Da quasi un secolo, nome e destino della Sagna S.p.A. coincidono con la storia della cultura del vino in Italia


Una storia fatta di coraggio, etica e visione, iniziata nel 1928 con il Barone Amerigo Sagna, continuata dall’avvocato Ernesto, cresciuta con Massimo, e oggi proiettata nel futuro grazie a Leonardo e Carlo Alberto, quarta generazione di una casata che ha portato nel nostro Paese i più grandi vini e distillati del mondo.

Le origini: il Barone Amerigo, un pioniere coraggioso e visionario
Tutto comincia con lo spirito pionieristico del Barone Amerigo Sagna, uomo di straordinaria energia e curiosità intellettuale. Volontario nella Prima guerra mondiale e tra i primi italiani a solcare il cielo su aerei rudimentali, fu decorato per il suo coraggio. Negli anni successivi, animato da un’irrequietezza costruttiva, passò dalla gestione di tabaccherie alla direzione di cinematografi – una novità assoluta per l’epoca – e fu persino il primo a importare impermeabili in Italia, quando ancora “prima dei trench c’erano solo le cerate”.

Nel 1928 fondò la Sagna S.p.A., iniziando come distributore di alcolici in collaborazione con la storica casa piemontese Cora. Da lì nacque l’intuizione che avrebbe segnato il futuro dell’azienda: portare nel nostro Paese le grandi eccellenze internazionali. Nel 1935 ottenne infatti il mandato per la distribuzione in esclusiva dello Champagne Mumm Cordon Rouge su tutto il territorio italiano – una pietra miliare nella storia del commercio del vino in Italia.

Il destino, però, non tardò a mettere alla prova quel sogno. Nello stesso anno, con le “inique sanzioni” imposte alla Francia, l’Italia si trovò isolata commercialmente e Amerigo dovette interrompere le importazioni. Tuttavia, non si fermò: continuò a collaborare con Cora e si dedicò all’assistenza sanitaria dell’Ordine di Malta, dove coordinò le opere ospedaliere durante la guerra.

Uomo di profonda rettitudine e di salda fede nei propri valori, si oppose apertamente al fascismo e pagò caro il suo coraggio. Ferocemente malmenato dalle squadracce e una volta persino legato ai binari del treno, si salvò solo grazie ai riflessi pronti di un macchinista. Nonostante le persecuzioni, non cessò mai di agire secondo coscienza: durante il conflitto nascose e protesse partigiani e soldati americani feriti, indipendentemente dal fronte di appartenenza.

Per queste opere di umanità e per la sua attività all’interno del CLN, gli fu conferito il titolo di Barone e numerose onorificenze civili e militari, tra cui quelle di Commendatore della Corona d’Italia e Cavaliere Magistrale del Sovrano Ordine di Malta.


Nel ricordo del nipote Massimo, Amerigo resta un uomo “vulcanico e un po’ burbero, ma rigoroso nella vita e nel lavoro”, capace di infondere nei suoi discendenti una bussola morale destinata a guidare l’azienda per generazioni.
Come ripeteva spesso: “L’onestà paga in ritardo, ma paga sempre.”

Un principio che ancora oggi ispira la filosofia della famiglia Sagna: fermezza e trasparenza verso tutti, senza favoritismi. “Ci considerano rigidi – racconta Massimo – ma rispettano il fatto che la nostra rigidità sia uguale per tutti.”
Info: www.sagna.it
Redazione Centrale TdG
