
Il libro si propone come una guida filosofica, scientifica e pratica su come comunicare il vino non più solo come bene di consumo, ma come contenitore di valori, miti e cultura.
- Il Concetto di Storytelling
L’autore definisce lo storytelling come una “fabbrica di storie”. In un mondo saturo di prodotti, il consumatore non cerca più solo la qualità organolettica, ma un’emozione e un’identità. Il vino, per sua natura, è un prodotto simbolico che ha bisogno di una narrazione per distinguersi.
- Tra Mito e Archetipi
Una parte significativa del testo (come emerge dalle riflessioni finali) è dedicata all’uso dei miti classici, in particolare quello di Dioniso. Scienza spiega che il mito non è una memoria inutilizzabile del passato, ma uno strumento potente per descrivere processi moderni: il percorso del dio che muore e rinasce in primavera è la metafora perfetta del ciclo della vite e dell’emancipazione consapevole del consumatore.
- Scienza, Genetica e Storia
Il testo non trascura l’approccio accademico caro al Professor Scienza. Si parla di come la genetica (DNA), l’archeologia e l’antropologia permettano di ricostruire le rotte delle viti e delle popolazioni, fornendo una base scientifica e autentica alle storie che i produttori raccontano.
- Il Ruolo del Consumatore
Il libro analizza il passaggio dal vino come “trasgressione” o bene alimentare al vino come scelta consapevole. La narrazione deve quindi toccare corde profonde come la saggezza, la passione, la gioia e la conoscenza di sé, trasformando l’atto del bere in una relazione culturale e sociale.
L’Arte del Wine Storytelling un’opera che invita a superare la descrizione tecnica del vino (acidità, tannini, profumi) per abbracciare una comunicazione che parli di territorio, radici e umanità, fornendo ai produttori e ai comunicatori gli strumenti per costruire un legame duraturo con il pubblico attraverso la forza del racconto.
Attilio Scienza

Attilio Scienza è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari, dove tiene corsi sul miglioramento genetico della vite; insegna inoltre Viticoltura nel corso di laurea magistrale dell’Università degli Studi di Torino ad Asti.
È stato responsabile di numerosi progetti di ricerca nazionali nel campo della fisiologia, delle tecniche agricole e della genetica della vite.
È autore di oltre 350 pubblicazioni su vite e viticoltura su riviste nazionali e internazionali, atti di convegni, libri di testo e monografie. È inoltre autore di 23 libri in italiano e in inglese su argomenti culturali legati al vino. Dal 1985 al 1991 è stato Direttore dell’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige (istituto di ricerca e formazione della Fondazione Edmund Mach). È membro dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dell’Accademia dei Georgofili. Ha ricevuto numerosi premi per la sua ricerca e i suoi scritti, tra cui il Premio AEI per la ricerca scientifica (1991), il Premio internazionale Morsiani (2006) e il Premio OIV in viticoltura per il miglior libro scientifico su temi di vite e viticoltura (2003, 2008, 2010, 2011 e 2012). Da giugno 2018, il Prof. Scienza collabora con Vinitaly International in qualità di Chief Scientist della Vinitaly International Academy.
Redazione Centrale TdG
