– Redazione Centrale TdG –
Dal banco al tavolo, carne protagonista di numerose proposte in un percorso sostenibile e certificato

“Scelto, tagliato, grigliato”: il credo culinario de Il Mannarino, insegna italiana di macelleria con cucina, è sbarcato anche in Romagna. Giovedì 28 maggio a Rimini, in viale Amerigo Vespucci 2, è stata inaugurato il ventiquattresimo locale di un’esperienza contemporanea nata nel 2019 a Milano per riportare al centro la figura del macellaio di quartiere e diventata rapidamente un successo nazionale. E non è difficile capire il perché. Per il brand ideato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi quella di Rimini è la terza apertura in Emilia-Romagna dopo Modena e Reggio-Emilia, la prima con i piedi a pochi metri dalla sabbia.

La formula: dal banco al tavolo
La formula vincente è la stessa di sempre: si entra e il primo impatto è il banco carni, vero cuore pulsante del locale. Qui si osservano i tagli, si ascolta il racconto del macellaio, si chiede consiglio. Costate e fiorentine, salsiccia, Fassona piemontese battuta al coltello, bombette arrotolate a mano ogni giorno, polpette cotte lentamente nel sugo, arrosticini: scegliere diventa un rituale piacevole, un dialogo. Una volta deciso il taglio, la magia continua. La carne passa direttamente alla brace e, mentre la griglia lavora, arrivano sul tavolo pane fragrante, taralli e un calice di Primitivo. A rendere l’esperienza ancora più accogliente contribuiscono luci calde, tavoli in legno e la musica dei cantautori italiani come colonna sonora.

Carne protagonista sette giorni su sette
A cena, si sceglie direttamente tra tagli freschi e specialità, da gustare poco dopo accompagnati da antipasti semplici e genuini, contorni di stagione e un buon calice di vino della casa. A pranzo, invece, dal lunedì al venerdì, la formula business lunch propone piatti gustosi e bilanciati, comprensivi di coperto, pane e taralli. Per chi preferisce la comodità della casa, la macelleria online garantisce consegne in tutta Italia. Lo stesso termine “Mannarino”, del resto, nasce per identificare il coltello utilizzato anticamente dai macellai, finendo poi a diventare sinonimo stesso di macellaio. Così si propone Il Mannarino: una figura di fiducia che guida i clienti nell’esperienza del pasto, dalla scelta dei migliori tagli all’atmosfera che si crea intorno al tavolo. Sempre aperte 7 giorni su 7, le macellerie con cucina de Il Mannarino sono luoghi autentici in cui la qualità si intreccia con la relazione e la convivialità.
Il Disciplinare: freschezza e qualità
Dagli allevamenti alla tavola: ogni fase della filiera è controllata grazie al Disciplinare de Il Mannarino, un vademecum che regola pratiche, standard qualitativi e benessere animale, degli allevamenti che cooperano con Il Mannarino. Il documento segue la strategia europea “Farm to Fork (F2F)”, promuovendo un sistema alimentare sostenibile e trasparente. Recentemente, il Mannarino ha ottenuto la certificazione B Corp: riconoscimento internazionale rilasciato dall’ente non profit B Lab alle aziende che rispettano elevati standard di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità. Un traguardo che attesta l’impegno concreto del brand non solo sulla qualità del prodotto e della filiera, ma anche sull’impatto che genera sul territorio, sulle persone e sull’ambiente.

Il modello di crescita e sviluppo
Il Mannarino cresce mantenendo un modello non in franchising, che permette al brand di preservare identità, qualità e controllo sulla filiera. “Ogni nuova apertura – raccontano i fondatori – è un modo per portare la nostra idea di convivialità in un’altra città, senza mai rinunciare a ciò che siamo: una macelleria con cucina dove trovare solo cibo di qualità, un luogo accogliente dove ci si siede, si sorride, si brinda con un calice di Primitivo e ci si sente subito parte di una famiglia”.

A Rimini: i piatti da provare
Arrosticini, bombette, tartare, pasta, contorni dell’orto e tanto altro ancora. Il Mannarino a Rimini è uno di quei locali in cui capisci che tornerai appena varcata la porta. Tra le tante ottime proposte del menù “visto, cotto e mangiato” ci sono alcuni piatti che conquistano un diritto di precedenza, vuoi perché rappresentano al meglio lo spirito del locale, vuoi per il livello della materia prima oppure per l’originalità della messa in piatto. Tra questi spiccano la tartare del Mannarino, dove la Fassona piemontese è servita con trito di olive e capperi, stracciatella e taralli sbriciolati, e le polpette della nonna: due piatti per cui è facile fare confronti con le proprie esperienze passate trovando piena soddisfazione. Costata irlandese, picanha argentina e costine di maiale al bbq sono possibilità di prima qualità. Tra i dolci spiccano il cannolo composto, da “costruire” direttamente nel piatto dosando a piacere gli ingredienti, e le tette della monaca ripiene di crema chantilly. L’intera carta si compone di vini italiani biologici con bottiglie e calici facili da abbinare al menù.
