Una storia che dura da secoli, giunta oggi alla diciannovesima generazione, e che ha saputo trasformare una tradizione di famiglia in una vera e propria vocazione territoriale

Una storia di famiglia
Una delle realtà più iconiche e storiche del territorio delle Langhe è la cantina Cordero di Montezemolo. Una storia che dura da secoli, giunta oggi alla diciannovesima generazione, e che ha saputo trasformare una tradizione di famiglia in una vera e propria vocazione territoriale.

Una visione che nasce da valori profondi, condivisi con le persone che ogni giorno, con dedizione, contribuiscono a rendere prezioso questo angolo di territorio: il rispetto per la terra, con la scelta nel 2013 di una viticoltura biologica certificata; la cura di ogni gesto, grazie a una filiera produttiva consapevole; la coerenza, con un vino che non è solo un prodotto, ma un’identità precisa che si mantiene nel tempo; e infine l’armonia, quella tra ambiente, vino e persone. Non solo rigore produttivo, dunque, ma anche responsabilità, capacità di valorizzare l’identità autentica del territorio, interpretandola con rispetto.
Dalle parole di Alberto Cordero di Montezemolo si evincono questi tratti distintivi: “La nostra cantina rappresenta molto più di un luogo di produzione vinicola: è l’espressione viva di una tradizione familiare che si tramanda con orgoglio da generazioni. La famiglia Cordero di Montezemolo ha sempre sentito la responsabilità e l’onore di custodire un patrimonio culturale e territoriale unico, fatto di passione, rispetto per la terra e profondo legame con il paesaggio delle Langhe”.

Un luogo che è diventato il simbolo di un intero territorio
Il luogo è inconfondibile. A renderlo ancora più iconico è un maestoso e secolare Cedro del Libano. Oggi il cedro è molto più di un elemento paesaggistico: è testimone silenzioso di scelte, visioni e generazioni.

Il cuore della tenuta è il colle Monfalletto, con 28 ettari di vigneti, affiancati da altri 27 ettari distribuiti tra Alba, Castiglione Falletto (cru Villero), Guarene, Cherasco e Rodello. I vigneti, armoniosamente concentrati, consentono una gestione manuale e biologica mirata. Ogni varietà – dal Nebbiolo allo Chardonnay – cresce nei luoghi più vocati, dando origine a vini a Indicazione Geografica Protetta, frutto di una viticoltura sartoriale che rispetta i ritmi naturali delle piante.

La cantina, costruita nel 1979 nel cuore del Monfalletto, è un’estensione naturale dei vigneti, dove ogni annata guida le scelte di vinificazione. Qui la qualità si traduce in ascolto: l’intervento è minimo, ma sempre calibrato. È l’armonia di un ecosistema complesso dove suolo, piante, microflora, insetti, uomini e stagioni convivono e si influenzano in una danza delicata. La produzione, volutamente ridotta a poche etichette da uve biologiche coltivate in loco, coniuga rigore, sostenibilità e sperimentazione. Tra i filari del Monfalletto, una vigna-laboratorio con oltre 70 cloni di Nebbiolo, avviata negli anni ’70 in collaborazione con l’Università di Torino, ha contribuito a definire il Barolo contemporaneo, fondendo sapientemente tradizione e ricerca.

Le persone
Uno degli asset più preziosi per la famiglia Montezemolo sono le persone: non solo chi lavora quotidianamente in vigna e in cantina, ma anche chi sceglie di scoprire le Langhe, vivendo il territorio, condividendo esperienze e raccontandole. L’ospitalità diventa così parte integrante della storia dei vini. La famiglia Cordero di Montezemolo accoglie gli ospiti nelle AgriSuites, cinque residenze immerse tra i vigneti ai piedi del Cedro del Libano, creando esperienze autentiche e durature.
“Per noi accogliere non significa sorprendere, ma far sentire le persone a proprio agio, come se fossero parte della famiglia”, racconta Elena Cordero di Montezemolo. “Ci sono ospiti che tornano ogni anno, che hanno visto crescere i nostri figli, assaggiato vendemmie diverse, camminato con noi tra le vigne d’inverno. E questo, per me, è il senso più profondo del nostro lavoro: creare un legame vero tra chi siamo e chi ci sceglie”.

Vini, simboli di un equilibrio armonico
I vini della tenuta nascono dall’armonia tra tradizione, innovazione e rispetto del territorio: un numero limitato di etichette, ciascuna con una forte identità.
Il Barolo, cuore del Monfalletto, nasce dalle parcelle storiche di Nebbiolo e si presenta in diverse espressioni. Il Barolo Monfalletto è armonioso ed equilibrato, già godibile in giovinezza, ma capace di accompagnare il tempo con grazia. Il Barolo Gattera, ottenuto da viti ultracinquantenni, offre intensità e concentrazione, con profumi eleganti di fiori e spezie. Il Barolo Enrico VI® è austero e strutturato, vigoroso e profondo, incarnando la potenza del Nebbiolo. Infine, la Riserva Barolo Gorette è un vino raro e iconico, prodotto solo nelle annate più ispirate in formato magnum e destinato a chi sceglie di vivere la tenuta in prima persona.
Le varietà autoctone trovano espressione nei vini freschi e fragranti: il Dolcetto d’Alba simboleggia convivialità. E’ semplice e diretto; la Barbera d’Alba esprime la generosità del Piemonte. E’ intensa e versatile; il Langhe Nebbiolo rappresenta la porta d’accesso al Nebbiolo E’ giovane, fresco e dinamico; il Langhe Arneis è un bianco aromatico, fresco ed equilibrato, che racconta la vocazione dell’Albese.
La Linea Selezioni raccoglie vini da vigneti eccezionali, scelti per età, altitudine e microclima. Il Langhe Chardonnay Elioro® si distingue per eleganza e mineralità, raccontando la Langa in chiave innovativa, mentre la Barbera d’Alba Superiore Funtanì® è profonda e intensa, capace di esprimersi anche dopo molti anni.
La Linea Speciali rende omaggio all’arte del dettaglio e alla tradizione: il Barolo Chinato incarna la storicità con aromi di spezie ed erbe officinali locali, la Grappa di Barolo, distillata artigianalmente da vinacce di Nebbiolo, è elegante e complessa, e l’Autessa Alta Langa DOCG, metodo classico pas dosé prodotto da uve Pinot Nero e Chardonnay coltivate ad alta quota, si presenta raffinata, verticale e armoniosa.
Così, la cantina Cordero di Montezemolo continua a essere non solo custode di una storia secolare, ma anche laboratorio di emozioni e identità, dove ogni sorso racconta la passione, la cura e l’armonia delle Langhe. Un luogo in cui tradizione e innovazione convivono, invitando chiunque lo visiti a diventare parte di questa storia viva.
Redazione Centrale TdG


