– Redazione Centrale TdG –
Dalla moneta di Antinoo alle grandi installazioni contemporanee, dai ritratti delle star alla facciata trasformata dalla luce. E sul Canal Grande potrebbe presto arrivare “Marble Does Not Melt”, opera-manifesto sulla fragilità del pianeta

Tutto comincia da una moneta. Durante il recupero di Palazzo Genovese, oggi sede del Sina Centurion Palace, dalla vera da pozzo della corte interna riemerge un’antica moneta con l’effigie di Antinoo, il giovane amato dall’imperatore Adriano e diventato nei secoli simbolo di bellezza. Un ritrovamento che ispira il nome dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant e che sembra quasi anticipare la vocazione artistica del cinque stelle sul Canal Grande. Negli anni il Centurion Palace si è infatti trasformato in una galleria d’arte diffusa, frequentata anche da collezionisti internazionali: sculture monumentali sulla terrazza e alla porta d’acqua, installazioni nella corte, quadri e fotografie nella hall e lungo i corridoi. Una vocazione naturale nel cuore di Dorsoduro, a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim, Punta della Dogana e Gallerie dell’Accademia.
Da Mimmo Paladino a Tony Cragg, Bruno Catalano, Helidon Xhixha, Richard Orlinski, Andrea Roggi, Ludovico De Luigi, Gavin Rain e Maurizio Galimberti, sono numerosi gli artisti entrati negli anni negli spazi del Palace. Durante le stagioni della Biennale Luce di Laguna di Xhixha ha catturato i riflessi dell’acqua veneziana, Bleu de Chine di Catalano si è affacciato sul Canal Grande, mentre Runner di Tony Cragg e le sculture di Andrea Roggi hanno trasformato corti e terrazze in spazi espositivi. Oggi il racconto continua con la monumentale L’Equilibrio del Nostro Amore di Roggi.
In altre occasioni è stato invece l’hotel stesso a diventare un’opera. Durante la Mostra del Cinema, Tramonto a Canal Grande, progetto curato da Riccardo Benedini con gli studi di design Mandalaki e CELO1, ha trasformato la storica facciata del Palace attraverso luce e superfici specchianti. L’installazione di Mandalaki ricreava sulla facciata i colori e le sfumature del tramonto, che mutavano incontrando l’architettura, l’acqua e le increspature del Canal Grande; nella hall, il grande specchio Inevitable Future di CELO1 completava il percorso immersivo. Un “tramonto urbano” nel quale, con il calare del sole, la facciata dell’hotel diventava un’opera in movimento.

Il cinema aveva già incontrato la fotografia al Centurion nel 2014 con “One Hundred Portraits” di Angela Lo Priore, cento ritratti dei grandi protagonisti del cinema internazionale. Da Al Pacino a Willem Dafoe, Brad Pitt, Angelina Jolie e George Clooney, le star popolavano le pareti del Palace; durante il Festival alcuni dei protagonisti, tra cui Pacino e Dafoe, arrivarono personalmente davanti al proprio ritratto, firmando l’opera originale e il catalogo della mostra. Il dialogo tra cinema e arti figurative è proseguito anche attraverso il Premio Fondazione Mimmo Rotella, che negli anni ha portato al Palace personalità come Michael Caine, George Clooney, Ai Weiwei, Oliver Stone e Matt Dillon.

E la galleria sul Canal Grande potrebbe presto riservare una nuova sorpresa. Secondo indiscrezioni, tra le prossime opere potrebbe arrivare “Marble Does Not Melt” di Theodorico Napolitano, inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed esposta all’ADI Design Museum di Milano. Un gigantesco ghiacciolo scolpito nel marmo di Lasa nell’atto impossibile di sciogliersi: un paradosso visivo che diventa riflessione sulla fragilità del nostro tempo e su un pianeta che cambia. Sul Canal Grande, in una città tanto straordinaria quanto fragile, il suo messaggio assumerebbe una forza ancora maggiore.
Il Sina Centurion Palace fa parte di Sina Hotels, storico gruppo italiano dell’ospitalità di lusso che negli anni ha costruito un legame particolare tra i propri alberghi, l’arte e la storia delle città che li ospitano.

A Roma, il Sina Bernini Bristol ha creato una vera Suite Modigliani, allestita con opere originali di Amedeo Modigliani, trasformando per un periodo il soggiorno in un’esperienza immersiva nell’arte del grande maestro. Oggi lo stesso hotel aderisce al progetto “Arte Fuori dal Museo”, ospitando un prezioso frontone marmoreo di epoca romana, rinvenuto negli scavi della Villa dei Sette Bassi sull’Appia Antica e restituito al pubblico dopo il restauro.
A Milano, il Sina The Gray ha portato l’arte antica nel cuore del design contemporaneo attraverso l’esposizione di vasi dell’antica Grecia, proseguendo idealmente fuori dalle sale museali il racconto della mostra di Palazzo Reale dedicata ad Artemisia e creando ancora una volta un ponte tra una grande esposizione cittadina e l’hotel.
A Perugia, invece, la storia è letteralmente parte dell’edificio: sotto il Sina Brufani si conservano resti archeologici etruschi visibili dalla piscina, permettendo agli ospiti di nuotare sospesi sopra le testimonianze dell’antica città.
A Firenze, al Sina Villa Medici, oggetti d’antiquariato tutelati dalla Soprintendenza convivono con opere contemporanee realizzate anche appositamente per gli ambienti dell’hotel, mentre a Viareggio il Sina Astor ha scelto di valorizzare gli artisti del territorio con opere site-specific ispirate alla Versilia.
Da Venezia a Roma, da Milano a Firenze, da Perugia alla Versilia, cambia il linguaggio ma non il principio: portare l’arte fuori dai suoi luoghi tradizionali e farla entrare nell’esperienza dell’ospitalità.
Perché negli hotel Sina l’arte non è soltanto qualcosa da visitare in città: entra nell’hotel e diventa parte del viaggio.

IL SESTIERE DI DORSODURO
Il Sina Centurion Palace Hotel si affaccia sul Canal Grande, nella lingua del Sestiere di Dorsoduro a due passi dalla Basilica di Santa Maria della Salute e a dieci minuti dalla Basilica di San Marco. Oltre ad essere in una posizione ideale per le fughe romantiche di lusso a livello artistico, Palazzo Genovese si trova in una posizione molto strategica. Proprio nel mezzo del dialogo artistico tra il Museo di Punta della Dogana, Palazzo Grassi e il Peggy Guggenheim Collection, il Sina Centurion si erge come location perfetta per una pausa ristoratrice.
Per gli amanti dell’arte c’è, infatti, l’imbarazzo della scelta.
Le Gallerie dell’Accademia, rappresentano l’attrazione principale della zona e racchiudono una raccolta delle pitture venete, dai Bizantini e il Gotico del XIV secolo agli artisti del rinascimento come Tintoretto, Canaletto e Longhi. Particolare è anche la Chiesa di San Trovaso al cui fianco sorge l’omonimo squero, ovvero il cantiere dove vengono costruite le gondole. Il ponte di legno dell’Accademia è la connessione più vicina via terra tra il Sestiere Dorsoduro e San Marco, è semplice da qui raggiungere sia Piazza San Marco e la sua Basilica, sia il famoso ponte di Rialto, conosciuto per il suo mercato e la sua vista su Venezia. A pochi passi dall’hotel si può camminare lungo le Fondamenta delle Zattere: una passeggiata ampia, tranquilla e soleggiata che corre lungo l’intera costa meridionale del quartiere Dorsoduro di Venezia, dalla stazione marittima a Punta della Dogana.
Sina Centurion Palace, cinque stelle lusso a Venezia
Diretto dal General Manager Paolo Morra e parte del circuito esclusivo Small Luxury Hotels of the World, il Sina Centurion Palace è il cinque stelle lusso firmato Sina Hotels, affacciato direttamente sul Canal Grande a Venezia. Situato a Dorsoduro, nel “triangolo della cultura” tra Punta della Dogana, Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi, l’hotel occupa l’antico Palazzo Genovese, edificio gotico veneziano del 1892 progettato da Trigomi Mattei, sorto sull’area dell’ex monastero di San Gregorio. La struttura, in mattoni e pietra d’Istria, reinterpreta la tradizione architettonica lagunare con la tipica alternanza di rosso e bianco e il caratteristico schema delle “case a torricelle”, con accesso diretto dal Canal Grande tramite pontile privato. Oggi il palazzo unisce heritage e design contemporaneo in un equilibrio raffinato e distintivo.
