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Brolo dei Poeti di Tenuta Santa Maria

3 Giugno 2026 by Roberto Rabachino

Redazione Centrale TdG –

 Ad Arbizzano di Negrar, i Fratelli Bertani firmano una Riserva prodotta solo nelle migliori annate, che nasce da un ecosistema unico tra vigneto storico, bosco e acque di origine romana

Tenuta Santa Maria, nel cuore della Valpolicella Classica, è una realtà storica profondamente radicata nel territorio e riconosciuta come una delle espressioni più autorevoli dell’Amarone. Guidata oggi dai Fratelli Bertani, coniuga storia, artigianalità e ricerca agronomica in una visione in cui il tempo e la precisione del lavoro definiscono l’identità dei vini.

Brolo dei Poeti è il cru di Tenuta Santa Maria che nasce da un luogo unico nel panorama di questo territorio. Ad Arbizzano di Negrar, un muro lungo 3,5 chilometri cinge fin dal XVI secolo un sistema agricolo autosufficiente composto da vigneto, bosco, laghetto e acque di tre fonti di origine romana, convogliate attraverso canalette in pietra ancora oggi attive nei periodi più aridi. Il suo nome richiama il salotto letterario che Ippolito Pindemonte animava in questi luoghi alla fine del Settecento, accogliendo nelle estati alcuni tra i più illustri poeti, artisti e intellettuali dell’epoca. All’interno di questo spazio chiuso si definisce un microcosmo produttivo, in cui suolo, esposizione e microclima concorrono a costruire un’identità precisa. Il vigneto, su suolo marnoso calcareo esposto a sud est e con viti che superano i 35 anni di età, è il cuore di un sistema che non è solo agricolo, ma anche paesaggistico, progettato fin dalle origini come equilibrio tra funzione e forma.

Da queste parcelle nasce l’Amarone Classico Riserva DOCG Brolo dei Poeti, prodotto solo nelle migliori annate e in quantità estremamente limitata, con un affinamento di quattordici anni in grandi botti di rovere di Slavonia.

“Quattordici anni in botte cambiano il vino in un modo che nessun altro percorso restituisce. Non è una scelta di stile, è quello che il Brolo richiede, e noi la seguiamo sin dalla prima annata”, afferma Giovanni Bertani. “È un tempo che si percepisce nel calice, nella profondità aromatica e nel modo in cui il vino si apre e si evolve senza perdere equilibrio”.

A questa visione si affianca quella di Guglielmo Bertani: “Un affinamento così lungo consente un’integrazione progressiva della materia. L’ossigenazione lenta in botte permette ai tannini di distendersi naturalmente e alle componenti aromatiche di fondersi con precisione. È un processo che richiede controllo costante e grande pazienza, ma che restituisce un Amarone più misurato, costruito sulla definizione e non sulla concentrazione”.

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Il vigneto murato, sviluppato tra Cinquecento e Settecento, è una delle più antiche testimonianze italiane di paesaggio vitato ancora integro. Il modello richiama quello dei clos di Borgogna: un perimetro che definisce e protegge un sistema chiuso in cui suolo, esposizione, microclima e patrimonio varietale esclusivo concorrono a costruire un’identità di luogo precisa e non riproducibile altrove. Nella Valpolicella, dove l’Amarone nasce quasi sempre da assemblaggi su vigneti differenti, un cru murato con cloni propri e un percorso produttivo autonomo resta una rarità assoluta nel panorama regionale. Già nell’Ottocento il Brolo fu oggetto di una relazione agronomica dell’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona, illustrata dal fotografo Moritz Lotze, che documenta la conversione precoce al sistema Guyot ad alta densità a partire dal 1874, con una densità documentata di circa 5.900 ceppi per ettaro.

Cuore pulsante del vigneto è un clone proprietario di Corvina, selezionato dalle viti più antiche e preservato come patrimonio genetico esclusivo della Tenuta. A differenza dei cloni più diffusi in Valpolicella, che tendono a esprimere una marcata impronta di ciliegia, questo clone si distingue per un profilo aromatico più sottile e riconoscibile: note di fragola e lampone che costituiscono una firma precisa, ritrovabile come filo conduttore in tutti i vini nati dal Brolo. A completare l’impianto, accanto alla Corvina, si trovano Rondinella, Oseleta e altre varietà autoctone del territorio.

Danilo P Pavone

Il Brolo integra, inoltre, una porzione di bosco, contribuendo a ricreare un ecosistema completo in cui vite, acqua e vegetazione definiscono un equilibrio agronomico e ambientale distintivo.

La vendemmia è manuale e avviene tra le prime in Valpolicella: una scelta agronomica intenzionale, che preserva l’acidità naturale delle uve e contribuisce a costruire il profilo fresco e minerale che contraddistingue il vino. L’appassimento avviene nell’antico fruttaio su arelle di canna, con ventilazione naturale, per circa tre mesi. Il lungo affinamento in botte accompagna un’evoluzione lenta e continua, basata su un processo di ossigenazione progressiva che consente di integrare tannini e componenti aromatiche in profondità. Nel calice, il vino si presenta con un rosso granato profondo, tannini vellutati e un profilo complesso di spezie calde, cacao, tabacco e frutta matura, sostenuto da una freschezza minerale che ne prolunga la persistenza.

Un Amarone che costruisce il proprio equilibrio nel tempo, più che nella concentrazione.

La prima annata del cru è il 2007, seguita dal millesimo 2010. Da allora Brolo dei Poeti nasce solo nelle annate eccezionali, da una selezione delle parcelle migliori e più alte del vigneto, in tiratura rarissima. Ogni bottiglia è numerata. Brolo dei Poeti è l’Amarone della tenuta che completa quattordici anni di affinamento in botte, riallacciando idealmente il filo con la firma storica dell’Amarone delle origini, quello degli anni Sessanta, vinificato per preservare freschezza, tensione e precisione. Una scelta che Tenuta Santa Maria ha mantenuto con coerenza anche negli anni in cui la tendenza generale della Valpolicella si orientava verso vini da appassimenti più concentrati e prolungati, spesso accompagnati da residui zuccherini più marcati. Solo il 3% degli Amaroni prodotti in Valpolicella porta la menzione Riserva: un dato che misura la selettività di questa tipologia, prodotta solo quando l’annata lo consente davvero.

Più di un vino, Brolo dei Poeti rappresenta un’idea compiuta di territorio e di tempo. In esso la visione della Famiglia Bertani si traduce in una forma precisa e coerente, in cui paesaggio, sapere agronomico e misura dell’attesa convergono in un Amarone capace di esprimere una delle interpretazioni più rigorose e riconoscibili della Valpolicella Classica.

COMPANY PROFILE

Tenuta Santa Maria è una delle realtà vitivinicole più antiche e significative della Valpolicella. Ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, la cantina monumentale e il brolo cintato di 22 ettari costituiscono un sistema produttivo unitario e storico, le cui origini risalgono al XVI secolo. È proprio in questa cantina che nel 1936 l’Amarone prese forma come vino secco, un passaggio fondamentale che ancora oggi orienta lo stile e la filosofia produttiva della tenuta. Attualmente la gestione è affidata ai fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani, che proseguono il lavoro del padre Gaetano portando avanti una tradizione basata su precisione agronomica, appassimento nei fruttai storici e lunghi affinamenti. La produzione si articola tra la sede di Negrar e la tenuta di Colognola ai Colli, nel cuore della DOC Soave.

Info: https://www.tenutasantamaria.wine/it/

Filed Under: Attualità, Evidenza

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