Redazione Centrale TdG –
In occasione del centenario della nascita dell’icona hollywoodiana Marilyn Monroe, Hotel Eden, parte di Dorchester Collection, presenta “100 volte Marilyn” la seconda mostra realizzata in collaborazione con Maison Bosi. Il progetto espositivo, aperto a tutti dal 9 giugno, mette in dialogo tre generazioni e tre linguaggi artistici, attraverso le opere di Maurizio Galimberti, Andy Warhol e Mimmo Rotella. Il percorso si sviluppa negli spazi comuni dell’hotel — lobby, La Libreria, foyer, Sala Borghese e il sesto piano — offrendo agli ospiti un’esperienza culturale raffinata e immersiva.

La mostra più che un omaggio nostalgico, propone una lettura sul destino delle icone: Marilyn non appartiene più soltanto alla biografia, ma alla memoria collettiva. Vive nella ripetizione, nella citazione, nella trasformazione; è volto, superficie, segno.
Con Andy Warhol, il suo ingresso nella dimensione del mito si compie definitivamente. La serialità serigrafica sottrae l’individuo alla storia e lo consegna all’eternità dell’immagine: non più persona, ma matrice visiva. La ripetizione non consuma il volto, ma lo rende universale. Con Mimmo Rotella, l’icona viene invece strappata al flusso pubblicitario, lacerata e ricomposta. Marilyn si fa materia urbana, memoria attraversata dal tempo e dalla città. Non è più soltanto immagine perfetta, ma presenza vissuta, umana. Maurizio Galimberti, infine, la scompone e la ricostruisce nello spazio fotografico. Il mosaico di Polaroid moltiplica lo sguardo e restituisce un’identità mobile: non un volto univoco, ma una somma di percezioni. L’immagine non resta immobile, ma accade. In questo dialogo tra artisti e linguaggi, l’icona si rivela come un organismo visivo capace di attraversare media, epoche e sensibilità diverse, mantenendo intatta la propria forza di attrazione.
All’interno degli ambienti dell’hotel, le opere danno vita a un percorso che intreccia immaginario privato e memoria pubblica. Si invitano così gli ospiti a incontrare un volto familiare che continua a trasformarsi, specchio del desiderio, della fama, della vulnerabilità e della costruzione dell’identità contemporanea.
“100 volte Marilyn” non racconta soltanto una persona, ma il modo in cui guardiamo le immagini.
Ed è proprio attraverso questo sguardo che, in fondo, raccontiamo anche noi stessi.

Per questa occasione, i bartender di Hotel Eden hanno introdotto in carta il signature cocktail dell’Hotel Bel-Air, sister- property dell’albergo romano, dedicato alla personalità dolce e al contempo piccante all’amata attrice hollywoodiana che era solita trascorre del tempo libero all’interno dell’hotel. La ricetta unisce le note esotiche del rum alla freschezza del lime e dello zenzero, mentre il succo d’arancia, il passion fruit e il mirtillo rosso ne arricchiscono il profilo con sfumature fruttate e luminose. Un delicato accento di sciroppo al peperoncino completa la composizione, donandole un finale sorprendente e raffinato.
“Con la seconda mostra in collaborazione con Maison Bosi si rinnova il forte legame dell’hotel con il tessuto culturale e artistico della città di Roma e si arricchisce il soggiorno dei nostri ospiti con un omaggio speciale ad un’icona senza tempo. L’hotel diventa così uno spazio polivalente, punto di incontro tra la destinazione, gli artisti, le gallerie e un pubblico internazionale”, commenta Daniele Colombo, Hotel Manager di Hotel Eden.
“Con Hotel Eden abbiamo immaginato un progetto che andasse oltre la semplice esposizione, creando un dialogo naturale tra arte, ospitalità e memoria collettiva. Marilyn Monroe è una figura che continua ad attraversare il tempo perché parla ancora al nostro immaginario contemporaneo: non soltanto come icona, ma come simbolo universale di desiderio, fragilità e trasformazione. Riunire opere di Andy Warhol, Mimmo Rotella e Maurizio Galimberti significa mettere in relazione tre sguardi diversi su uno stesso mito, mostrando come un’immagine possa continuamente rigenerarsi e acquisire nuovi significati. In questo contesto, Hotel Eden diventa parte integrante dell’esperienza: un luogo in cui l’arte entra nella vita quotidiana e accompagna lo sguardo degli ospiti in un percorso intimo e immersivo.” — commenta Fabrizio Bosi.
Costola della storica Galleria Bosi (via Como 2, Roma), Maison Bosi è nata in via Margutta 28-29 come un luogo dove l’arte moderna e contemporanea trova una cornice sofisticata e viva. Nelle sue sale convivono capolavori di Carla Accardi, Alighiero Boetti, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Mario Schifano, Tano Festa, Fernando Botero, Piero Dorazio, Mario Tozzi e Fabio Viale, affiancati da pezzi di design firmato, principalmente vintage, Buffa, Giò Ponti, Maison Jansen. Un salotto dell’arte, nel cuore della strada più romantica di Roma. Il nome Maison racconta già tutto: il connubio tra radici antiche e sguardo contemporaneo. Il logo, due archi che si intrecciano, rimanda alle vetrine dello spazio espositivo, agli archi degli acquedotti romani e alla M iniziale di Maison e di Margutta: un simbolo che è insieme identità visiva e dichiarazione di appartenenza a questa città.
