– Redazione Centrale TdG –
Dalla montagna al lago, tra le tavole di talentuosi Chef, cantine secolari e sperimentazioni enogastronomiche sublimi

Il profumo di un risotto che sale dalle cucine di montagna, lo scorrere lento del Po sotto le mura di un castello trecentesco, la luce che si allunga su un lago al tramonto. Sono le coordinate di un’Italia gourmet che si lascia scoprire un boccone alla volta, dove ogni hotel diventa la porta d’accesso al proprio territorio, raccontato attraverso il piatto prima ancora che attraverso il paesaggio. Chef capaci di reinterpretare la tradizione senza mai tradirla, cantine secolari che preservano il tempo nel buio delle loro volte: ecco quattro tappe per chi organizza le proprie fughe intorno alla tavola.
HEBBO Wine & Deli, dove le Dolomiti stringono un patto con il Mediterraneo
Sul Lago di Dobbiaco (BZ), con le vette UNESCO a fare da sfondo, il Camping Toblacher See, oltre agli gli Skyview Chalets – glass cube avveniristici per un soggiorno immersi nella natura – custodiscono HEBBO Wine & Deli, il regno del Culinary Creative Director Andreas Panzenberger. La sua è una cucina che reinventa il concetto stesso di tradizione alpina, aprendosi ai prodotti mediterranei senza mai perdere il legame con l’Alto Adige: nel risotto al Traminer con gamberi rossi e crescione, il riso altoatesino e i crostacei siciliani si cercano e si trovano, come se montagna e mare avessero sempre avuto qualcosa da dirsi. È una filosofia dichiarata fin dal nome, “Always bold, never basic”, che si traduce in piatti freschi, audaci, capaci di far convivere la ricerca sull’ingrediente di stagione con la scoperta di sapori lontani. Panzenberger, sommelier prima ancora che cuoco, ha costruito una carta da 1.300 etichette premiata con il Best of Award of Excellence di Wine Spectator, assegnato a sole 1.700 insegne nel mondo.
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Antica Corte Pallavicina, la cucina gastrofluviale Stella MICHELIN da 16 anni
Nella golena del Po, a Polesine Parmense (PR), un castello trecentesco, l’Antica Corte Pallavicina, custodisce le cantine di stagionatura più antiche al mondo ancora attive, risalenti al 1320: cinquemila culatelli che riposano nell’ombra, mentre il fiume scorre lento a pochi passi. Qui eleganti camere e suite invitano a un soggiorno gourmet, sperimentando la cucina gastro-fluviale dello Chef Massimo Spigaroli, da 16 anni Stella MICHELIN, nata da un legame quasi fisico con il Grande Fiume, tanto da farne il principio ispiratore di ogni piatto. Il 95% delle materie prime, tra cui frutta, verdura, carni, farine, cresce direttamente “a corte”, mentre il restante 5% arriva da piccole realtà locali selezionate con cura. Il territorio si lascia scoprire anche fuori dalla sala, tra gite in barca sul fiume, passeggiate a piedi e in bicicletta. E il Museo del Culatello, custodito tra le stesse mura del castello, racconta la storia dei Masalén, i norcini della Bassa parmense che per secoli hanno tramandato quest’arte.
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ALTO, l’Appennino emiliano servito nel piatto
A Fiorano Modenese (MO) sul rooftop dell’Executive Spa Hotel, lo Chef Mattia Trabetti, classe 1989, ha portato l’Appennino emiliano fin dentro il piatto, in un ambiente contemporaneo dove le tovaglie sono bandite e il servizio è impeccabile senza mai risultare rigido. Prima di trovare il proprio centro di gravità tra boschi, fiumi lenti e crinali, ha attraversato l’Europa (ALMA di Colorno, lo Zilte di Anversa, il ristorante di Heinz Beck a Londra, l’F12 di Stoccolma) per poi tornare a guardare proprio quella terra. Le ampie vetrate della sala lasciano entrare il paesaggio emiliano, fino a far dissolvere il confine tra ciò che si vede e ciò che si assaggia. Il suo ALTO, Stella MICHELIN dal 2024, si può vivere anche da vicino con la Chef Table Experience, osservando la brigata al lavoro prima che ogni portata arrivi in tavola. Al piano terra, l’Exè Restaurant dello Chef Paolo Balboni alterna piatti tradizionali e alla brace, crudo di pesce e pizza gourmet, in un registro più conviviale, con un ampio dehors per la bella stagione.
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Ristorante Res ai Laghi Nabi, i sapori pregiati della Campania
Ai Laghi Nabi, Oasi Naturale della Campania sul Litorale Domizio (CE) dove ex cave di sabbia sono rinate come fulcro di turismo sostenibile, la cucina del Ristorante Res guarda l’acqua da grandi vetrate che sembrano parte stessa del paesaggio. Qui l’Executive Chef Giuseppe Voto costruisce un’alta gastronomia che nasce dal territorio: materie prime coltivate in loco, sperimentazioni creative in linea con la stagionalità, un equilibrio costante tra pesce, carni locali e produzioni campane di qualità. Settimana dopo settimana, il paesaggio oltre le vetrate cambia, e con lui cambia anche ciò che arriva in tavola, in piatti che portano anche il sapore del territorio al centro del piatto. Il resort che circonda il ristorante, tra le tende luxury e lodge vista lago del glamping e la Nabi Water Spa con la sua piscina a sfioro, completa l’esperienza rigenerante per il corpo, la mente e il palato.
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