Nel cuore dell’Emilia-Romagna, nella suggestiva e accogliente campagna modenese, nasce Ventiventi, una cantina giovane, dinamica e profondamente legata al proprio territorio

Fondata dalla famiglia Razzaboni e guidata oggi dai tre fratelli Riccardo, Andrea e Tommaso, tutti tra i 20 e i 30 anni, Ventiventi è molto più di un’impresa vitivinicola: è un progetto generazionale che unisce tradizione agricola, visione imprenditoriale e desiderio di innovare la narrazione del vino emiliano.

Il nome “Ventiventi” non è casuale. L’anno 2020 segna l’inizio della piena operatività della cantina, ma anche un punto di svolta, l’ingresso ufficiale sul mercato con una gamma di vini che unisce Metodo Classico, varietà autoctone e una filiera produttiva completamente controllata. Tutto ha inizio nel 2014 con l’acquisizione dei terreni allo scopo di radicare un sogno nella terra emiliana che, a Medolla (MO), ospita i 70 ettari di proprietà, di cui 30 vitati, e la cantina. La scelta della terra non è casuale. La tessitura alluvionale, con il 45% di argilla, 47% di limo e 8% di sabbia, offre un habitat ideale per la vite. Con il primo impianto nel 2016, le radici non sono solo quelle delle viti, ma quelle di una famiglia pronta a prendersi cura di ogni filare, di ogni tralcio, consapevole che la pazienza è il primo ingrediente del successo.

La prima vendemmia del 2018 rappresenta il frutto di anni di attesa e lavoro, ma è solo l’inizio. La vera svolta arriva nel 2020, l’anno che non a caso dà il nome alla cantina. Con la commercializzazione ufficiale dei primi vini, Ventiventi fa il suo ingresso sul mercato e inizia a farsi strada in un settore competitivo e in continua evoluzione.

La scelta del Metodo Classico, l’impegno verso la sostenibilità e l’attenzione maniacale alla qualità si rivelano la chiave per distinguersi. L’approccio basato sulla valorizzazione dei vitigni locali, come il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Sorbara, l’Ancellotta e il Pignoletto, trova accanto varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Traminer. Oggi, la produzione conta oltre 66.000 bottiglie tra Metodo Classico, Charmat e vini fermi.
Al centro di tutto c’è la famiglia, con ruoli complementari. Ognuno essenziale, ognuno con una parte della visione che si intreccia con quella degli altri. “Il nostro progetto si distingue perché rappresenta la sintesi di tre visioni e di tre approcci differenti. Lavorare come fratelli non è sempre semplice, ma proprio in questa complessità troviamo la nostra forza”, raccontano i fratelli Razzaboni. L’entusiasmo per la sfida si riflette nell’intera filosofia produttiva, che vede nell’approccio giovane, dinamico e familiare un valore aggiunto capace di tradursi in proposte di mercato uniche. “Ventiventi per me è affidabilità, qualità e novità”, afferma Riccardo, il primogenito, responsabile commerciale e marketing. Con una formazione in economia e marketing, Riccardo si occupa di posizionare il brand sul mercato e di curare le relazioni con importatori e distributori. “In Ventiventi porto la mia attenzione ai dettagli e la mia passione per il progetto”, racconta, sottolineando come il suo contributo sia fondamentale per presentare al mondo un’azienda che vuole essere percepita come innovativa, affidabile e umana.

Se Riccardo apre le porte ai mercati, Andrea ne custodisce l’anima. “Mi rivedo in Ventiventi per l’innovazione e la costante ricerca di miglioramento”, spiega l’enologo della famiglia, che dopo gli studi a Cesena e una significativa esperienza in Trentino-Alto Adige, ha scelto di tornare a casa e dedicarsi alla produzione. Con energia e creatività, Andrea guida ogni fase produttiva, dalla vendemmia alla vinificazione, fino all’affinamento. “Il nostro obiettivo è creare un’espressione diversa del vino emiliano, non riducendo la reputazione dei vitigni locali a un semplice rapporto qualità/prezzo, ma valorizzandoli con eleganza e pulizia”, precisa. Determinato e critico verso sé stesso, Andrea non teme di mettere in discussione le proprie scelte per ottenere il meglio, convinto che il tempo e la costanza portino sempre risultati.
Tommaso, il più giovane, rappresenta la spinta verso il futuro e la sperimentazione, affiancando il fratello in cantina e portando curiosità e ambizione. “Sono impaziente, curioso e ho voglia di mettermi in gioco”, racconta Tommaso.
“Mi incuriosisce sperimentare con mio fratello, da poco laureato in enologia e viticoltura, in un mondo di tradizione come quello del Lambrusco”, aggiunge con entusiasmo Andrea, “perché Tommaso porta in azienda freschezza e ambizione, spingendo il progetto verso nuove prospettive”.

Tre fratelli, tre visioni che si intrecciano in un unico progetto e un’unica passione per il vino che nasce dal desiderio di reinterpretare i vitigni autoctoni con un tocco personale, portando il Sorbara, il Salamino e il Pignoletto a esprimere tutto il loro potenziale, non solo in chiave tradizionale, ma anche in versioni moderne e distintive. Ventiventi non è solo un’impresa familiare, ma la testimonianza di come il legame tra le persone e la terra possa generare un’identità forte e autentica. “La possibilità di lavorare con un team giovane e crescere insieme a loro è la cosa che più mi motiva”, conclude Andrea, riconoscendo l’importanza del contributo di tutto il gruppo. Insieme, i tre fratelli Razzaboni non si limitano a produrre vino, ma costruiscono ogni giorno il racconto di un territorio, con il coraggio di innovare e la saggezza di chi sa custodire il valore delle proprie radici.

Insieme, i tre fratelli incarnano un nuovo modo di fare impresa agricola: giovane, consapevole, rispettoso della terra e aperto al confronto con il mondo. La cantina si estende oggi su 70 ettari complessivi, di cui 30 vitati, coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. La produzione – passata da 20.000 a oltre 66.000 bottiglie in pochi anni – è centrata su una qualità artigianale, con attenzione alla sostenibilità ambientale, alle basse rese, e a pratiche che valorizzano l’identità dei singoli vitigni.
Il Metodo Classico è il cuore della produzione, scelto per la sua capacità di restituire nel calice eleganza, struttura e tempo. Ma Ventiventi è anche sperimentazione, ospitalità e cultura del vino. La cantina è aperta al pubblico con visite e degustazioni, e con esperienze come la possibilità di cenare in cantina in alcuni weekend.

Oggi, Ventiventi guarda avanti con progetti chiari: rafforzare la presenza in Italia, consolidare l’export in Europa, Stati Uniti e Asia, partecipare a fiere di settore e promuovere la propria identità anche attraverso l’appartenenza alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.
Ventiventi è la dimostrazione che il vino può essere giovane senza perdere profondità, artigianale senza rinunciare alla visione, emiliano senza chiudersi in cliché. È un nome nuovo, ma con radici profonde. Un progetto familiare che parla la lingua del futuro, con la voce di tre fratelli e il carattere di un territorio che ha ancora molto da raccontare.
BOX INFORMATIVO — CANTINA VENTIVENTI
Dove si trova
Cantina Ventiventi
Via della Saliceta – 15
Strada Provinciale 5 – Medolla (Modena)
Contatti
Tel. +39 3440330771
Email: info@ventiventi.it
Sito: ventiventi.it
Orari & Visite
• Aperta per eventi, degustazioni e visite guidate su prenotazione.
• Novità 2026: aperta tutti i sabati mattina con degustazioni e tour tra cantina e vigneti.
Filosofia
Cantina giovane e innovativa che reinterpreta il vino emiliano attraverso il Metodo Classico, unendo tradizione, eleganza e una forte identità territoriale.
Vini da non perdere
- Ventiventi Rosé Metodo Classico – Fine, elegante, con note di piccoli frutti rossi e una bollicina cremosa. Perfetto come aperitivo o con piatti di mare.
- Ventiventi Brut Metodo Classico – Fresco, verticale, minerale.
- Ventiventi Pas Dosé – Essenziale, puro, di grande tensione.
- Blanc de Blancs Pignoletto Metodo Classico – Un’interpretazione moderna di un vitigno storico.
- Lambrusco Metodo Classico – Una lettura innovativa del vino simbolo del territorio.
Perché visitarla
Per scoprire una cantina giovane che sta dando un volto nuovo al vino emiliano, grazie a un uso rigoroso e creativo del Metodo Classico, e per vivere un’esperienza immersiva tra vigneti, architettura contemporanea e curate degustazioni.
Redazione Centrale TdG


