– Franca D. Scotti –
Scoprire Lourdes da un nuovo punto di vista: oltre al sacro, natura, storia e tradizioni contadine

Nel sud-ovest della Francia, tra vallate verdeggianti, vette imponenti e borghi dalle tradizioni secolari, gli Alti Pirenei offrono una delle espressioni più spettacolari della montagna europea. È il territorio dell’antica Bigorre, oggi parte dell’Occitania, dove natura, storia e cultura contadina convivono in paesaggi di grande bellezza.
Al centro si trova Lourdes, conosciuta nel mondo come meta di pellegrinaggio, ma anche vivace cittadina di montagna e punto di partenza per esplorare le vallate e le cime dei Pirenei. Per scoprire Lourdes da una prospettiva diversa conviene andare oltre la sua fama religiosa e soffermarsi sul patrimonio storico e sulla vita quotidiana.

Il profilo della città è dominato dal Castello-Forte, antica fortezza arroccata su una rupe che ospita il Museo Pirenaico. Le sue collezioni raccontano le tradizioni della montagna e le origini del pireneismo, il movimento ottocentesco che univa l’esplorazione delle vette alla letteratura, all’arte e alla contemplazione del paesaggio. Nei vicoli della città alta, tra case in pietra e architetture della Bigorre, si ritrova un’atmosfera raccolta e autentica.
Una tappa significativa sono le Halles, mercato coperto in stile Baltard dove ogni mattina si incontrano produttori e abitanti. I banchi offrono un assaggio della cucina regionale: dal prosciutto di maiale nero di Bigorre ai formaggi di pecora d’alpeggio, dalla garbure, zuppa di verdure con confit d’oca o d’anatra, fino al gâteau à la broche, dolce tradizionale cotto lentamente allo spiedo.
La gastronomia racconta il legame tra il territorio, le sue risorse e le comunità che lo abitano.

A pochi chilometri dal centro, il lago glaciale di Lourdes invita a una pausa nella natura.
Risalendo le vallate si incontrano villaggi con case dai tetti in ardesia scura, vecchi fienili e pendii verdi, dove la vita conserva un forte legame con le stagioni e la transumanza.
Lourdes è una base ideale per alternare visite culturali e passeggiate: una funicolare centenaria conduce al Pic du Jer, a circa mille metri, da cui si ammira un ampio panorama sulla valle. Altri itinerari attraversano il massiccio del Béout e i boschi circostanti, favorendo una scoperta lenta, lontana dai percorsi più convenzionali. Tra le meraviglie naturali della regione spicca il Pic du Midi de Bigorre, che raggiunge i 2.877 metri. La salita parte da La Mongie e prosegue con una funivia che in circa quindici minuti supera un notevole dislivello.

Nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia centinaia di chilometri di vette e vallate. Il Ponton dans le Ciel, passerella sospesa con pavimento trasparente, offre una prospettiva vertiginosa sulle montagne. Il Pic du Midi è anche un luogo privilegiato per osservare le stelle: inserito nella prima Riserva Internazionale del Cielo Stellato d’Europa, permette in alcuni periodi di trascorrere la notte in vetta, con cena al ristorante panoramico Le 2877 e osservazioni astronomiche guidate. Più a sud si apre il Cirque de Gavarnie, enorme anfiteatro naturale protetto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Le pareti calcaree si innalzano fino a circa 1.500 metri e racchiudono un ambiente dal diametro superiore ai cinque chilometri.
Victor Hugo lo definì il «colosseo della natura», espressione che restituisce la grandiosità del luogo. I sentieri conducono verso il cuore del circo, accompagnati dal rumore dell’acqua e dall’aria fresca d’alta quota. Qui si trova una cascata di 422 metri, indicata come la più alta d’Europa per salto continuo. Un’altra tappa imperdibile è Cauterets-Pont d’Espagne, nel Parco Nazionale dei Pirenei. Boschi di pini uncinati, torrenti e cascate disegnano un paesaggio in cui l’acqua è protagonista. L’antico ponte di pietra offre uno scorcio suggestivo, mentre cabinovia e seggiovia consentono di salire verso il lago di Gaube, a 1.725 metri. Le acque dai riflessi turchesi e smeraldo rispecchiano la parete settentrionale del Vignemale: uno scenario ideale per una passeggiata o una sosta nella natura.

Gli Alti Pirenei sono una destinazione ricchissima per chi ama lo sport. Oltre 3.000 chilometri di sentieri tracciati permettono escursioni di diversa durata e difficoltà; fiumi e torrenti invitano a rafting e canyoning. Laghi, boschi e vallate offrono occasioni per vivere il territorio in modo attivo, ma anche per godersi semplicemente il paesaggio. La bicicletta è parte integrante della cultura sportiva pirenaica: Col du Tourmalet, a 2.115 metri, Col d’Aspin, Soulor, Hautacam e Luz Ardiden sono nomi legati alla storia del ciclismo e del Tour de France. Affrontare queste salite significa misurarsi con tornanti celebri e attraversare panorami spettacolari. La bici da corsa resta una scelta classica, mentre le e-bike consentono di affrontare itinerari impegnativi con assistenza alla pedalata. Chi preferisce lo sterrato può contare su percorsi per mountain bike ed e-MTB, oltre a bike park con tracciati per downhill ed enduro.

Tra gli appuntamenti dedicati alle due ruote figura Pirenei Cycl’nTrip, iniziativa estiva durante la quale, per cinque giorni, dodici valichi vengono chiusi al traffico automobilistico nelle ore mattutine e riservati gratuitamente ai ciclisti. Lourdes ospita anche la GFNY Lourdes Tourmalet, la cui prossima edizione è prevista per il 13 giugno 2027. La città dispone di strutture e servizi adatti agli appassionati e quindi può essere il punto di partenza per itinerari su strada o fuoristrada.
Dopo una giornata sui sentieri o in bicicletta, il benessere trova spazio nei centri termali. Gli Alti Pirenei sono indicati come il primo distretto francese di balneoterapia di montagna e contano otto complessi dedicati al relax e alla remise en forme. Le acque termali e i trattamenti offrono un modo piacevole per recuperare le energie, completando un soggiorno che alterna attività fisica, paesaggi spettacolari e riposo.

La cucina locale è un’altra parte essenziale dell’esperienza. Tra i prodotti più rappresentativi c’è il Porc Noir de Bigorre, razza autoctona allevata all’aperto. Il prosciutto, stagionato per oltre venti mesi, si distingue per la consistenza morbida e gli aromi complessi, con note di frutta secca e sottobosco. La dispensa regionale comprende anche l’Haricot Tarbais, il fagiolo di Tarbes dalla buccia sottile e dalla consistenza delicata, ingrediente fondamentale della garbure, zuppa ricca di verdure e carne confit. Nei pascoli estivi d’alta quota viene allevato il Mouton de Barèges-Gavarnie, agnello profumato dalle erbe dei pascoli, servito arrosto o brasato. Ai piedi delle montagne si estende il vigneto di Madiran, denominazione nota per i rossi strutturati ottenuti dal vitigno Tannat, adatti ad accompagnare carni saporite. Per dessert, il gâteau à la broche è legato alle feste e alle occasioni speciali: l’impasto di uova, burro, farina e vaniglia viene versato lentamente su un cono di legno che gira davanti alla fiamma, creando una superficie dorata e irregolare. È una specialità artigianale che richiama il calore dei focolari di un tempo.

Qui, dunque, a Lourdes e negli Alti Pirenei, possiamo trovare una destinazione relativamente insolita e poco conosciuta anche dai turisti più esperti: storia e spiritualità convivono con grandi paesaggi, sport, terme e sapori autentici. La città è un punto di partenza comodo per esplorare le montagne e i borghi della Bigorre, mentre la varietà delle esperienze permette di organizzare soggiorni diversi in ogni stagione.
Per arrivare: dall’Italia esistono collegamenti diretti verso l’aeroporto di Tarbes-Lourdes Pyrénées da città come Milano, Roma, Napoli, Catania e Palermo.
Info: www.france.fr/it
Credit Photo Exclusivité Office Tourisme
