Dalle risaie della Pianura Padana fino all’India, in occasione delle celebrazioni per la proclamazione della cucina italiana a patrimonio UNESCO, il riso italiano diventa ambasciatore di gusto e cultura.

Protagonisti di questo racconto sono lo chef stellato Gianni Tarabini, anima del ristorante La Fiorida (Mantello, in provincia di Sondrio) e il produttore Andrea Bianchi, custode della purezza varietale del Carnaroli con la sua Selezione Isos.
Il Carnaroli, un’eccellenza che racconta l’Italia
“Il Carnaroli è identità”, spiega Bianchi. “E non è solo una dichiarazione di principio. Parliamo di una delle varietà simbolo del riso italiano, che nel 2025 celebra 80 anni di storia. Un chicco che ha costruito la reputazione del risotto nel mondo grazie alla sua tenuta di cottura, alla capacità di rilasciare amido in modo equilibrato e di assorbire i sapori senza perdere struttura”.
La Selezione Isos nasce proprio per difendere questa identità. Non un marchio evocativo, ma un metodo rigoroso: Carnaroli in purezza, selezionato fin dal seme, coltivato con rotazioni controllate, monitoraggio dell’acqua e del suolo, lavorato con una pilatura delicata che rispetta il chicco. Un approccio che unisce agronomia e cultura gastronomica.
Per il viaggiatore gourmet, significa una cosa precisa: quando ordina un risotto in Italia – o in un ristorante italiano nel mondo – sta assaggiando un patrimonio agricolo prima ancora che culinario.

Perché il Carnaroli è un’esperienza di viaggio
Il Carnaroli è un’esperienza di viaggio perché nasce in un paesaggio unico: le risaie tra Piemonte e Lombardia, dove l’acqua disegna geometrie specchiate e scandisce i ritmi delle stagioni. Visitare questi territori in primavera, quando i campi allagati riflettono il cielo, significa comprendere visivamente l’origine del risotto.
È un viaggio nel tempo: 80 anni di selezione agronomica raccontano l’evoluzione dell’agricoltura italiana e della sua cucina. Ogni chicco è il risultato di ricerca, pazienza e competenza tramandate.
È in viaggio nei territori: dal risotto alla milanese in Lombardia alle interpretazioni contemporanee degli chef di montagna come Gianni Tarabini, il Carnaroli cambia volto a seconda del contesto. Lo stesso riso può raccontare una pianura irrigua, una valle alpina, una città d’arte o una costa mediterranea.
È un viaggio culturale: nella tecnica del risotto – tostatura, cottura graduale, mantecatura – si riflette un sapere gastronomico che fa parte dell’identità italiana. Chi partecipa a una degustazione guidata o a una delle serate celebrative dedicate al Carnaroli non assaggia soltanto un piatto, ma entra in un racconto fatto di campi, mulini, chef e tradizioni familiari.
Ma è anche un viaggio sensoriale: la consistenza del cuore del chicco, la cremosità naturale, il profumo che cambia a seconda degli ingredienti abbinati. Ogni risotto diventa una tappa diversa dello stesso itinerario.

Dalla risaia alla cucina stellata
Il Carnaroli Isos è oggi scelto da numerosi chef stellati per la sua affidabilità tecnica. Tra questi, Gianni Tarabini, che nel cuore della Valtellina interpreta il territorio con una cucina agricola contemporanea. Per uno chef, il risotto è una prova di precisione: pochi ingredienti, nessuna maschera. Se il riso non risponde perfettamente, il piatto fallisce.
Ed è proprio questa affidabilità che rende il Carnaroli uno strumento creativo oltre che tecnico. Non un ingrediente neutro, ma una base con personalità, capace di dialogare con prodotti locali, spezie, erbe di montagna o suggestioni internazionali.

Il tour dei sapori: 80 anni di Carnaroli in viaggio
Per celebrare l’anniversario, Andrea Bianchi ha avviato un tour gastronomico che attraverserà tutte le regioni italiane fino a ottobre 2026. Non semplici cene, ma esperienze narrative dove il riso viene raccontato, cucinato e degustato in contesti diversi.
Dal Nord al Sud, ogni tappa è un invito al viaggio: il Carnaroli incontra cucine regionali differenti, dimostrando la sua versatilità. Cambia il territorio, cambiano gli ingredienti, ma il riso resta protagonista. Per il turista enogastronomico è un’occasione unica per scoprire come uno stesso prodotto possa esprimersi in modi sorprendenti a seconda del contesto culturale.
Il riso come ambasciatore UNESCO
La proclamazione della cucina italiana come patrimonio UNESCO rafforza questo percorso. In India, durante gli eventi celebrativi, il riso italiano ha dialogato idealmente con una delle più grandi culture risicole del pianeta. Un ponte gastronomico che dimostra come un ingrediente apparentemente semplice possa diventare veicolo di diplomazia culturale.
Dentro un risotto c’è molto più di un piatto: c’è agronomia, tecnica, paesaggio, storia. Per chi viaggia alla scoperta dell’Italia attraverso il cibo, il Carnaroli rappresenta una chiave di lettura privilegiata del territorio.
Il chicco è piccolo, ma il viaggio che racconta è immenso. E oggi, grazie al lavoro di produttori e chef, il Carnaroli non è solo un riso: è una destinazione.
Chiara Vannini


