Cantina Ventiventi
Medolla (MO) – www.ventiventi.it
Nel cuore della pianura modenese, là dove il Lambrusco ha casa, prende forma una storia di visione e radici: è quella della famiglia Razzaboni, che con Ventiventi ha trasformato un sogno in un progetto vitivinicolo concreto e ambizioso. Nata ufficialmente nel 2020, ma pensata anni prima, la cantina è oggi un simbolo di rinascita, qualità e sostenibilità.
Tre fratelli, tre approcci complementari: Riccardo apre i mercati, Andrea dirige la produzione con occhio critico e creativo, Tommaso rappresenta la spinta verso la sperimentazione. Un team giovane e coeso che ha scelto il Metodo Classico come firma stilistica, credendo nel potenziale dei vitigni locali reinterpretati con eleganza e autenticità.
30 sono gli ettari vitati per una produzione di circa 70.000 bottiglie suddivise in 10 referenze di cui ben 5 Metodo Classico – tra 100% Lambrusco (Sorbara o Salamino di Santa Croce) e Pignoletto in purezza, ma anche in assemblaggio con Chardonnay e Pinot Bianco – 1 Charmat, 1 Frizzante Metodo Ancestrale (che ha anche un risvolto benefico) e 3 fermi in purezza da vitigni Traminer, Sorbara e Ancellotta.
Lambrusco Modena DOC – Spumante Brut Metodo Classico – Ventiventi Rosé
Cantina Ventiventi

Caratteristiche del vino
Coltivazione biologica per questo Lambrusco di Sorbara in purezza, con uve che provengono da vigneti di proprietà vendemmiate nelle ore più fredde della giornata e lavorate tutte in ambiente inertizzato con azoto, vengono sottoposte a ulteriore raffreddamento e poi, dopo una breve macerazione, a pressatura soffice. Fermentazione a bassa temperatura in acciaio inox a cui segue un affinamento prolungato a freddo. Dopo la rifermentazione in bottiglia segue un lungo affinamento di 24 mesi a temperatura e umidità controllata.
Gradazione: 12% vol. Temperatura di servizio: 10-12 °C

Colore: rosato chiaro tendente a un leggero aranciato.
Bouquet: immediati spiccano al naso i tipici sentori varietali di frutti rossi e di petali di rosa, seguita da una leggerissima speziatura che precede intriganti terziari agrumati.
Sapore: in bocca il perlage è fine…una bella ed elegante bolla con spuma controllata. Sapido e con buona agrumata acidità richiama con coerenza il bouquet olfattivo di frutti rossi e melagrana seguiti da un leggero sentore di lievito. Fresco ed equilibrato e di grande piacevolezza, ha nella morbidezza e cremosità il suo plus. La mineralità evidente esalta la caratteristica del dosaggio minimo. Il persistente finale prolunga la gradevolezza e amplifica il desiderio di un nuovo sorso. Un vino di grande personalità.

Abbinamento consigliato: impossibile non consigliarlo con i tipici antipasti modenesi ed emiliani in genere come lo gnocco fritto, il culatello, lo strolghino e altri salumi, il prosciutto crudo di Parma, le tigelle, le torte salate, l’erbazzone e, ovviamente, con il Parmigiano Reggiano e i formaggi di media e lunga stagionatura.
Beverino e fresco, è perfetto per accompagnare l’intero pasto a partire da frutti di mare, crostacei e antipasti di pesce, primi di pasta fresca e ripiena con i classici sughi del territorio e in generale con piatti succulenti ma anche untuosi come zampone e cotechino che vengono mitigati dalla carbonica che sgrassa alla perfezione il palato. Le carni bianche e i pesci alla griglia vengono esaltati, così come abbinarlo alla pizza e al sushi può essere un’ottima alternativa alle solite bevande come la birra, il tè verde e il sake.
Paolo Alciati e Enza D’Amato
Immagine piatto Rita da Pixabay.com
