– Silvia Donatiello –
Piscine naturali, piccole spiagge vulcaniche e un borgo marinaro dove il pesce arriva fresco in tavola. Poi basta lasciare per pochi chilometri la costa per ritrovarsi tra caffè, vigneti e frutti tropicali. Nel nord-ovest di Gran Canaria, Agaete racconta uno dei volti più autentici e golosi dell’isola.

A Gran Canaria ci sono luoghi nei quali il confine tra paesaggio e gastronomia quasi scompare. Agaete è uno di questi.
Qui l’Atlantico non è semplicemente lo sfondo di una vacanza al mare. Entra nella vita del paese, nella pesca, nei ristoranti affacciati sull’acqua e inevitabilmente nel piatto. E, appena ci si allontana dalla costa, il blu lascia spazio al verde della Valle de Agaete, dove crescono caffè, arance e frutti tropicali e dove anche il vino ha conquistato uno spazio importante.
È questa vicinanza tra mondi apparentemente diversi a rendere Agaete particolare: in pochissimo spazio si può passare da un bagno nell’oceano a un pranzo di pesce e, poco dopo, trovarsi in una finca circondata da coltivazioni tropicali.
Puerto de las Nieves, il mare a tavola
Il punto di partenza è Puerto de las Nieves, il piccolo borgo marinaro dalle case bianche e blu che conserva ancora un rapporto molto stretto con il mare.
La Playa de las Nieves non corrisponde all’immagine più classica della spiaggia canaria. Qui niente lunghe distese di sabbia dorata: il paesaggio è quello deciso della costa nord-occidentale, con ciottoli e rocce vulcaniche, acqua limpida e le montagne che sembrano arrivare direttamente fino all’Atlantico.
È un mare che invita a fermarsi, fare il bagno e guardarsi intorno. I fondali della zona sono apprezzati anche per le immersioni e la costa offre diversi punti nei quali entrare in acqua.
Ma Puerto de las Nieves è soprattutto uno di quei posti in cui il contatto con l’oceano finisce facilmente a tavola.
La pesca locale conserva infatti una dimensione artigianale e ha contribuito allo sviluppo di una cucina marinara che rappresenta uno dei tratti distintivi di Agaete. Nei ristoranti del porto il protagonista è inevitabilmente il pescato dell’Atlantico: preparazioni semplici, spesso alla griglia o alla piastra, nelle quali è la materia prima a parlare.
È la cucina canaria nella sua versione più marinara, da accompagnare con le immancabili papas arrugadas e i mojos, magari scegliendo anche un vino dell’isola.

Las Salinas, piscine tra lava e oceano
Poco distante dal porto si trovano Las Salinas, uno dei luoghi più riconoscibili di Agaete.
Tre piscine naturali, comunicanti, frutto di una colata vulcanica, sono state ricavate lungo la costa e permettono di nuotare nell’acqua dell’Atlantico protetti dalla forza diretta delle onde. Intorno, ancora una volta, domina il paesaggio vulcanico.
Un tempo questo spazio era legato alla produzione del sale, da qui il nome, mentre oggi rappresenta uno dei punti di balneazione più suggestivi del municipio.
È anche un buon esempio del carattere di questa parte di Gran Canaria: qui il paesaggio non è addomesticato, ma reso accessibile mantenendo ben visibile la sua origine. Roccia nera, oceano e montagne restano i protagonisti.
E quando la giornata comincia a finire, Agaete regala uno dei tramonti più belli dell’isola, con la costa occidentale che si apre sull’Atlantico.

Dall’oceano alla Valle de Agaete
La sorpresa arriva però lasciandosi il mare alle spalle.
Bastano pochi chilometri per cambiare completamente scenario. La Valle de Agaete sale verso l’interno dell’isola, protetta dalle montagne e dominata dal massiccio di Tamadaba. Il paesaggio diventa improvvisamente verde e fertile.
Qui si coltivano arance, avocado, mango e altri frutti tropicali, vite e soprattutto uno dei prodotti più insoliti della gastronomia canaria: il caffè.
Agaete è infatti uno dei rarissimi territori europei nei quali la coltivazione del caffè possiede una tradizione consolidata. La produzione è piccola e artigianale e proprio per questo visitare una delle fincas della Valle permette di scoprire un prodotto che difficilmente si associa a un’isola europea.
Le piante di caffè crescono spesso insieme ad altre coltivazioni subtropicali, creando un paesaggio agricolo nel quale biodiversità e gastronomia finiscono ancora una volta per coincidere.
Ed è interessante soprattutto assaggiarlo qui, nel luogo in cui nasce: dal chicco alla tostatura fino alla tazzina, il caffè diventa un’altra chiave per leggere il territorio.

Anche il vino parla di Agaete
Accanto al caffè c’è poi il vino.
Le condizioni particolari della Valle hanno favorito la presenza della vite e alcune aziende hanno costruito intorno alle proprie produzioni vere esperienze enoturistiche.
Tra le realtà più conosciute c’è la Finca La Laja – Bodega Los Berrazales, dove nello stesso paesaggio convivono vigneti, caffè, aranci e alberi da frutto tropicali. È quasi una sintesi agricola di Agaete: prodotti che normalmente immaginiamo provenire da territori lontanissimi crescono a pochi chilometri dall’Atlantico.
Visitare queste fincas significa quindi andare oltre la semplice degustazione. Permette di comprendere quanto il microclima e la geografia dell’isola abbiano inciso sulla sua cultura alimentare e quanto la gastronomia possa diventare un modo per raccontare il paesaggio.

Dormire nel paesaggio
Per conoscere davvero Agaete, però, vale la pena concedersi qualcosa in più di una visita in giornata. Fermarsi a dormire significa cambiare ritmo e vivere questo angolo di Gran Canaria quando chi arriva soltanto per qualche ora è già ripartito. Anche l’ospitalità rurale diventa così parte del viaggio.
Nel cuore della Valle, Hotel Rural Las Longueras occupa un’antica casa padronale dall’inconfondibile facciata rossa, circondata da una tenuta dove crescono aranci, mango, papaya e altre coltivazioni subtropicali. Conserva l’atmosfera delle dimore rurali canarie ed è uno di quei luoghi nei quali il soggiorno diventa una continuazione naturale del paesaggio che si è venuti a scoprire.
Un’esperienza diversa è quella di Casa Rural Luna, nel centro storico di Agaete. Una casa canaria di oltre duecento anni, organizzata intorno al tradizionale patio e restaurata mantenendone il carattere originario. Una soluzione raccolta, adatta a chi preferisce entrare nella quotidianità del paese e avere il borgo come punto di partenza per esplorare tanto la Valle quanto la costa.
Per chi cerca invece natura e isolamento, Casa Rural Tamadaba porta verso El Risco de Agaete, sul versante occidentale del municipio. Una casa in pietra immersa in un paesaggio di montagna, campi e palmeti, con vista verso le cime di Tamadaba e sentieri che iniziano praticamente dalla porta. Qui la dimensione rurale incontra quella più selvaggia di Gran Canaria, con il mare non lontano e, nelle notti limpide, il cielo stellato a completare l’esperienza.
Tre soggiorni molto diversi tra loro, accomunati da un’altra idea di lusso: avere tempo, spazio e la possibilità di svegliarsi dentro il territorio che si è scelto di conoscere.

Non solo mare: il volto storico di Agaete
Prima di tornare sulla costa vale la pena fermarsi anche nel centro storico.
Il municipio conserva un patrimonio che racconta epoche molto diverse della storia di Gran Canaria. Poco sopra il paese si trova il Parque Arqueológico del Maipés, una delle necropoli aborigene più importanti dell’isola, con centinaia di sepolture tumulari.
Nel centro, invece, il Huerto de las Flores custodisce oltre cento specie vegetali provenienti da diverse parti del mondo, testimonianza dei legami che le Canarie hanno costruito nei secoli con altri continenti.
E a Puerto de las Nieves merita una visita l’Ermita de Nuestra Señora de las Nieves, che conserva un prezioso soffitto mudéjar policromo.
Tutte tappe che completano il racconto di un territorio che sarebbe riduttivo considerare soltanto una destinazione balneare.
Il gusto di fermarsi
Agaete probabilmente si comprende meglio senza correre.
Un bagno a Las Nieves o nelle piscine naturali di Las Salinas. Un tavolo sul porto e il pesce dell’Atlantico. Poi la strada che risale verso la Valle, una finca, il profumo del caffè, un bicchiere di vino e la frutta tropicale. E magari una notte trascorsa proprio qui, lasciando che sia il paesaggio, il mattino successivo, a decidere da dove ricominciare.
E infine di nuovo il mare, magari al tramonto.
In pochi chilometri Gran Canaria riesce così a mettere insieme due paesaggi e due anime apparentemente lontanissimi: l’Atlantico e una valle subtropicale.
Ed è forse proprio questo il sapore più autentico di Agaete: un territorio che non separa il viaggio dalla tavola, perché ciò che si mangia e si beve racconta esattamente il paesaggio che si ha davanti o, come dice La Via dei Vini di Gran Canaria: “produciamo vino, imbottigliamo paesaggi”.
Info:
