– Franca Dell’Arciprete Scotti –
Ad opera di Luca Esposito dell’Archeoclub d’Italia, torna alla luce una Strada storica, legata ai fasti dei Borbone di Napoli, la più importante del Sud Italia

Sarebbe bello percorrere il tracciato della Strada Regia delle Calabrie insieme con l’architetto Luca Esposito, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub d’Italia, che lo ha studiato a lungo e scoperto personalmente. Il suo studio è durato ben otto anni di ricerca fatta sul campo, camminando a piedi, studiando le mappe storiche e recuperando, con le cartografie alla mano, l’itinerario più importante tra Campania, Basilicata e Calabria.

La Strada Regia delle Calabrie da Napoli a Castrovillari, era nel ‘700 la principale via di collegamento del Sud Italia
Una strada legata al Regno borbonico di Carlo III, ai fasti della Corte di Napoli, all’improvviso successo delle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei. Ma è anche una strada che si sovrappone in parte a un tracciato antichissimo di epoca romana, la via Annia Popilia che conduceva da Reggio a Capua, molto meno nota di altre famose vie consolari. I racconti dell’architetto Esposito, emozionanti e quasi commossi, sono davvero memorabili e fanno intuire tutto il fascino del mestiere dell’archeologo. Ma, non potendo camminare con lui, possiamo sempre recuperare le emozioni con il suo splendido volume “La Strada Regia delle Calabrie”. Qui vengono alla luce tutti i particolari più nascosti dell’antico tracciato, le pietre miliari, i tratti acciottolati, le taverne ottocentesche, le stazioni postali, le grandi opere di ingegneria romana e borbonica, i ponti nascosti sotto tronchi e cespugli.

E con i luoghi possiamo rievocare i personaggi, della grande e della piccola storia, che hanno camminato su queste pietre: re e imperatori, eserciti e schiavi in fuga, operai e soldati, osti e postiglioni, artisti e intellettuali. Il nostro itinerario, oggi, a distanza di secoli, ci offrirà l’opportunità di vivere un “turismo lento” che ama camminare, soffermarsi sui paesaggi, osservare tanti piccoli particolari, naturalistici, artistici, storici, che sfuggono di solito ai viaggiatori frettolosi. E anche, cosa davvero fondamentale oggi, ridare vita ai borghi fuori dai circuiti tradizionali, ritenuti “minori”, che invece maritano attenzione. Saranno proprio questi territori e borghi interni a recuperare visibilità nel nostro itinerario e a riacquistare orgoglio della propria storia. Piccoli paesi delle aree interne del nostro Meridione, rimasti isolati nel loro meraviglioso intatto paesaggio, che per secoli hanno dato ospitalità e ristoro a viaggiatori, militari, funzionari di stato, staffette postali e ai numerosi aristocratici che nel Settecento si recavano in visita nei luoghi del “Grand Tour”, attraversando territori che all’epoca erano sconosciuti e impervi, su cui si tramandavano racconti di fatti misteriosi e cruenti”.

Snodandosi da Napoli a Castrovillari, la Strada Regia delle Calabrie offre molti spunti e occasioni di scoperta.
Le tappe iniziali sono legate alla Corte borbonica, ai fasti della Reggia di Portici, alla eleganza delle Ville Vesuviane del “miglio d’oro”. Costruita alla fine del ‘700 come residenza estiva dei Borbone, la reggia di Portici fu concepita anche come luogo di raccolta delle meraviglie che emergevano in quel periodo dal sottosuolo: statue, suppellettili, monete, gioielli, oltre a corpi carbonizzati che testimoniavano l’improvvisa disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Seconda tappa del nostro itinerario sulla Strada Regia sarà dunque Ercolano con il suo eccezionale Parco Archeologico, immerso nel verde, a pochi metri dal mare.
E questo ci fa intuire l’ondata di emozione che percorse tutta l’Europa alla notizia delle incredibili scoperte che si stavano verificando nel napoletano alla fine del ‘700.
Ecco quindi il fenomeno del Grand Tour che portava gli intellettuali europei aldilà delle Alpi verso le terre del sud.
Spostandoci sul tracciato della Strada Regia verso sud, tocchiamo la tappa fondamentale di Salerno, città di origini antichissime, governata da Longobardi e Normanni: lo stupendo Duomo, con il quadriportico, le 28 colonne di origine classica e la bellissima cripta, si colloca proprio sul tracciato della Strada Regia, che attraversava tutto il centro storico. Il nostro ripercorrere la Strada Regia delle Calabrie sulla base dello studio di Luca Esposito, ci porterà a scoprire anche luoghi sorprendenti, episodi di cui si era persa memoria.
Come La Taverna della Duchessa a Postiglione, soprannominato il Balcone degli Alburni, nel Cilento. L’edificio, presente già sulle prime mappe stradali del 1400, oggi si trova isolato in una pittoresca campagna ai piedi dei monti Alburni e conserva ancora le forme originali: ci sono le stalle per i cavalli, l’ufficio del “maestro di posta”, un locale in cui si mangiava e un altro, posto al piano superiore, in cui si dormiva. Questi luoghi di sosta erano vitali in un’epoca in cui regnava l’insicurezza nelle strade percorse da briganti e gente di malaffare, quando si viaggiava a proprio rischio e pericolo.

Ancora più emozionante, nella località Pagliarone di Serre, la scoperta dell’epitaffio del 1779 di Ferdinando IV di Borbone, proprio su un tratto autentico della strada settecentesca. Da qui partiva la strada “novissima” che avrebbe raggiunto nell’estremo Sud Reggio Calabria. E come non fermarsi nella località Lo Scorzo, oggi sede di una famosa osteria? Siamo alle pendici dei Monti Alburni, zona in passato ricca di bettole, luoghi di sosta, locali di ristoro, tanto che il tratto era conosciuto come Strada delle Taberne, forse perché in una zona di ottima aria e acque abbondanti, Ne parla addirittura Cicerone in fuga da Roma, nel 58 a.C.
Proseguendo verso sud, verso il confine tra Campania e Basilicata, una sosta obbligata sarà quella alle Grotte di Pertosa Auletta, le uniche Grotte in Italia attraversate da un fiume, il fiume Negro. Abitate da popolazioni di età preistorica, a cui offrivano acqua e riparo, hanno anche testimonianze di epoca ellenistica, monete, lucerne dai disegni finissimi, probabilmente di un’area cultuale. La visita emozionante si svolge a piedi e in barca, scoprendo il geosito con i suoi spettacolari giochi di stalattiti e stalagmiti e un innovativo sistema di illuminazione.

Siamo così arrivati al Vallo di Diano, la pianura più vasta della Campania. Qui ci aspetta in una breve e suggestiva sosta il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, vicino a Sala Consilina: è un unicum il suo essere collocato direttamente sulla sorgente le cui acque limpide servivano al battesimo per immersione dei catecumeni.
A breve distanza la spettacolare Certosa di San Lorenzo a Padula, patrimonio dell’Umanità Unesco, un complesso tra i più grandi d’Europa, per secoli polo culturale e religioso di tutto il territorio.
Ci avviciniamo sempre più al confine con la Basilicata, e arriviamo al Fortino di Casaletto Spartano, che in parte ricade nel comune lucano di Lagonegro, in provincia di Potenza. In questo piccolissimo borgo a 800 metri di altezza, alle pendici dell’Appennino Lucano, è passata la storia: qui sostò Carlo Pisacane durante la sua sfortunata Spedizione di Sapri, poi nel 1860 Giuseppe Garibaldi, durante la Spedizione dei Mille. Proprio nella Taverna Garibaldi, che ci riceve con ottimi prodotti della terra, salumi, formaggi, verdure, si vede la camera dove Garibaldi tenne una riunione con i suoi fedelissimi. Una riunione raccontata per filo e per segno nel diario del medico Bertani.
Proposte di viaggio
Anche se è stata appena rilanciata ufficialmente, la Strada Regia delle Calabrie offre moltissime possibilità di esplorazione, sia a segmenti, sia per intero, a piedi, o con altri mezzi, soggiornando negli hotel diffusi e nelle piccole strutture aperte nei borghi lungo il percorso. Sarà un modo anche per valorizzare quell’Italia minore , che “minore” non è, per sperimentare percorsi che ci raccontano l’autenticità dei territori e offrono spesso tesori di persone, di accoglienza, di specialità gastronomiche.
Per organizzarsi ottimo il TO: www.discoversouth.it
Tutte le info
Oggi Archeoclub d’Italia sta lavorando alla riqualificazione in chiave culturale e turistica di questo antico cammino e di tutti i piccoli borghi attraversati, facendone conoscere le bellezze, la storia, le antichissima tradizioni di accoglienza e ospitalità. E osserva l’architetto Esposito “Abbiamo chiuso una convenzione con il Ministero del Turismo per la promozione del cammino sul sito del Ministero”


