– Redazione Centrale TdG –
Un esclusivo itinerario che sulle note della mixology racconta origine ed evoluzione di 4 iconici “cocktail da conversazione” da Milano a Palermo, passando per Firenze e Roma

Di bicchiere in bicchiere, con quattro cocktail per quattro destinazioni: questi gli ingredienti di Italy Grand Tour by the Glass, l’inedito itinerario proposto da Rocco Forte Hotels che combina luoghi, personaggi e tradizioni che hanno reso “l’arte del bere all’italiana” protagonista nel mondo.
Per la prima volta, il viaggio prende forma dalla prospettiva del bancone del bar attraverso quattro ricette della miscelazione che hanno segnato la cultura e arricchito l’immaginario di altrettante città.
Tutti i cocktail protagonisti sono accomunati dal fatto di essere stati generati dalla personalizzazione di drink già esistenti per accontentare il gusto degli ospiti, favorendo la socialità.

Queste le tappe del viaggio nella mixology italiana:
- Hotel Savoy, Firenze
Protagonista è il Negroni, il più cosmopolita tra i cocktail italiani derivato dalla variazione del seltz con il gin sulla base dell’Americano, richiesta nello storico Caffè Casoni agli inizi del Novecento. L’accorgimento, voluto dall’istrionico Conte Camillo Negroni per personalizzare a suo gusto il momento più importante della giornata, ha donato un passo corposo e inconfondibile al rituale dell’aperitivo fiorentino, rintracciabile ancora oggi nel tributo a cinque varianti proposte al Bar Artemisia: il Truffle Negroni (omaggio ai sapori toscani esaltati dal tartufo locale); il Negroni Toscano (realizzato solo con spirits locali); il Negroni Svegliato (twist firmato da Salvatore Calabrese), il Bachelor Negroni (verisone zero-alcol) e il Vintage Negroni (miscelato con spirits d’annata);
- Hotel De Russie, Roma
Se il Negroni a Firenze gioca su toni decisi, Roma valorizza il dialogo tra due capitali della Dolce Vita europea e il legame con Parigi, che trova nel Cardinale – spesso descritto come “Negroni in smoking” per via dell’eleganza data dalla sostituzione del vermouth rosso con il vermouth dry – il suo cocktail ufficiale. Le origini mai del tutto chiarite restano sospese tra le due città e raccontano una storia di eleganza, incontri e influenze reciproche sancite nel gemellaggio del 1956, dall’eredità culturale condivisa e dall’atmosfera della Dolce Vita, quando cinema, moda, arte e vita mondana tessevano la trama di uno stile di vita che tuttora esercita il suo fascino. Al Bar Stravinskij, l’interpretazione del Cardinale firmata da Salvatore Calabrese diventa simbolo di questo incontro simbolico, sancendo una storia condivisa di eleganza, cultura e art de vivre;
- Villa Igiea, Palermo
Qui il racconto della mixology si intreccia con quello dell’imprenditoria italiana attraverso il Marsala e la famiglia Florio con la variante contemporanea del Palermo-Torino, nato dall’incontro simbolico tra due prodotti iconici, il vermouth torinese e il vino siciliano. Nato alla fine del Settecento dall’intuizione del mercante inglese John Woodhouse, il vino fortificato siciliano è divenuto nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’eccellenza enologica italiana. A consolidarne la fama nel mondo aveva contribuito specialmente la famiglia Florio, la cui storica dimora icona della Belle Époque ospita oggi Villa Igiea. All’Igiea Terrazza Bar, Salvatore Calabrese sorprende dunque gli ospiti inserendo il Marsala Florio nella ricetta del Milano-Torino, realizzando un nuovo cocktail tributo e narrazione del territorio.
- The Carlton, Milano
La tappa nel capoluogo meneghino celebra l’unione tra il Bitter Campari e il Vermouth di Torino da cui nacque il Milano-Torino, cocktail destinato a conquistare il pubblico internazionale con il nome di Americano grazie al favore riscosso tra i viaggiatori statunitensi che frequentavano i caffè della Galleria Vittorio Emanuele II e la cui evoluzione contemporanea dà vita ai giorni nostri all’Americanello firmato da Salvatore Calabrese per The Carlton Bar.
L’immagine della Milano cosmopolita di fine ottocento, crocevia di imprenditori, artisti e viaggiatori, dove il rito dell’aperitivo si affermò come espressione di socialità, conversazione e stile urbano rivive inoltre nell’itinerario “Dall’Americano alla Milano da Bere”. Un percorso che unisce il The Carlton Bar a tre indirizzi simbolo che raccontano l’evoluzione della città tra Belle Époque, fermento artistico, design internazionale e ospitalità contemporanea: Camparino in Galleria, erede dello storico Caffè Campari fondato da Gaspare Campari nel 1867; Bar Jamaica, storico ritrovo del quartiere Brera, frequentato da artisti, scrittori, fotografi e intellettuali; e Bar Basso, simbolo della Milano creativa e internazionale, legato alla cultura del design e celebre per avere trasformato il momento dell’aperitivo in un fenomeno.
Info: www.roccofortehotels.com
Rocco Forte Hotels
Fondata da Sir Rocco Forte e sua sorella Olga Polizzi nel 1996, Rocco Forte Hotels è una collezione di 15 tra alberghi, resort, appartamenti e ville di lusso dal carattere unico. Tutti gli hotel sono indirizzi iconici, sia storici sia moderni, ricavati all’interno di magnifici edifici in luoghi eccezionali. Gestiti da una famiglia che si occupa di ospitalità da quattro generazioni, gli alberghi sono caratterizzati da un approccio distintivo al servizio, che garantisce agli ospiti di sperimentare il meglio della destinazione e delle aree circostanti. Rocco Forte Hotels comprende: The Carlton e Rocco Forte House, Milano; Hotel de la Ville, Hotel de Russie e Rocco Forte House, Roma; Hotel Savoy, Firenze; Verdura Resort, Rocco Forte Ville Private e Villa Igiea, Sicilia; Masseria Torre Maizza, Puglia; The Balmoral, Edimburgo; Brown’s Hotel, Londra; The Charles Hotel, Monaco di Baviera; Hotel Amigo, Bruxelles e Hotel Astoria, San Pietroburgo. Prossime aperture: nel 2027 Costa Smeralda, Sardegna; Palazzo Castelluccio, Noto; e Palazzo Sirignano, Napoli; nel 2028 Masseria del Cardinale, Puglia.
