– Redazione Centrale TdG –
Da Bladnoch, sulle rive di un fiume nel verde del Galloway, a Wolfburn, dove il vento del Mare del Nord accompagna la maturazione delle botti. Due distillerie agli antipodi della Scozia continentale, unite dalla voglia di fare le cose a modo proprio.

C’è un modo diverso di attraversare la Scozia: invece di inseguire soltanto castelli, laghi e paesaggi da cartolina, seguire il filo dell’acqua che alimenta le distillerie. Alle due estremità della terraferma si incontrano Bladnoch, la più meridionale fra le distillerie scozzesi tuttora operative, e Wolfburn, la più settentrionale. La distanza che le separa racconta anche due modi differenti di interpretare il single malt.
Bladnoch, il carattere delle Lowlands
Nel Galloway, nel sud ovest della Scozia, Bladnoch produce whisky dal 1817. La sua storia è stata tutt’altro che lineare, con passaggi di proprietà e periodi difficili, fino alla rinascita avviata dall’imprenditore australiano David Prior dopo l’acquisizione del 2015. La distilleria è tornata a produrre nel 2017, a duecento anni dalla fondazione.

A guidarne oggi il profilo produttivo è il dottor Nick Savage, master distiller arrivato nel 2019 dopo un’esperienza a The Macallan. La sua filosofia, riassunta nell’espressione “Taste First”, mette il gusto al centro delle scelte: la maturazione non deve cancellare l’identità del distillato, ma valorizzarne la componente fruttata e floreale. Il risultato è una gamma che supera lo stereotipo del whisky delle Lowlands necessariamente leggero e poco strutturato.

Come arrivare
Bladnoch si trova vicino a Wigtown, nel Dumfries and Galloway, una regione di strade panoramiche, piccoli porti e campagne poco frequentate dal turismo internazionale. In auto si raggiunge da Glasgow in circa due ore e mezza o tre, a seconda del traffico. Per chi arriva dall’Irlanda del Nord, il porto di Cairnryan è un’altra porta d’accesso, a circa un’ora di guida. Il trasporto pubblico richiede invece una pianificazione attenta, perché la distilleria si trova in una zona rurale: conviene verificare gli autobus disponibili prima di partire. La visita può diventare una buona occasione per esplorare Wigtown, conosciuta come la città scozzese dei libri.
Cinque whisky da conoscere
Vinaya. Il nome deriva dal sanscrito e richiama rispetto e gratitudine. L’incontro fra botti ex bourbon ed ex sherry restituisce un single malt accessibile, con frutta fresca, dolcezza maltata e sfumature speziate.
Samsara. Il nome significa rinascita e celebra la nuova stagione della distilleria. L’affinamento in botti ex bourbon ed ex vino rosso californiano costruisce un profilo più pieno, con frutta matura, morbidezza e una trama aromatica avvolgente.
Bladnoch 13 anni. Maturato in botti ex bourbon, mette in evidenza il lato più luminoso della distilleria. Vaniglia, frutta chiara e cereali dolci accompagnano una bevuta equilibrata, dove il legno sostiene senza dominare.
Bladnoch 16 anni. Qui il protagonista è lo sherry oloroso. La maturazione più lunga porta profondità e spezie, con note di frutta secca, legno e una ricchezza che si sviluppa gradualmente nel bicchiere.
Bladnoch 19 anni. L’affinamento in botti di sherry Pedro Ximénez dona un carattere più intenso, con richiami alla liquirizia scura, alle albicocche disidratate e alla noce moscata. È una lettura più concentrata e matura del whisky di Bladnoch.

Wolfburn, il single malt del grande Nord
Per raggiungere Wolfburn bisogna spingersi fino a Thurso, nella contea di Caithness, all’estremità settentrionale della terraferma scozzese. Qui esisteva già una distilleria con lo stesso nome, attiva dal 1821 e poi scomparsa. La nuova Wolfburn ha ripreso a distillare nel gennaio 2013, a poca distanza dal sito storico, utilizzando ancora l’acqua del Wolf Burn, il ruscello che ha dato il nome all’azienda.

La produzione è oggi affidata a una squadra raccolta, con Innes Macintosh nel ruolo di production manager. La scelta è quella di lavorare con attenzione artigianale, dalla distillazione alla gestione delle botti, fino all’imbottigliamento in loco. I whisky non vengono filtrati a freddo e non ricevono coloranti aggiunti. Anche in un territorio dal clima severo, l’obiettivo non è produrre necessariamente whisky torbati e aggressivi: la gamma comprende interpretazioni morbide, fruttate, speziate e soltanto in alcuni casi affumicate.

Come arrivare
Thurso è collegata a Inverness dalla Far North Line, una delle tratte ferroviarie più suggestive del Regno Unito, che attraversa paesaggi aperti, brughiere e piccoli centri delle Highlands. Il viaggio richiede diverse ore, ma è parte integrante dell’esperienza. Dalla stazione di Thurso la distilleria dista poco più di un chilometro, percorribile a piedi con condizioni meteorologiche favorevoli. Chi viaggia in auto può inserirla nell’itinerario della North Coast 500, il celebre percorso panoramico che gira intorno al nord della Scozia.
Cinque whisky da conoscere
Northland 8 anni. Il nome richiama il territorio estremo in cui nasce. Le botti di rovere americano di dimensioni ridotte favoriscono l’interazione con il legno, offrendo vaniglia, cereali dolci, frutta e spezie delicate.
Aurora. È la porta d’ingresso allo stile più ricco di Wolfburn. L’incontro fra botti ex bourbon e sherry oloroso aggiunge frutta matura, dolcezza e sentori di frutta secca, mantenendo un buon equilibrio.
Morven. È la scelta per chi cerca una sfumatura affumicata senza rinunciare alla delicatezza. La leggera torbatura accompagna note maltate e dolci, con un accenno di fumo che non prende mai il sopravvento.
Langskip. Imbottigliato al 58% di alcol e maturato in botti ex bourbon di primo riempimento, punta su intensità e carattere. Vaniglia, frutta e spezie si esprimono con maggiore concentrazione, ma senza sacrificare la bevibilità.
Wolfburn 10 anni. Primo imbottigliamento permanente della distilleria con un’età dichiarata di dieci anni, è maturato interamente in botti di sherry. Il risultato privilegia profondità, frutta scura e spezie, mostrando quanto la giovane distilleria abbia saputo costruire una propria identità.
Due estremi, una sola passione
Bladnoch e Wolfburn dimostrano che la geografia scozzese non è soltanto uno sfondo suggestivo. Il paesaggio, la storia e le scelte di maturazione contribuiscono a definire identità diverse, senza obbligare il produttore a seguire una formula prestabilita. Visitare entrambe significa attraversare la Scozia da un capo all’altro, scoprendo che il whisky migliore non è necessariamente quello più famoso, ma quello che racconta con maggiore sincerità il luogo da cui proviene.











