile cambiare spiaggia o località più volte nella stessa giornata.
L’isola ospita durante l’anno numerosi appuntamenti, dal Carnevale alla Heineken Regatta, fino ai festival dedicati alla gastronomia e alla musica. Eventi che confermano il carattere aperto e multiculturale di una destinazione dove convivono oltre cento nazionalità.

Saint Martin resta quindi una meta capace di offrire molto più del classico soggiorno balneare. Il fascino della parte francese, con la sua eleganza discreta, la qualità della cucina, la varietà delle spiagge e la facilità di raggiungere altre isole vicine, ne fanno una scelta completa per chi cerca Caraibi, comfort e autenticità nello stesso viaggio.
Tutte le info su:
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Fotografie a cura dell’Ufficio del Turismo di Saint-Martin utilizzate per scopo giornalistico/divulgativo non commerciale
Paolo Alciati



