Leccornie e curiosità nella Franconia tedesca, in un itinerario che si snoda tra Coburgo e Kulmbach

Se il turista italiano pensa che si mangi bene solo in patria, si sbaglia decisamente. A parte il piacere di scoprire, comunque, novità e gusti nuovi, ci sono nel mondo specialità che valgono il viaggio.
La Franconia, una vasta regione della vastissima Baviera, ad esempio, può valere il viaggio anche per ottime esperienze gustose.
Oltre che, naturalmente, per bellissime testimonianze di arte e cultura. Infatti un viaggio in Franconia si svolge attraversando affascinanti città ricche di castelli, fortezze e palazzi sontuosi, case a graticcio e archittetture barocche. Senza dimenticare la Foresta Francone, una lunga fascia verde e intatta che corrisponde al famoso confine tra le due Germanie, che per quarant’anni ha segnato il centro dell’Europa.
Andiamo dunque a scoprire le leccornie che arricchiranno il nostro viaggio in Franconia.
Centro della scoperta Coburgo, in cui l’arte e le delizie culinarie giocano un ruolo centrale nella vita quotidiana di cittadini e turisti.

Avvicinandosi alla piazza del mercato, si è inebriati dal profumo intenso dei bratwurst sfrigolanti.
I salsicciotti, la specialità più famosa di Coburgo, arrostiti di solito sulla brace, sono stati incoronati addirittura da una TV tedesca come migliori in assoluto di tutta la Germania, lasciandosi alle spalle i concorrenti di Norimberga e di Turingia.
E c’è da crederci! Quali migliori intenditori dei tedeschi?
Gli ingredienti sono carne di maiale e di manzo, uova e spezie, ma la ricetta completa è gelosamente custodita.
Invece è rigorosamente determinata la lunghezza dei salsicciotti.
La definisce il “Bratwurstmännle” (omino delle bratwurst) in cima al timpano del municipio.

Secondo la leggenda, il suo bastone da maresciallo, lungo 31 cm, è la lunghezza ufficiale per il bratwurst crudo.
Chi non si accontenta di un semplice salsicciotto, può accompagnarlo ad un piatto di “Coburger Rutscher”, i famosi gnocchi di patate dalla consistenza molto morbida, tanto da sciogliersi quasi nel sugo nel piatto.
Celebri oltre confine, sono i protagonisti di un mercato che si svolge ogni anno, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, presentati in tutte le varianti e condimenti.
Sia in estate che in inverno, l’accompagnamento ideale sarà una birra fresca, scelta tra le oltre 1000 varietà prodotte nei circa 200 birrifici dell’Alta Franconia.

Dagli gnocchi ai dolci il passo è breve.
A pochi passi dal municipio si trova una delizia: i famosi “Coburger Schmätzchen” (piccoli baci di Coburgo) della pasticceria Feyler, un ex fornitore della corte, in Rosengasse.
Da oltre 100 anni vengono preparati secondo una ricetta tradizionale di famiglia con miele, mandorle, nocciole e una miscela di spezie appositamente preparata.

Possono essere gustati al naturale o ricoperti di cioccolato e guarniti con una foglia d’oro.
In questo caso, offerti in bellissime scatole decorate, diventano un perfetto souvenir.
A Coburgo si possono gustare le specialità passeggiando, visitando il mercato, oppure, ancora meglio, fermandosi in uno dei raffinati caffè cittadini.

Legato alla corte è anche un liquore speciale, l’ “Hof-Likör” (liquore di corte), a base di erbe, dal sapore speziato e allo stesso tempo aromaticamente dolce.
È prodotto e venduto da secoli nella Farmacia di corte secondo un’antichissima ricetta segreta. Questo liquore è così tradizionale che la farmacia ha il diritto di utilizzare lo stemma della Casa di Sassonia-Coburgo-Gotha in qualità di “Fornitore Ducale-Sassone di Corte”.
Con questa bella offerta di specialità, non sorprende che a Coburgo si svolga probabilmente il più grande festival gastronomico della Baviera settentrionale.
A luglio, l’elegante Schlossplatz Festival attira palati gourmet da ogni dove, per degustare oltre alle specialità regionali, anche cibi da tutto il mondo. Il tutto allietato da musica dal vivo, spettacoli acrobatici e cabaret.
Se poi non si arriva all’appuntamento di luglio, si può partecipare tutto l’anno ai tour guidati “Coburgo culinaria”, che conducono ad assaggiare una varietà di prelibatezze. Sono in tedesco, da marzo a ottobre, sempre alle 11:30 del sabato. Tra i locali più tipici di Coburgo per apprezzare la cucina tradizionale è senz’altro da non perdere Loreley in Hermgasse.
Il nostro viaggio nella Fraconia di gusto ci porta ad un’altra tappa fondamentale.

E’ Kulmbach.
Qui non assaggeremo cibo, ma scopriremo un mondo meraviglioso: è quello dei tre musei, della birra, del pane e delle spezie.
Si aprono nel Mönchshof“, il cortile dei monaci, che un tempo ospitava una birreria tradizionale.
Qui man mano negli anni sono stati allestiti i tre musei del cibo, come omaggio alla storia di Kulmbach, centro della produzione alimentare, di birra, malto, condimenti, aromi e prodotti da forno.
Oggi anche sede del famoso birrificio Kulmbacher.

Il museo più grande e anche il primo ad essere aperto è il Museo della Birra, su 3000 metri quadrati.
Tutto ruota intorno alla tecnica di produzione sia della birra che dei barili, agli ingredienti, alla storia della birra, compresa la ricostruzione di una birreria del primo ‘900.
C’è anche la birreria verticale, che va dalla soffitta dove c`erano le materie prime, fino alle cantine, dove si svolgeva la fermentazione e si riempivano barili e bottiglie mentre il suo cuore è la sala di cottura.
Una curiosità: a Kulmbach è stata trovata un’anfora in ceramica di origine celtica, la più antica prova della fabbricazione di birra in Germania, 2800 anni fa.

Ed eccoci al Museo del Pane, affascinante anche questo, sia per la documentazione, sia per la varietà degli strumenti esposti, sia per le lunghissima storia che racconta.
Nella storia del cibo, infatti, è il pane il primo e più importante alimento, quasi coincidente con le origini dell’agricoltura.
Mesopotamia, Egitto, Roma, il Medioevo, tutto il mondo passa attraverso la storia del pane, fatto con tutti i cereali, miglio, mais, farro, grano, segala, orzo, avena. E poi scopriamo che in Europa fino agli inizi del ‘900 c‘erano i forni comuni dove si portava a cuocere il pane impastato in casa. E si scopre anche quanto fosse faticoso preparare il pane senza le macchine moderne, con ore e ore di lavoro e pazienza.

E arriviamo infine all’ultimo affascinate Museo delle Spezie.
Profumi e aromi orientali si diffondono nell’aria, mentre attraversiamo questo museo a forma di bazar, pieno di sacchi di tela, di banchi di legno,di cesti da cui traboccano spezie coloratissime.
Sembra di essere arrivati a Istambul o a Bagdad, o a Calcutta, di vivere le avventure di Sherazade e di Simbad il marinaio.
Oppure di essere imbarcati in uno di quei velieri che facevano il giro del mondo, portando le preziosissime spezie di Arabia, India, Indonesia, fino ai porti occidentali.

Ecco perché le spezie in passato erano preziosissime e costose.
C’erano solo due lunghe rotte: la via terrestre dalla Cina all’Europa e, più tardi, le rotte marittime scoperte prima dai portoghesi, dall’Europa, passando per il Capo di Buona Speranza fino all’India e poi dagli spagnoli, passando per l’Oceano Atlantico fino all’America.
Impossibile citare tutte le spezie in mostra nel museo.
Nomi che da soli evocano luoghi lontani : chiodi di garofano, noce moscata, cardamomo, cumino, senape, zenzero, anice stellato, zafferano, cannella, vaniglia, pepe di Cayenna.
C’è poi tutto il mondo delle erbe aromatiche, così interessanti per la nostra cucina, capaci di insaporire le ricette più semplici: basilico, cerfoglio, finocchio, alloro, menta, origano, prezzemolo, salvia.

Infine non può mnacare un cenno a un ingrediente fondamentale, capace di generare ricchezza o povertà: il sale.
Il sale non è una spezia, perché le spezie sono ricavate da piante o parti di esse: radici, foglie, fiori, boccioli.
Il sale è un minerale. Ma era ed è ancora un insaporitore e conservante dei cibi.
E il sale ha reso le persone ricche, proprio come le spezie.
Il Museo termina con una bella carrellata sugli utilizzi delle spezie, che non erano solo legate al condimento dei piatti, ma anche dei vini e delle birre aromatizzate.
Fino alle erbe medicinali, preziose per farmacisti, medici, maghi e streghe leggendarie!
Consigli di viaggio
Per alloggiare, è di grande atmosfera nel centro di Coburgo l’hotel Villa Victoria, curatissimo negli arredi d’epoca www.hotel-villa-victoria.de
Tutte le info
Testo e immagini Franca Dell’Arciprete Scotti
