Sostenibilità come impegno misurabile, non solo dichiarazione d’intenti

Partecipare al XVII International Forum for Information on Safeguard of Nature di Greenaccord — una quattro giorni di lavori ospitata a Treviso dalla Camera di commercio con relatori internazionali e un centinaio di giornalisti accreditati da oltre 40 Paesi dei 5 continenti — è l’occasione per poter comunicare, con risonanza internazionale, gli impegni del Consorzio e potersi confrontare sulle tematiche fondamentali, quali ambiente e comunità, per assicurare il futuro della denominazione e il mantenimento dei risultati finora raggiunti.
“Risulta imprescindibile, considerando che il nostro tessuto produttivo è il primo “custode” del territorio della denominazione, rispondere alle esigenze dei consumatori e delle comunità per la salvaguardia dell’ambiente e dei rapporti sociali. Ciò richiede l’adozione di progetti e strategie capaci di generare risultati concreti, evitando fenomeni di greenwashing” Con queste parole il Presidente del Consorzio Prosecco DOC Giancarlo Guidolin ha accompagnato il saluto istituzionale del Consorzio al Forum, introducendo l’approfondimento tecnico a cura di Leonardo Campigotto, referente dell’Area Tecnica e Valorizzazione, per il quale “La strutturazione di un percorso inclusivo che, grazie all’implementazione di un sistema di gestione certificato e alla digitalizzazione delle informazioni, consentirà di monitorare, misurare e comunicare gli impegni del territorio rispetto ai tre pilastri della sostenibilità. Questo approccio permetterà inoltre di definire strategie puntuali di miglioramento continuo, in linea con i fabbisogni degli stakeholder e in coerenza con il modello di Comunità Sostenibile, ai sensi della ISO 37101”.
La Denominazione Prosecco DOC rappresenta oggi una delle più importanti realtà produttive a livello nazionale e mondiale, con volume d’affari di circa 3,6 miliardi e volumi di vendita che superano i 660 milioni di bottiglie (pari al 28% di tutti i vini a Denominazione di Origine italiani), destinati, per l’82%, proprio ai mercati esteri, in primis gli Stati Uniti, seguiti da Regno Unito, Francia e Germania.
Il modello “Prosecco DOC – Comunità Sostenibile” risponde a una logica precisa: da un lato fornire soluzioni in grado di migliorare in modo tangibile le performance della filiera grazie alla ricerca e alla sperimentazione, dall’altro governare la sostenibilità con un approccio inclusivo, considerando i percorsi che le diverse filiere hanno già intrapreso, e valutando incentivi per favorire il miglioramento continuo.
Redazione Centrale TdG
