AIS Piemonte: i risultati del convegno che ha raccontato il presente e immaginato il futuro del vino piemontese e italiano

AIS Piemonte, all’interno della tre giorni di celebrazioni per i 60 anni dell’Associazione, ha organizzato un convegno con grandi esperti di settore per raccontare le dinamiche di un settore in continua evoluzione
“Il racconto del vino italiano: 60 anni in 60 minuti”: è stato questo il titolo scelto per il convegno organizzato da AIS Piemonte per inaugurare la tre giorni di celebrazione dei sessant’anni dell’Associazione Italiana Sommelier, punto di riferimento nazionale per la migliore cultura del vino.
Un modo per raccontare il migliore mondo del vino nella maniera in cui AIS ha sempre fatto, con i suoi corsi e le sue iniziative, riconoscendogli il ruolo centrale che ha nella cultura e nella tradizione del nostro Paese, ma anche indagare le evoluzioni di settore e porsi questioni sul futuro. Nella sede di AIS Piemonte di via Modena 23, un gruppo di esperti, autorevoli rappresentanti del vino come patrimonio culturale, economico e identitario del nostro Paese, si sono dunque avvicendati per dieci minuti a testa analizzando il settore da diversi punti di vista, e ponendo in luce qualità, punti di forza e difficoltà della contemporaneità.

Da un punto di vista economico, il professor Carmine Garzia dell’UNISG Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha analizzato l’andamento dello scenario internazionale, in cui l’Italia si posiziona al secondo posto in termini di valore della produzione (16,1 miliardi di euro nel 2024, contro i 33,3 miliardi di euro della Francia) e al primo in termini di quantità, con il nostro Paese che produce il 20% del vino consumato globalmente (contro il 16% della Francia e il 14% della Spagna), e una crescita del 20% in termini di volumi sul 2023. In generale, si è potuto constare un certo orientamento alla quantità, stimolato anche dal sistema di incentivi pubblici, e un’eccesso di capacità produttiva a fronte di consumi in evidente contrazione.
A raccontare i numeri, le tendenze e le prospettive del vino piemontese è stato poi Livio Proietti, presidente di ISMEA, che ha sottolineato l’importanza delle IG per il vino piemontese (la regione ha il primato nazionale per numero di IG) e l’elevato valore paesaggistico e storico del vigneto piemontese che, se organizzato e comunicato in maniera adeguata (per andare incontro anche alla Generazione Z), può facilmente andare incontro alle tendenze più recenti del turismo – anche internazionale – che evidenziano un forte interesse verso forme alternative e lente di turismo.

Proprio delle nuove generazioni ha parlato nel suo intervento la giornalista Barbara Sgarzi, parlando dei consumi in diminuzione, con cifre prossime allo zero per il 25% dei consumatori nella fascia d’età 25-35. Le cause sono da ricercarsi anche in un linguaggio che viene spesso percepito come “troppo tecnico” e riservato agli esperti. Anche per quanto riguarda l’enoturismo, che per i giovani è la via più naturale di avvicinamento al vino, bisogna modernizzare le visite in cantina, che spesso vengono giudicate “tutte uguali e troppo lunghe” o “noiose”.
La parola è poi passata a Michele Antonio Fino, professore UNISG, che ha parlato delle sfide in Europa per il vino, comprese le indicazioni obbligatorie sulle bottiglie di alcolici in Irlanda e in generale, una comunicazione che deve posizionare il vino non come “un alcolico e basta”.
In chiusura, Bruno Ceretto ha raccontato la sua lunga esperienza di produttore di vino in Piemonte, prima della lectio magistralis di Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, membro del Dicastero per il dialogo interreligioso del Vaticano e Presidente della Commissione CEI per l’ecumenismo e il dialogo.
«Abbiamo vissuto un momento importante per il mondo del vino piemontese e italiano: dalla presentazione degli ultimi dati sul mercato alla definizione delle nuove sfide che attendono il comparto, alla necessità di un cambio di stile, comunicazione e strategia a tutti i livelli. Lanciamo da qui un segnale di ottimismo: hanno condiviso questa giornata, fianco a fianco, rappresentanti del mondo istituzionale, dei consorzi e dei produttori, insieme con gli studenti degli istituti alberghieri del Piemonte, con tanti wine lover e con i nostri soci, sempre più giovani anagraficamente. Uniti in un viaggio appassionante in cui tante voci differenti comunicano e lavorano insieme: questa, per noi, è la vera vocazione di AIS», commenta Mauro Carosso, Presidente AIS Piemonte.
Le celebrazioni di AIS Piemonte per i 60 anni dell’Associazione, iniziate questa mattina con il convegno, si protrarranno fino a lunedì primo dicembre, con un calendario fitto di appuntamenti conviviali e degustazioni didattiche, consultabile sul sito di AIS Piemonte.
Redazione Centrale TdG
