
Quando la fragranza della pizza incontra la vivacità di un calice di Lambrusco, il risultato è un racconto di territorio e creatività. È accaduto alla pizzeria Fuzion di Torino, presente nella guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso 2025, dove Domenico Volgare, il bravo pizzaiolo-patron, ha accolto il pubblico con un percorso di degustazione unico nel suo genere, dedicato al tour “Lambrusco DOC a spicchi”, progetto promosso dal Consorzio Tutela Lambrusco con il supporto del PSR Emilia-Romagna.

L’idea è semplice ma di grande efficacia: celebrare il matrimonio tra le bollicine emiliane e uno dei simboli più amati della cucina italiana, la pizza. A Fuzion, Volgare ha interpretato l’incontro con quattro creazioni d’autore che hanno unito sapori e culture diverse, dalla tradizione dell’Emilia al profumo d’Oriente, senza mai dimenticare l’equilibrio e la leggerezza che caratterizzano la sua arte.

La serata si è aperta con la Pizza fritta Fuzion, farcita con mortadella vietnamita, stracciatella pugliese e un tocco agrumato di lemongrass, accompagnata dal Lambrusco di Sorbara DOC “Piria” di Cantina, vino fresco e fragrante che ne ha esaltato la morbidezza.

È seguita la Pizza Himiko, in cui il pomodoro incontra il koji miso giapponese, la mozzarella di bufala e il Parmigiano Reggiano dei Prati Stabili, abbinata al raffinato Lambrusco di Sorbara DOC “Vigna del Cristo” di Cavicchioli, dal bellissimo colore rosso rubino chiaro con riflessi violacei, dalle bollicine fini e dal profumo floreale, premiato anche quest’anno dalla guida Gambero Rosso con i Tre Bicchieri 2026.

La particolarità di questa pizza al padellino è che contiene fibre di caffè naturale ricavate dai fondi di caffè, in un progetto di economia circolare che arricchisce l’impasto di valori nutrizionali e ne prolunga la shelf life. Inoltre, la farina utilizzata per le pizze, così come i pomodori e l’olio, provengono dalla Masseria Petruliva in Puglia, di proprietà dello stesso Domenico. Una scelta che racconta la sua attenzione verso la sostenibilità e il rispetto delle materie prime: un modo concreto di dare nuova vita agli ingredienti e di portare in tavola un prodotto che unisce gusto, innovazione e responsabilità. Ogni fetta diventa così espressione autentica di una cucina contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Si prosegue con l’Amatriciana Fuzion, pizza montanara fritta e ripassata in forno, con guanciale al pepe di Norcia, cipollotti freschi, pecorino romano e peperoncino coreano gochugaru: un piatto deciso e avvolgente servito con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC “Rio” di Cantina San Martino in Rio, intenso, profondo e persistente.

In chiusura, la Pizza Snooky con funghi freschi, salsiccia ‘d Muncalè, scaglie di Grana Padano, maionese fatta in casa in stile giapponese e riso sushi soffiato, accompagnata dal Modena DOC “La.Vie” di Cantina Ventiventi, vino elegante e armonioso dal perlage setoso.

Nel corso della serata sono stati degustati anche altri quattro Lambruschi che hanno completato il quadro sensoriale, offrendo una panoramica della straordinaria varietà di questo vino. Il pluripremiato “Radice” di Cantina Paltrinieri, fermentato secondo metodo ancestrale, si è presentato con un colore rosato aranciato e un profumo di fragoline, pesca e fiori di campo. In bocca è vibrante, minerale e fresco, con una chiusura secca che lascia una piacevole tensione gustativa. Un grande Lambrusco!

Il Reggiano DOC “Foglie Rosse” di Albinea Canali ha mostrato il lato più intenso e fruttato del Lambrusco, con sfumature violacee, sentori di mora e amarena e una beva generosa, rotonda e appagante.

Il Lambrusco di Sorbara “Riò” di Cantina San Martino in Rio ha rivelato eleganza e leggerezza, con un colore rosa brillante e un bouquet di viole, lampone e ciliegia, accompagnato da una spuma fine e da un’acidità ben equilibrata.

Infine, l’innovativo Spumante Metodo Classico “Ventiventi Rosé” di Cantina Ventiventi ha conquistato per il suo colore delicato. Sapido e con buona agrumata acidità richiama con coerenza il bouquet olfattivo di frutti rossi e melagrana seguiti da un leggero sentore di lievito. Il sorso nitido, fresco e minerale ne sottolinea la modernità di stile.
A raccontare i vini e le loro caratteristiche sono stati i referenti delle quattro aziende partecipanti – Cantina Paltrinieri, Cavicchioli, Cantina San Martino in Rio e Ventiventi – insieme a Giuseppe Carrus, giornalista del Gambero Rosso e grande conoscitore del Lambrusco, che ha guidato la degustazione con competenza e passione, affiancato dai rappresentanti del Consorzio Tutela Lambrusco.

“Ci auguriamo che questa tappa abbia mostrato ai presenti la ricchezza e la versatilità del Lambrusco, capace di dialogare con piatti di tradizione ma anche con interpretazioni più creative della cucina italiana”, ha commentato Giacomo Savorini, Direttore del Consorzio Tutela Lambrusco.

Domenico Volgare, entusiasta del successo della serata, ha aggiunto: “Il Lambrusco è un vino sorprendente, che parla al cuore con la sua semplicità. Con le mie pizze ho voluto creare un filo tra l’Emilia e il mondo, mescolando ingredienti e culture ma restando fedele alla nostra idea di leggerezza e autenticità”.

A chiudere la serata, una nota dolce e raffinata: una focaccia tiepida servita con un inedito gelato gastronomico firmato da Giulio Rocci della gelateria Ottimo di Torino, che ha sorpreso i presenti con una combinazione di sapori perfettamente bilanciata tra dolce e salato, degna conclusione di un’esperienza sensoriale completa.

Dopo Torino, il viaggio di “Lambrusco DOC a spicchi” proseguirà con due nuove tappe a Roma e Milano, dove stampa e operatori del settore potranno continuare a scoprire le molte sfaccettature di un vino che, tra freschezza, colore e personalità, sa ancora rinnovarsi a ogni incontro.

Il Consorzio Tutela Lambrusco si occupa della tutela di sei DOC del Lambrusco: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Modena DOC, Reggiano DOC, Colli di Scandiano e di Canossa DOC. A queste si aggiungono altre due denominazioni che comprendono vini differenti, Reno DOC e Castelfranco Emilia IGT. Le aziende associate sono ubicate nelle due province di Modena e Reggio Emilia, dove quasi 10.000 ettari sono coltivati a Lambrusco. Ogni anno vengono prodotte circa 40 milioni di bottiglie di Lambrusco DOC e oltre 100 milioni di bottiglie di Emilia IGT Lambrusco, queste ultime tutelate dal Consorzio Tutela Vini Emilia. Nel loro complesso, i vini prendono per il 60% la strada dell’export.
Info: www.lambrusco.net
Paolo Alciati


