
Nel cuore vibrante di San Salvario, a Torino, D’Amblé si è trasformato in molto più di un semplice bistrot. Dall’inizio del 2025, il locale ha imboccato un nuovo sentiero, affidando la sua anima gastronomica ad Alberto Gremo, chef torinese con un bagaglio di esperienze internazionali e stellate. Con questo passaggio di testimone, D’Amblé si riposiziona come punto di riferimento per chi cerca una cucina autentica, creativa e radicata nel territorio.

La storia di Alberto Gremo è quella di un cuoco che ha scelto di tornare “a casa” dopo aver percorso un sentiero ricco di esperienze in Italia e all’estero: un ritorno alle origini con spirito cosmopolita.

Diplomato all’Istituto Colombatto di Torino, ha lavorato in contesti d’eccellenza, tra cui il prestigioso Polo Club di Saint Tropez e il Vo di Stefano Borra, dove ha potuto approfondire tecniche raffinate sotto la guida di uno stellato Michelin. Queste tappe lo hanno reso un professionista completo, capace di unire rigore tecnico e sensibilità creativa.
Dopo aver consolidato la propria identità al ristorante Garamond e successivamente al Baleno – Idea di Mare, Alberto ha deciso di investire su un progetto tutto suo: un luogo dove poter esprimere liberamente la propria idea di cucina: “D’Amblé è ciò che avrei voluto trovare come cliente: un posto dove sentirsi accolti, mangiare bene, senza fronzoli, ma con personalità”, racconta.

L’ambiente di D’Amblé è il primo indizio della sua filosofia: intimo, curato nei dettagli, mai pretenzioso. L’atmosfera è calda e autentica, creata da una combinazione di arredi vintage, pareti in mattoni a vista, tavoli che alternano legno grezzo e marmo, insegne d’epoca e luci soffuse. Il risultato è un bistrot che racconta, un locale che trasmette personalità, dove ogni elemento sembra scelto con cura per far sentire gli ospiti a proprio agio.
La convivialità è al centro di tutto, che si tratti di un pranzo veloce, una cena tra amici o un calice di vino sorseggiato nel dehor, D’Amblé invita a rallentare e godersi il momento.Nel piatto, la filosofia di Alberto prende forma in una cucina di territorio che osa con proposte che intrecciano sapori piemontesi, tecniche moderne e una sottile vena creativa. Il menu, soggetto a rotazioni stagionali, celebra la freschezza degli ingredienti e l’identità locale, senza rinunciare a incursioni originali che sorprendono il palato.
Tra gli antipasti, spicca il “Tonno di coniglio su insalatina primaverile e verdure in agrodolce”, un piatto che gioca sulla delicatezza della carne bianca, profumata con aromi mediterranei, in contrasto con la vivacità delle verdure marinate. Un omaggio alla cucina casalinga, reso elegante dalla cura dei dettagli.
Un altro esempio della visione dello chef è il “Pain brioché con acciughe del Cantabrico, burro salato e bagnetto verde”, che trasforma un’accoppiata tradizionale in un antipasto raffinato, con una nota sapida e decisa che richiama il Piemonte più autentico, ma con una strizzatina d’occhio alla Francia.
Tra i primi piatti, il “Risotto alle ortiche, limone e tartare di gamberi” rappresenta un perfetto equilibrio tra freschezza, sapidità e consistenze: un piatto che racconta la primavera e la ricerca di accostamenti inusuali ma armoniosi. Per chi preferisce la tradizione, i “Tajarin al ragù di coniglio con olive taggiasche” propongono una comfort food raffinato, in cui la sapienza piemontese si fonde con la morbidezza della pasta fresca e il sapore delicato del sugo.

La sezione dei secondi conferma il carattere deciso ma elegante della proposta. Il “Carrè di agnello con carote e salsa pop-corn” è forse il piatto che meglio rappresenta la volontà di stupire senza stravolgere: la carne tenera, la dolcezza delle carote e la salsa ispirata al pop-corn creano un’inaspettata sinfonia di sapori.
Accanto ai piatti, la carta dei vini è il risultato di una selezione minuziosa curata dalla sommelier Greta Picolato. E poiché il vino è un compagno di viaggio, sessanta etichette raccontano un viaggio tra le regioni italiane più vocate e un’attenzione particolare per i terroir francesi, in sintonia con l’identità bistronomica del locale.
“Volevamo che ogni vino fosse parte del racconto”, spiega Greta. “Non cerchiamo etichette famose, ma bottiglie che abbiano qualcosa da dire e che accompagnino con armonia ogni piatto”. La carta privilegia piccoli produttori, metodi artigianali, e offre opzioni per ogni tipo di palato e occasione.

D’Amblé non è solo un ristorante serale: propone anche una formula business lunch dal mercoledì al venerdì, una proposta a tutto tondo pensata per chi vuole concedersi una pausa gustosa anche nel mezzo della giornata lavorativa. Ogni piatto nasce con l’idea di mantenere alta la qualità senza rinunciare alla semplicità, permettendo di vivere un’esperienza gastronomica anche con poco tempo a disposizione.
Alberto non è solo in questa avventura. Attorno a lui si è formato un team giovane, competente e affiatato, dove ognuno condivide le stesse viosioni e gli stessi valori: passione, dedizione e voglia di migliorare. Una squadra che lavora ogni giorno con entusiasmo e attenzione, creando un ambiente di lavoro positivo che si riflette anche nell’accoglienza verso i clienti.
Con circa 35-40 coperti interni e un piacevole spazio esterno, D’Amblé è molto più di un bistrot, è il luogo dove l’ospitalità incontra la cucina d’autore. La proposta gastronomica si rinnova con il variare delle stagioni, ma resta fedele a una filosofia che mette al centro il cliente senza mai diventare rigida o distante. In un momento in cui la ristorazione cerca nuove forme e linguaggi, D’Amblé si distingue come esempio concreto di equilibrio tra innovazione e tradizione. Un bistrot che parla il dialetto piemontese con accento francese, che rispetta il passato senza smettere di guardare avanti.
D’Amblé
- Via Berthollet 23/A, Torino
- Tel. 011.0606019
- Martedì – Sabato: 19:30 – 22:00
Mercoledì – Domenica: 12:30 – 14:30
- www.bistronomiadamble.it
Paolo Alciati & Enza D’Amato






