– Redazione Centrale TdG –
Al Pineta Nature Resort la stagione invernale abbraccia la crio-prevenzione secondo natura, in un equilibrio virtuoso tra trattamenti polisensoriale anti-age, bioarchitettura circolare, calici consapevoli e alta cucina del territorio, suggellata dalle due forchette della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso assegnate alla tavola di casa.
Dal riconoscimento “Under 35 al Wood Architecture Prize” conferito a Michele Sicher alla valorizzazione autentica delle radici valligiane, l’ospitalità della famiglia Sicher si conferma punto di riferimento per la tutela della propria terra, il recupero sostenibile e la cura sartoriale dell’ospite.

A Predaia, in Val di Non, lontano dai grandi caroselli sciistici, l’inverno del Pineta Nature Resort ridefinisce i canoni del benessere d’alta quota tracciando una linea netta rispetto al turismo montano di massa. La visione con cui la famiglia Sicher guida la struttura poggia su un’idea di lusso discreto: non l’abbondanza ostentata, ma la qualità dello spazio, il silenzio, il rigore ecologico e una decisa vocazione alla longevità. Al centro della proposta, il protocollo Pineta Winter Therapy scardina i cliché del wellness contemporaneo rifiutando il freddo sintetico delle cabine criogeniche a favore della risposta termica naturale stimolata dal clima alpino e dalle acque vive del torrente San Romedio. In questo contesto, il termalismo ritrova una dimensione moderna e sostenibile: un’esperienza fisiologica integrata in cui la purezza dell’acqua sorgiva e la fitoterapia del vapore dialogano con le scelte architettoniche di Michele Sicher. È infatti opera del progettista trentino sia la piscina a sfioro, premiata con il “BIG SEE Architecture Award”, sia l’architettura complessiva del resort, concepita secondo una rigorosa continuità materica e naturale; una cifra stilistica che gli è valsa di recente anche il premio “Under 35 al Wood Architecture Prize” (Klimahouse) per il recupero di Maso Stregozzi.
Un approccio costruttivo che traduce la filosofia dell’ospitalità a basso impatto in strutture d’avanguardia in legno e vetro, pensate non per isolare l’ospite, ma per metterlo in costante dialogo con il paesaggio e gli elementi alpini.
Una filosofia costruttiva applicata con rigore anche negli spazi del Pineta, a partire dall’edificio benessere con piscina a sfioro e sala relax: qui la sfida è stata reinterpretare la tradizione alpina eliminando pilastri ingombranti, tiranti e travature orizzontali a vista, aprendo le pareti a grandi superfici vetrate che annullano il confine tra interno e paesaggio innevato. La struttura portante in legno lamellare e pannelli XLAM a vista non è mero rivestimento decorativo, ma diventa ritmo spaziale, finitura ed elemento vivo capace di dialogare con un ambiente umido e sfidante, sollevando la materia dalle quote d’usura. Un approccio in cui la sostenibilità è soprattutto durabilità e intelligenza costruttiva, come dimostra l’ingegnosa soluzione strutturale adottata sotto la piscina: un doppio solaio di collegamento antisismico e differenziale che racchiude un’ampia vasca per il recupero e riuso delle acque meteoriche, affiancato a un impianto fotovoltaico full-black integrato a scomparsa nella copertura scura. Per Michele Sicher, il lusso contemporaneo nell’hospitality risiede proprio in questo: non nell’ostentazione o nell’eccesso di superfici, ma nella qualità intrinseca dello spazio, nella luce naturale, nel calore sincero della materia a contatto con la pelle e nel rispetto del genius loci alpino.

Pineta Wintern Therapy: il respiro del bosco e il calore della SPA
Il fulcro dell’esperienza invernale al Pineta Nature Resort risiede nella Pineta Winter Therapy, il programma cardine che interpreta la salute non come artificio tecnologico o consumo di risorse, ma come dialogo puro, rigoroso ed ecologico con gli elementi montani. Rifiutando l’impiego di energivore cabine criogeniche indoor, la filosofia della struttura abbraccia un patto di rispetto assoluto verso l’ecosistema alpino: il freddo torna a essere una risorsa biologica viva e a impatto zero, capace di riattivare i processi cellulari e stimolare le difese immunitarie attraverso il contatto diretto con la terra.
La giornata ha inizio nei boschi silenti di Predaia con i settemila passi mattutini e la pratica energetica dei Cinque Tibetani all’aria aperta guidati da Nicola Sicher, proseguendo con le escursioni consapevoli sulla neve battuta con ciaspole o ramponcini insieme a Livio, fino alle stimolazioni idroterapiche del barefoot walk, del contatto bioenergetico con gli alberi (Tree Hugger) e del percorso Kneipp naturale nelle acque gelide e pure del torrente San Romedio. A questo impatto tonificante a cielo aperto fa da contrappunto il calore riparatore dei 1.200 metri quadrati della Nature SPA: un rifugio a basso carico ambientale in cui l’esperienza prosegue tra i vapori balsamici degli Aufguss (le benefiche gettate di vapore) quotidiani nella sauna in abete locale, i rituali purificanti in bagno turco e le immersioni vibrazionali sonore con undici campane tibetane e di cristallo, studiate per armonizzare il sistema nervoso e riallineare il ritmo circadiano sonno-veglia. Il protocollo si completa con trattamenti fitoterapici su misura a base di principi attivi a filiera cortissima, tra cui mele biologiche della Val di Non, arnica ed estratti di fieno montano d’alpeggio nel Rituale Vita Nova Longevity, formulato per contrastare l’invecchiamento cutaneo (50′ da 110 €), affiancato dai trattamenti dedicati della Hair SPA (come Respiro della Cute da 45′ e Radici del Bosco da 75′), per poi culminare nell’abbraccio distensivo dell’Infinity Pool riscaldata a sfioro sul bosco: uno spazio dove l’acqua circola e si rigenera in perfetta armonia con la circostante bioarchitettura, dissolvendo il vapore caldo nella quiete del crepuscolo innevato.

La tavola contadina d’autore e il calore degli chalet
L’esperienza invernale si completa con la proposta gastronomica guidata da chef Mattia Sicher, custode appassionato delle ricette della tradizione trentina e promotore dei presìdi Slow Food della valle.
Un impegno culinario suggellato dalla guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, che assegna al ristorante “Alla Pineta” di Tavon un punteggio di 80/100 e le prestigiose due forchette, inserendolo nel ristretto novero dei soli nove indirizzi in tutto il Trentino a potersi fregiare di questo riconoscimento.
Una proposta gastronomica che segue con rigore la via della tipicità territoriale, spaziando dai salumi locali con l’immancabile mortandela della Val di Non, celebre presidio Slow Food da non confondere con la mortadella emiliana, al classico tortel di patate, passando per gli gnocchi al Casolet, le paste fresche ripiene di spinaci e i teneri brasati al Teroldego, fino ai dessert al cucchiaio e ai grandi classici di giornata come lo strudel e la torta Sacher. Ogni piatto racconta il lavoro dei piccoli produttori locali e la stagionalità dell’orto di montagna, esaltato dal progetto di Wine Tourism e ospitalità enologica curato da Andreas Sicher. Dimostrando come la cultura del vino, il benessere profondo e la longevità possano convivere in perfetta armonia quando il bere si fa consapevole, misurato e orientato alla qualità assoluta del sorso, Andreas ha dato vita al network delle “Cantine amiche del Pineta”. Un’alleanza virtuosa con i vignaioli del territorio che trasforma l’atto del degustare in un rito etico di appartenenza e salute alpina: dalle etichette della viticoltura eroica della Val di Non ai vitigni resistenti (PIWI) coltivati in alta quota nel rispetto della terra, gli ospiti possono esplorare questo patrimonio attraverso consulenze su misura in Enoteca, serate guidate nella storica Cantina del Pineta ed esperienze esclusive nel Secret Cianva, il tavolo per due pensato per celebrare il connubio tra nutrizione naturale e grandi abbinamenti enologici. Il soggiorno negli accoglienti chalet alpini indipendenti, realizzati in legno naturale e dotati di stufa tradizionale o caminetto, regala l’intimità di una baita privata con tutti i servizi e le attenzioni dell’ospitalità a quattro stelle. Un luogo dove l’accoglienza non è una formula codificata, ma il sorriso spontaneo e caloroso di una famiglia che da generazioni condivide con discrezione l’amore per la propria terra.

Come arrivare
Il Pineta si raggiunge in auto con l’Autostrada A22 Modena-Brennero, uscita di Trento Nord o Bolzano Sud. In treno con la linea ferroviaria Bologna-Brennero, alla stazione di Trento si cambia e si prosegue con la Ferrovia Elettrica Trento Malè fino a Dermulo e da qui c’è la navetta gratuita del Resort (su prenotazione).
Tariffe: a partire da euro 160 a notte a persona in camera doppia (Camera Comfort Betulla) con pensione ¾.
PINETA NATURE RESORT – WELLNESS & SPA ****
- Via al Santuario 17, 38012
- Frazione Tavon, Predaia – Val di Non (Trento)
- https://www.pinetanatureresort.it/it/
- info@pinetahotels.it
- Tel. +39 0463 536866
