– Redazione Centrale TdG –
Per accompagnare la scoperta del Perù più autentico non serve necessariamente salire sulle Ande o inseguire i misteri di Machu Picchu
Esiste un itinerario meno conosciuto ma altrettanto affascinante, dove il protagonista è il distillato simbolo del Paese. È la Ruta del Pisco, un percorso che attraversa soprattutto la regione di Ica, tra vigneti che sembrano emergere dal deserto, antiche haciendas e cantine dove il tempo pare essersi fermato. Qui il viaggio non è soltanto degustazione, ma immersione nella cultura agricola e nella storia di un prodotto che accompagna il Perù da oltre quattro secoli.

Lungo questa strada il visitatore scopre che il pisco non nasce dall’invecchiamento, come avviene per molti altri distillati, ma dalla purezza della materia prima. Le uve vengono fermentate, distillate una sola volta in alambicchi di rame e il distillato riposa esclusivamente in recipienti inerti, senza mai entrare in contatto con il legno. Una scelta precisa, che permette di preservare integralmente il carattere del vitigno e del territorio. È uno dei pochi grandi distillati al mondo in cui il produttore cerca deliberatamente di non modificare il profilo aromatico attraverso l’affinamento.
Fra le realtà che meglio rappresentano questo patrimonio spicca la distilleria Huamaní. Le sue origini risalgono al 1890, quando Don Ismael de la Quintana produsse la prima bottiglia nell’omonima hacienda situata nella parte alta della Valle di Ica. La tradizione è passata attraverso quattro generazioni, sopravvivendo persino alle profonde trasformazioni della riforma agraria degli anni Settanta, che portarono all’esproprio delle terre di famiglia. Solo negli anni successivi la proprietà riuscì a ricostruire l’azienda, recuperando la ricetta originale e gli storici alambicchi in rame ancora oggi utilizzati per la produzione. In quechua il nome Huamaní indica lo spirito protettore delle montagne e dei raccolti, un riferimento che lega il marchio alle radici più profonde della cultura andina.


Questa fedeltà alla tradizione ha consentito a Huamaní di conquistare negli anni una posizione di rilievo nella ristorazione di alto livello peruviana. Nei migliori ristoranti di Lima, di Paracas e delle principali destinazioni turistiche, il marchio è spesso presente sia come distillato da degustazione sia come ingrediente della moderna mixology, dimostrando come un prodotto artigianale possa dialogare con la cucina contemporanea senza perdere la propria identità.
Fra le etichette più rappresentative troviamo il Pisco Huamaní Quebranta, ottenuto esclusivamente dall’omonima varietà di uva, probabilmente la più iconica del Perù. La Quebranta deriva da un’antica mutazione della Listán Prieto portata dagli spagnoli nel XVI secolo e, nel corso dei secoli, si è adattata perfettamente ai terreni aridi della costa pacifica. Il risultato è un distillato morbido, strutturato ed elegante, caratterizzato da profumi di mela verde, frutta secca, mandorla e leggere sfumature erbacee, con una tessitura cremosa che lo rende estremamente versatile.
È proprio questa versatilità ad averne decretato il successo nella miscelazione. Il celebre Pisco Sour, preparato con succo di lime, sciroppo di zucchero, albume e poche gocce di Angostura, trova nella Quebranta una base perfettamente equilibrata, capace di sostenere l’acidità degli agrumi senza perdere eleganza. Altrettanto convincente è il Chilcano, cocktail sorprendentemente fresco che abbina pisco, ginger ale, lime e ghiaccio, ideale nelle giornate più calde della costa peruviana. Sempre più bartender scelgono inoltre la Quebranta per reinterpretare grandi classici come Negroni, Martini o Old Fashioned, sostituendo gin o whisky con un distillato che aggiunge una dimensione aromatica completamente nuova.

Accanto al monovitigno, Huamaní propone anche il suo Acholado, una tipologia che rappresenta uno degli aspetti più raffinati dell’arte pisquera. Il termine indica un blend ottenuto dalla distillazione di diverse varietà di uva, nel caso di Huamaní principalmente Quebranta, Italia e Torontel. Non si tratta di un semplice assemblaggio casuale, ma di una ricerca di equilibrio nella quale la struttura della Quebranta incontra le intense note floreali e agrumate delle uve aromatiche. Il risultato è un pisco più complesso, ricco di profumi di fiori bianchi, scorza di agrumi, frutta tropicale e spezie delicate, con un finale lungo e armonioso.
Se la Quebranta racconta l’essenza più pura del territorio, l’Acholado esprime invece la creatività del maestro distillatore. È spesso la scelta preferita per chi desidera degustare il pisco liscio, ma regala risultati eccellenti anche nei cocktail più raffinati, dove le sue sfumature aromatiche riescono a emergere senza essere coperte dagli altri ingredienti.
Visitare la Ruta del Pisco significa quindi comprendere che dietro un bicchiere si nasconde un patrimonio fatto di viticoltura, storia familiare e identità culturale. In questo contesto Huamaní rappresenta una delle testimonianze più autentiche di una tradizione capace di attraversare oltre un secolo senza rinunciare ai propri valori. Un motivo in più per inserire la Valle di Ica tra le tappe imprescindibili di un viaggio gastronomico in Perù, lasciandosi guidare dal profumo dell’uva e dal fascino discreto di uno dei grandi distillati del mondo.
Distribuito da www.spiritsecolori.it












