– Redazione Centrale TdG –

Una tavola lunga oltre cento metri che ha attraversato il borgo di Entrèves, ai piedi del Monte Bianco, ha dato vita a La Grande Table du Village, l’evento con cui Auberge de La Maison ha celebrato i suoi primi trent’anni di storia.
Più che una festa, un gesto simbolico: portare l’ospitalità fuori dalla Casa, trasformando il villaggio nel luogo naturale dell’incontro e della condivisione. La tavola, da sempre simbolo di accoglienza, è diventata un filo capace di unire persone, generazioni e storie, restituendo al borgo il ruolo di protagonista della serata.
Fondata nel 1996 dalla famiglia Garin, ma con una storia nell’ospitalità valdostana che affonda le proprie radici negli anni Cinquanta, Auberge de La Maison rappresenta oggi una delle realtà più iconiche dell’hôtellerie alpina italiana. Da trent’anni interpreta l’ospitalità come autenticità, relazione e profondo legame con il proprio territorio.
Attorno alla tavola si sono ritrovati amici dell’Auberge, Ospiti storici, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti e personalità del mondo della cultura, dell’imprenditoria e dello spettacolo, tra cui Elio e Alessandro Cattelan.
La cena ha proposto un percorso dedicato alla tradizione valdostana e alla cucina della famiglia Garin, accompagnato dai vini del territorio e da un allestimento ispirato all’eleganza alpina che da sempre contraddistingue l’Auberge.
La serata è stata scandita da musica dal vivo, momenti di condivisione e dal discorso di Alessandra Garin, che ha voluto dedicare il trentesimo anniversario alle persone che hanno reso possibile la storia della Casa: gli Ospiti, i collaboratori, il villaggio di Entrèves e il territorio che da sempre la accoglie.
«Trent’anni non rappresentano un traguardo, ma una tappa. L’Auberge continua a guardare al futuro con la curiosità e l’entusiasmo di chi sente di avere ancora molto da costruire, insieme alle persone che ogni giorno ne fanno parte.»
Con La Grande Table du Village, Auberge de La Maison ha voluto celebrare il proprio anniversario attraverso un progetto che racconta la sua idea di ospitalità: una Casa profondamente radicata nel territorio, capace di creare relazioni, custodire la memoria e guardare al futuro.
A trent’anni dalla sua apertura, Auberge de La Maison continua così a raccontare un’idea di montagna fatta di eleganza, autenticità e tempo condiviso, confermando il proprio ruolo di luogo di riferimento dell’ospitalità alpina contemporanea.





