Eccellenze culturali e gastronomiche in terra di Romagna. Babbi, una storia imprenditoriale esemplare

Tra sfogline, ricette artusiane, piadine e squacquerone, la Romagna invita a godere i piaceri della tavola.
Che, insieme all’inconfondibile accoglienza romagnola, sorridente e bonaria, ne fanno una terra imperdibile per un viaggio in Italia.
I piaceri della tavola costituiranno una sosta gustosa tra una visita e l’altra, una passeggiata, una pausa fotografica, un trekking in collina.
Borghi e cittadine sono la tipica struttura urbana della Romagna.

Mattoni rossi, portici, botteghe artigiane, piazze affollate da locali all’aperto, strade lastricate, colori caldi e colori pastello.
Oltre a rocche che dominano i borghi, difensive un tempo, pittoresche oggi.
L’itinerario si snoda facilmente tra mare e colline, le prime morbide alture preappenniniche.
Bertinoro, tra i Borghi più belli d’Italia, ci accoglie con la simbolica Colonna dell’Ospitalità, nella piazza dominata dalla mole neogotica del Palazzo del Comune, i merli e la torre campanaria.
Di fronte il panorama vastissimo fino all’Adriatico e alle spiagge di Rimini, che fa di Bertinoro il “balcone della Romagna”.
In alto si alzano le mura e la possente Rocca che ospita un gioiello prezioso: il MIB, Museo Interreligioso Bertinoro, nato ufficialmente nel 2005, sulla scia di un accordo interuniversitario, come spazio dove le culture e le religioni monoteistiche potessero incontrarsi, conoscersi e dialogare, coniugando il valore della tolleranza e del rispetto.

E’ un unicum, che, insieme con la Colonna dell’ospitalità, fa davvero di Bertinoro un luogo simbolico del dialogo e della pace ( www.visitbertinoro.it www.museointerreligioso.it).
Il Museo della Marineria di Cesenatico, invece, ci porta nei locali ideali degli antichi arsenali, dominati dalla mole imponente di trabaccoli e bragozzi da pesca, coloratissimi, come le grandi vele triangolari. Si respira la vita di altri tempi, la pesca al largo, le tecniche antiche e complicate, usanze e superstizioni. All’aperto, poi, passeggiando nel piccolo centro storico, che si sviluppa ai lati del porto e del canale, chiamato anche “porto leonardesco”, perché studiato da Leonardo da Vinci, si scopre la sezione galleggiante del Museo della Marineria, dedicato alla vita e alle tradizioni della marineria a vela dell’alto Adriatico.

Nei quartieri popolari, con un dedalo di viuzze e le case dei pescatori, colorate e in parte riadattate a uso turistico, si aprono la caratteristica pescheria dei primi ‘900 e la Piazzetta della Conserve, dove si possono vedere alcune strane costruzioni a forma di cono rovesciato immerso nel terreno. Si tratta delle “conserve” del XVII secolo, vere e proprie “celle frigorifere” del passato, in cui il pesce, alternato a neve pressata raccolta in inverno, si poteva conservare per lunghi periodi (www.museomarineria.it).
A breve distanza Cervia ci attende con la sua Salina, la più piccola e la più settentrionale d’Italia, che si estende in un Parco naturale, oggi porta sud del Parco regionale del Delta del Po.
Da sempre riserva naturale di popolamento e di nidificazione per molte specie animali e vegetali, la Salina è composta da oltre 50 bacini, circondati da un canale di oltre 14 chilometri, che consente all’acqua del mare Adriatico di entrare ed uscire dalla salina. E l’acqua, di passaggio in passaggio, grazie all’azione del vento e del sole, evapora e si concentra, al punto che si forma il sale, ancora raccolto in maniera artigianale, proprio come avveniva un tempo.
E’ il famoso Sale Dolce di Cervia, “prezioso oro bianco”, un sale integrale marino, che una volta raccolto viene esclusivamente lavato con acqua ad alta concentrazione salina, molto ricca di oligoelementi. Un sale che mantiene la sua umidità tipica e il suo colore nature, con tutte le sfumature del rosa e del grigio, che gli derivano dalla presenza nei bacini dell’alga dunaliella (www.salinadicervia.it).

Paesaggi naturali e culturali, che invitano al relax e alla scoperta.
Ci si rilassa in barca, avvolti nel silenzio della Salina, tra fenicotteri, garzette, aironi e cieli infuocati e si studiano con curiosità gli straordinari documenti del MIB di Bertinoro.
Imperdibile infine Cesena, all’interno dei Percorsi del Savio, che ci riserva la scoperta della famosa Biblioteca Malatestiana, inserita nel Registro UNESCO “Memoria del mondo”.
Bella testimonianza del mecenatismo di Malatesta Novello, è la prima biblioteca civica d’Italia e l’unico esempio di biblioteca umanistica rinascimentale conservato integro fino ai nostri giorni: conserva intatti fin dal 1454 manoscritti e arredi all’interno di un ambiente che ci riporta direttamente al secolo XV.
La struttura, in apparenza semplice, è quella di una piccola chiesa con pianta a tre navate, copertura a volte e due file di 29 banchi, dotati di sedute e piani di lettura per consultare i codici, ancora saldamente incatenati ad una barra di metallo.
Le “divine proporzioni” dello spazio sono quelle indicate da Leon Battista Alberti nel suo De re aedificatoria, come esempio di armonia.
E dopo la visita alla suggestiva Biblioteca, una passeggiata in alto ci fa scoprire la Rocca Malatestiana, dove dai camminamenti sotterranei si passa agli spalti panoramici, per uno sguardo amplissimo fino all’Adriatico.

Babbi: da Cesena al mondo.
A Cesena, seguendo una parabola sorprendente, è nata ed è cresciuta un’azienda italiana di assoluto rilievo.
Icona della visionarietà e dell’audacia della migliore imprenditoria italiana, Babbi è un’industria dolciaria di eccellenza, fondata qui da Attilio nel 1952 e diventata leader nel settore della gelateria e della pasticceria artigianale.
70 anni di esperienza, passione e artigianalità.
Tutto cominciò con la produzione di coni e cialde per maestri gelatieri, poi, per sfruttare i mesi invernali, Nonno Attilio avviò la nuova linea dolciaria, creando i celebri Wafer Viennesi e i Waferini, oggi apprezzati in tutto il mondo.
Talento visionario, tenacia, passione per il lavoro, intuizione delle esigenze del mercato, hanno portato Babbi a conquistare sempre più ampi segmenti di mercato, prima nazionali, poi internazionali.
Oggi i prodotti Babbi sono presenti in oltre 70 paesi: nel 2002 sono stati aperti i primi corner in Giappone, seguiti nel 2006 dall’inaugurazione di Babbi Helado Italiano a Barcellona, la prima filiale estera dell’azienda, nel 2019 l’inaugurazione di Babbi GmbH – ad Augsburg – seconda filiale – e del Babbi Café a Kyoto.
Da pochi mesi, è stato aperto un nuovo corner shop in Cina sull’isola di Hainan all’interno dell’esclusivo Haitang Bay Duty Free Shop, uno dei più importanti poli del luxury shopping internazionale.

Ad agosto è stata inoltre inaugurata la prima filiale Babbi in Medio Oriente con sede a Dubai, che proietta Babbi verso traguardi sempre più ambiziosi e un posizionamento ancora più forte nei mercati globali.
Nel corso degli anni anche la produzione è aumentata e si è diversificata.
Nella linea dolciaria sono nate specialità gourmet, raffinate creazioni di pasticceria artigianale, dal famoso Waferino Babbi e i Viennesi, la cui ricetta è tutt’oggi quella scritta da Nonno Attilio, ai Babbini, al Waferone, la linea di praline, le polveri per cioccolata in tazza Cioccodelizia e le creme spalmabili Cremadelizia nei gusti Pistacchio, Cacao, Fichi Caramellati, Gianduia Suprema e Nocciola Suprema.
E sarà interessante sapere che Eataly ha descritto i Viennesi come “il Wafer più buono del mondo”, il Gambero Rosso ne parla come dell’“evoluzione del Wafer” e nel 2021, Waferini e Viennesi sono stati insigniti del premio Top Italian Food Gambero Rosso.
Poi c’è la linea di Ingredienti per Gelateria e Pasticceria, che rappresenta il 70% del fatturato di Babbi, 49 basi per gelato, 84 paste concentrate e 37 variegati.

Ultima nata la linea Babbi Home Bakery, preparati in polvere moderni, versatili ed intuitivi, pensati per ottenere risultati eccellenti a casa con pochi gesti: Brownies, Muffin, Red Velvet, Crema Pasticcera, Pan di Spagna, Pancake, Crostata, Biscotti, Mousse e Panna Cotta.
Da qui il claim “Babbi. Piccoli Piaceri Quotidiani”
Tutto ciò ha comportato l’ampliamento della sede produttiva che oggi si trova a Bertinoro, dove occupa 22mila metri quadri, in vista di un ulteriore ampliamento del polo logistico nel 2026.
Più di 200 i collaboratori interni, 180 i collaboratori esterni, 40% i dipendenti con più di 10 anni in azienda, 48% le dipendenti donne, 27 product specialist.
In catalogo centinaia di referenze, continuamente arricchite dal settore ricerca e sviluppo e dagli Ambasciatori del Gusto, che, sulla base di indagini in tutto il mondo, creano gusti e prodotti nuovi, spesso anticipando tendenze nei consumi.
Ne é un esempio, il gusto gelato Quesandia di ispirazione cilena, in cui anguria, basilico e formaggio quark si uniscono in un equilibrio unico, oppure il “gelato gourmet” di cui Babbi ha iniziato a parlare nel 2013 e che è ormai entrato nei consumi generalizzati.
Oltre 30 le fiere e gli eventi a cui Babbi partecipa in Italia e all’estero, da Host di Milano al SIGEP di Rimini, da Gulfood Dubai a Gelatissimo di Stoccarda, a Taste Firenze, a Tuttofood.
Molti prodotti sono privi di glutine e inseriti nel Prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia), mentre diverse referenze sono certificate Kosher, Halal (HQC) e vegan, a dimostrazione dell’impegno dell’azienda nel rispondere a una clientela sempre più diversificata e attenta.
Il segreto di questo successo? Sicuramente la qualità delle materie prime, l’equilibrio tra tradizione e innovazione, l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, la cura maniacale nella lavorazione e nel confezionamento, la gestione interna di tutte le fasi della produzione, l’aggiornamento continuo delle tecnologie e delle macchine, la valorizzazione dei talenti, il rispetto per le persone che lavorano in azienda e con l’azienda.
Ma forse il fattore vero del successo, ingrediente segreto e non ripetibile è la coesione familiare.
Babbi è un’azienda che tramanda di padre in figlio la passione per il lavoro.
Arrivata alla quarta generazione, vede ancora Giulio Babbi, figlio del fondatore , oggi novantaseienne, arrivare in azienda ogni giorno al volante della sua macchina.

I suoi tre figli, Carlo, Gianni e Piero, sono rispettivamente responsabili di Operation, Qualità e R&D, Marketing e Comunicazione, Sistemi Informativi.
e i cinque nipoti ricoprono già ruoli di rilievo, orgogliosi della storia familiare e pronti ad affrontare con preparazione e strumenti moderni, le prossime sfide aziendali (https://babbi.com/)
Dove mangiare
Prima sosta golosa ovviamente il Babbi Café nel cuore di Cesena, aperto nel 2017, una vetrina unica in Italia, dove si possono gustare le eccellenze dolciarie Babbi.
Un ambiente giovane e moderno ideale per concedersi una colazione gourmet, uno spuntino veloce, un aperitivo ricercato o un gelato artigianale (https://gelateriababbi.it/).
Ristorante La Spiaggia
Il beach restaurant “La Spiaggia”, posto nell’arenile privato del Grand Hotel Da Vinci, 5 Stelle a Cesenatico, propone un’elegante location in riva al mare, con un’ampia sala a veranda e una suggestiva e romantica terrazza con vista sul porto canale.
In menu pesce rigorosamente freschissimo, piatti di crudo, crostacei al vapore e un’ampia selezione di portate che hanno come protagonista la terra e il mondo green (www.laspiaggiacesenatico.it).
Bistrot Colonna
Vicino alla Colonna dell’ospitalità di Bertinoro, (da cui prende il nome), nei locali di un vecchio cinema-teatro, il Bistrot Colonna è un autorevole punto di riferimento per la ristorazione romagnola, arricchita dalla musica di ogni genere.
La proposta culinaria, composta da pietanze storiche legate alla tradizione, offre anche piatti più ricercati, come il filetto con formaggio di fossa e miele (www.enotecacolonna.it).
Casa Artusi: in un viaggio gastronomico in Romagna, non si può dimenticare Casa Artusi a Forlimpopoli, il primo centro di cultura gastronomica in Italia dedicato alla cucina domestica che opera in Italia e nel mondo in nome di Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della cucina domestica italiana (www.casartusi.it).
Dove dormire
Villa Monty Banks, posta in posizione panoramica sulle colline di Cesena, è un agriresort con poche raffinate camere in stile decò-contemporaneo, e una cucina fatta di tradizione e ricerca, attraverso una selezione di prodotti tipici reperiti dal proprio orto o da piccole aziende agricole del territorio
Attorno alla villa, un uliveto con piante centenarie, alberi da frutta e lamponi (www.villamontybanks.it).
Franca Dell’Arciprete Scotti
