La narrazione del vino in Toscana è caratterizzata da entusiasmo, innovazione e un sincero rispetto per il territorio

Nel cuore di questa regione, tra le dolci colline del Chianti, si sviluppa una storia fatta di passione, radici profonde e continua evoluzione: quella della famiglia Folonari, una delle più influenti e rispettate nel panorama enologico italiano. Quest’anno, la Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute celebra un traguardo significativo: con l’annata 2022 sono ben 40 le vendemmie del loro vino di punta, il Cabreo Il Borgo, Toscana IGT. Questo vino, tra i primi Supertuscan della storia, è il risultato di un blend sapiente di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, frutto di un’intuizione che ha saputo cogliere le potenzialità di queste varietà e simbolo di qualità e audacia.

La storia della famiglia Folonari affonda le sue radici nel XVIII secolo, in Lombardia, dove Lorenzo Folonari iniziò come recoltant-merchant, ovvero come commerciante di vino nel Nord Italia. La loro attività si sviluppò rapidamente, grazie alla capacità di innovare e di valorizzare i terroir locali, portando avanti una tradizione di famiglia che si tramanda di generazione in generazione diventando un pilastro della moderna enologia italiana. Alla fine dell’Ottocento, i fratelli Francesco e Italo Folonari trasferirono la sede dell’azienda a Brescia, consolidando la loro presenza nel settore vitivinicolo.

Il vero salto di qualità avvenne all’inizio del Novecento, con l’acquisto della storica casa vinicola toscana Ruffino nel 1911, nota per il suo Chianti Classico imbottigliato nei tradizionali fiaschi.
Questa mossa segnò l’ingresso ufficiale della famiglia nel cuore della Toscana, regione che avrebbe poi rappresentato il fulcro della loro attività. La Toscana, con le sue colline, i suoi vigneti e le sue tradizioni, divenne il terreno fertile per la crescita di un’azienda che avrebbe rivoluzionato il panorama enologico locale.

Dopo le due guerre mondiali, la famiglia Folonari si distinse per la capacità di adattarsi ai tempi, puntando sulla qualità e sull’innovazione. Negli anni ’60, Nino Folonari, figlio di Italo, decise di abbandonare le grandi produzioni per concentrarsi su quelle di vini di alta qualità e sull’introduzione delle denominazioni del vino in Italia, ispirandosi al modello francese dell’AOC.
Nel 1967 e nel 1971, acquistò le Tenute del Cabreo e di Nozzole, a Greve in Chianti, dando vita a due delle più importanti realtà vitivinicole toscane. Questi vigneti, situati in zone di grande pregio, divennero il cuore pulsante di una produzione innovativa e ricercata, che avrebbe contribuito a elevare il livello qualitativo della regione.

Nel 2000, Ambrogio e Giovanni Folonari, rispettivamente padre e figlio, decisero di unire le forze e di creare la “Ambrogio & Giovanni Folonari Tenute”, unendo le cinque tenute agricole acquisite nel corso degli anni. Da allora l’azienda ha ampliato il proprio patrimonio di vigneti, arrivando a coprire circa 250 ettari distribuiti in Toscana in zone di grande prestigio come Montalcino, Bolgheri, Maremma e Montepulciano. Oggi, le cinque tenute di proprietà rappresentano il meglio della viticoltura toscana, producendo i loro vini nei territori DOC e DOCG più pregiati della regione.
Nel corso degli anni, la famiglia Folonari – oggi guidata da Ambrogio Folonari come Presidente Onorario, dal figlio Giovanni come Presidente, e con un team che include anche le sorelle Francesca e Angelica, responsabili per l’enoturismo e l’ospitalità – ha continuato a innovare, puntando con forza sulla qualità e sulla sostenibilità. La loro visione si traduce in pratiche agricole sempre più attente all’ambiente: entro il 2024 tutte le tenute sono state certificate biologiche, e l’azienda adotta pratiche agricole integrate e sostenibili per rispettare il territorio e il clima in evoluzione. La sfida del cambiamento climatico ha portato l’azienda a investire in tecniche di vigna e in vigneti resilienti, mantenendo alta la qualità dei vini.

Nel 2016 nasce la linea di Baby Super Tuscans, i B.S.T., vini moderni, immediati e morbidi, senza affinamento in legno, pensati per un pubblico giovane e curioso. Questi vini rappresentano un’evoluzione del fenomeno enologico toscano degli anni ’80 e ’90, e sono un esempio di come la famiglia Folonari coniughi tradizione e modernità.
Nel 2017, l’attenzione si sposta sul Chianti Classico con il rilancio della Tenuta di Nozzole. La gamma viene rinnovata, con un’attenzione particolare alla tipicità del Sangiovese, vinificato in purezza, e alla qualità delle annate. La linea comprende il Chianti Classico DOCG “Nozzole”, la Riserva “La Forra” e la Gran Selezione “Giovanni Folonari”, tutti prodotti che esprimono l’eccellenza del terroir.
Nel 2018, l’azienda lancia i vini delle Tenute del Cabreo, tra cui il celebre “Il Borgo”, Toscana IGT, simbolo di eleganza e risultato di un’attenta filosofia produttiva che punta su frutto e sobrietà, riducendo l’uso del legno per esaltare la purezza del vino.

La linea comprende anche “La Pietra”, da uve 100% Chardonnay – la cui coltivazione, negli anni ’70-’80, nel territorio tipicamente vocato per il Sangiovese segnò un cambiamento epocale – e “Black”, Pinot Nero in purezza, due espressioni diverse di un terroir versatile e di grande raffinatezza.
Questo perché la filosofia di produzione della famiglia è rivolta all’esaltazione dei monovitigni, idea che li ha portati a realizzare tutti i loro vini Top di gamma con un solo vitigno, ad esclusione del Cabreo “Il Borgo” al quale, a partire dall’annata 2016, è stata fatta una modifica nel blend: dall’iniziale 70% Sangiovese e 30% Cabernet Sauvignon fino al 2015, si è passati a 1/3 Sangiovese, 1/3 Cabernet Sauvignon e 1/3 Merlot per dare più ricchezza ma anche un approccio più facile a questo grande vino.
Il 2020 ha segnato un anno di grandi cambiamenti, con il restauro della storica cantina di Zano, trasformata in un “Teatro del Vino” per accogliere appassionati e turisti. La famiglia ha investito anche in una moderna enoteca presso la Tenuta di Nozzole, con terrazza panoramica e degustazioni immersive di annate storiche, custodite nella Biblioteca Enologica Folonari, che raccoglie oltre 40.000 bottiglie e testimonianze di quasi 8 secoli di storia familiare.
Per il triennio 2024-2026, sono stati previsti investimenti per circa 9 milioni di euro, tra cui la costruzione della nuova Cantina del Cabreo, con l’inaugurazione prevista a metà 2026. Questo spazio non sarà solo un luogo di produzione, ma anche un centro di accoglienza per gli enoturisti, dove tradizione e innovazione si fonderanno in un’esperienza unica unendo le esigenze moderne di produzione con il rispetto delle radici storiche del territorio.

La Cantina del Cabreo completerà l’offerta di ospitalità delle Tenute di Greve in Chianti, che già ospitano i due eleganti Relais di Charme, Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo. Queste strutture, realizzate grazie al recupero di antiche case coloniche, offrono un’esperienza di soggiorno immersiva nella bellezza della campagna toscana.
La famiglia Folonari ha compreso da tempo il valore aggiunto dell’enoturismo come strumento di valorizzazione del brand e dei suoi vini. Le Tenute offrono esperienze di alta qualità, con un’ospitalità che riflette lo spirito della tradizione toscana. Il Borgo del Cabreo, ad esempio, è un relais a cinque stelle immerso nei vigneti, dove gli ospiti possono godere di un soggiorno all’insegna del lusso e della natura, circondati dai filari a Greve in Chianti.

L’offerta dell’accoglienza nella sua pienezza comprende inoltre la Villa di Nozzole, immersa in un parco secolare nel Chianti Classico, e Il Casavecchia di Nozzole; entrambe si trovano a circa 20 km da Firenze. La loro riqualificazione, i restauri e gli arredamenti sono frutto della cura e del gusto raffinato della padrona di casa, Giovanna Cornaro, moglie di Ambrogio Folonari.
Con un fatturato aggregato di 11 milioni di euro nel 2024, l’azienda ha dimostrato una stabilità notevole, con una crescita nel settore dell’hospitality e nella vendita diretta delle sue etichette. Con una produzione totale di circa 1,2 milioni di bottiglie annue, l’azienda si posiziona tra i produttori di maggior rilievo della Toscana. La distribuzione è equamente suddivisa tra il mercato nazionale e quello estero, con una forte presenza negli Stati Uniti, in Germania, in Svizzera e nell’Estremo Oriente.

Cabreo “Il Borgo” è un vino che rappresenta non solo la qualità, ma anche la storia e la tradizione della famiglia Folonari. La sua creazione – la prima annata uscì nel 1982 – fu una scommessa vincente che seppe coniugare le varietà autoctone con quelle internazionali, dando vita a un prodotto di grande eleganza e complessità. Giovanni Folonari illustra la ratio: “In uno scenario caratterizzato da crisi geopolitiche e sostanziale riduzione dei consumi, abbiamo scelto di puntare sulla nostra storia e sulla tradizione dei nostri fine wines, tra cui Cabreo il Borgo.”
Il vino ha ottenuto grandi riconoscimenti a livello internazionale e ha contribuito a posizionare la Toscana come una delle regioni vinicole più prestigiose al mondo.

Alla fine maggio la Famiglia Folonari ha celebrato i primi 40 anni del loro Supertuscan “Cabreo Il Borgo” con una giornata davvero memorabile, un evento speciale che ha coinvolto una ventina di giornalisti di settore con visita ai vigneti e alla cantina del Cabreo, ancora “work in progress”. La giornata si è conclusa con una cena a quattro mani tra il resident chef Alessio Sedran e il macellaio più famoso d’Italia, il vulcanico Dario Cecchini. È stato uno spettacolo! Con ottimi piatti studiati appositamente per accompagnare le diverse annate del Cabreo Il Borgo, creando abbinamenti perfetti tra cibo e vino, quelli che il grande Gino Veronelli definiva “un matrimonio d’amore”!
Qualche ora prima, a pranzo, c’era stata anche una splendida verticale dell’altro grande vino che fa parte della famiglia Cabreo: il bianco Chardonnay “La Pietra”, con la possibilità di degustare le annate 2022 (la prima con la nuova etichetta), 2013, 2001, 1995 e 1983, accompagnate da deliziosi amuse-bouche realizzati appositamente da chef Sedran e la sua brigata di cucina per meglio valorizzare ogni singola annata.
Vini vibranti e importanti, con note mielate più o meno evidenti a seconda dell’annata, evoluzioni di grande interesse che sfociano in sentori di idrocarburi per i più datati mentre in tutti emergono sentori di frutta esotica, fiori e frutta gialla, buccia d’arancia essiccata e acidità ancora molto persistenti.
Tra tutti, il mio “top wine” è stato in assoluto il 2013, morbido e con intriganti note fumé al naso, in bocca è setoso e vellutato, iodato e sapido. Un vino “marino” che chiude con lunga persistenza aromatica.

Per quanto riguarda il “Cabreo Il Borgo”, autentico campione, segnalo alcune caratteristiche delle annate, una per ognuna delle 4 decadi di storia, degustate durante la cena:
2022: Degustazione in anteprima di un vino giovane, intenso nel colore con riflessi rubino e porpora. Al naso si percepiscono note di more e visciole, frutti di bosco e spezie accompagnate da un tocco di legno. In bocca è pieno, con sentori di marasca e tannini eleganti ma ancora da ammorbidirsi. Il finale è speziato con note di pepe nero. È fresco, vibrante e con un finale leggermente balsamico. È stato abbinato al “Ramerino in culo”, piccole palline di manzo battuto e scottato nella parte inferiore con un rametto di rosmarino infilzato come stecchino.
2010: Un’annata più matura, con un colore ancora intenso ma leggermente più evoluto. Il profumo si apre con note di sottobosco, incenso e spezie piccanti. Al palato si percepiscono una buona sapidità e tannini morbidi e vellutati, con un equilibrio tra fruttato e speziato e un finale lungo con note affumicate e balsamiche intense. Abbinato al delicato “Topinambur, cicoria e tartufo”.

2001: Un vino di grande eleganza, con un colore che mostra già qualche sfumatura più intensa tendente al granato. Al naso è complesso, balsamico con note di china, tabacco e pepe arricchite da sfumature di spezie e sottobosco. In bocca è ricco, tra sentori floreali e di frutta matura con percezioni di liquirizia e un finale di grande persistenza con note di incenso e spezie… TOP! Abbinato ad uno squisito “Risotto al Cabreo e crema al Pamigiano Reggiano”. 1995: Un’annata che mostra un colore più maturo, granato scuro con unghia aranciata. Il profumo è potente, con note di china, visciole, rosa appassita, incenso, liquirizia intensa accompagnate da spezie piccanti e un tocco di balsamico. In bocca è pieno, con tannini vellutati e con mineralità, sapidità e speziatura come principali caratteristiche, chiude con una splendida nota balsamica. Il finale è lungo e avvolgente. Abbinato alla “Francesina”, miscellanea di diversi tagli di carne bollita e ripassata in padella con cipolle, pomodoro e aromi mediterranei.

1982: È la prima storica annata del “Cabreo Il Borgo”. Il colore è più evoluto, con sfumature granata. Al naso emergono sentori complessi e intensi, con le caratteristiche note di china, ciliegie molto mature, legno di ginepro, e un’evoluzione verso spezie e sottobosco. La sensazione palatale è ricca, con sentori di rosa rossa antica, marasca, incenso e note affumicate. È un vino che racconta la sua lunga storia, con un finale di bocca molto persistente e balsamico. Abbinato all’immancabile “ciccia” del Cecchini: “L’Etrusco”, l’alternativa toscana al Tomahawk americano, ricavata dal quarto anteriore del bovino e grigliato alla perfezione.
Serata indimenticabile, da ricordare! Davvero emozionante poter gustare annate così storiche dei due vini-simbolo della tenuta del Cabreo con l’ottima compagnia di prestigiosi colleghi, impreziosita dall’eleganza dei padroni di casa, con Giovanni intento a narrare aneddoti – storici ma anche più recenti – sulla famiglia, sui vini e sulle intuizioni enologiche di suo padre Ambrogio, principale artefice dei recenti successi dell’azienda!

La Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute non è solo un produttore di vino; è un simbolo di una tradizione familiare che si è evoluta nel tempo, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e la sua storia. Con il 40° anniversario di Cabreo “Il Borgo”, la famiglia Folonari celebra non solo un vino, ma un’eredità che continua a crescere e a innovarsi, portando avanti con orgoglio i valori di qualità, passione e rispetto per la terra.
In un mondo in continua evoluzione, la famiglia Folonari rimane un faro di eccellenza nel panorama vitivinicolo italiano, pronta ad affrontare le sfide future con determinazione e creatività.
TENUTE AMBROGIO & GIOVANNI FOLONARI
Via di Nozzole, 12
Località Passo dei Pecorai – Greve in Chianti (FI)
Tel. 055 859811
www.tenutefolonari.com
BORGO DEL CABREO- 5*L
Via Montefioralle Case Sparse, 9 – Greve in Chianti (FI)
Tel. 055 3985032
www.borgodelcabreo.it
PIETRA DEL CABREO – 5*
Via Montefioralle Case Sparse, 22 – Greve in Chianti (FI)
Tel. 055 3985032
www.pietradelcabreo.it
Paolo Alciati


