Il «Vigna Monte Ceriani» 2018 di Tenuta Sant’Antonio vince la prima edizione del «Premio della stampa longevità del Soave»

Il Soave dimostra ancora una volta la sua capacità di attraversare il tempo. A sancirlo è stata la prima edizione del «Premio della stampa longevità del Soave», che ha incoronato il «Vigna Monte Ceriani» 2018 di Tenuta Sant’Antonio come miglior espressione capace di raccontare l’evoluzione della Doc.
La premiazione è avvenuta al Circolo Ufficiali di Castelvecchio durante Appuntamento Soave, la rassegna curata dal Consorzio di Tutela del Soave insieme alla Strada del Vino Soave, con il sostegno di Banco BPM.

Il premio è stato assegnato da una commissione di giornalisti specializzati nel settore del vino riunitisi il 1° settembre allo Sporting Hotel San Felice di Illasi insieme a enologi, guidati dall’agronomo Ermanno Murari. Le degustazioni hanno permesso di selezionare i vini più rappresentativi della denominazione, mettendo alla prova la capacità del Soave di evolvere nel tempo.
Il concorso si inserisce all’interno di Soave Seven, iniziativa ormai storica della Strada del Vino Soave, che confronta l’annata in corso (2024) con quelle di almeno sette anni precedenti. Un’occasione rara per scoprire come il Soave sappia sorprendere anche a distanza di tempo. Molti dei campioni degustati e presenti nei banchi d’assaggio a Castelvecchio, infatti, non sono più disponibili in commercio.
«Soave Seven nasce per svelare le diverse anime del Soave: la particolarità, la longevità e il legame con il territorio – ha sottolineato Stefano Alberti, presidente della Strada del Vino Soave –. È un viaggio unico dentro vini che hanno saputo attraversare il tempo e che raccontano l’identità della denominazione».
A ritirare il premio, insieme ad Alberti e al direttore del Consorzio del Soave Igor Gladich, è stato Tiziano Castagnedi di Tenuta Sant’Antonio, che con i fratelli guida l’azienda.
Redazione Centrale TdG
