
All’Uliveto arrivano i Yèryani, una leggenda calabrese che diventa solidarietà per UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini OdV

Un’antica leggenda calabrese approda a Torino e si trasforma in un progetto di cultura e solidarietà. Il ristorante L’Uliveto lancia un’iniziativa che unisce tradizione popolare, cucina e beneficenza, reinterpretando le misteriose figure dei Yèryani, un tempo temute dai bambini di Acquaro, piccolo borgo dell’entroterra vibonese, paese d’origine dello Chef Claudio Lochiatto e dell’ideatore del progetto artistico Giuseppe Esposito.
I Yèryani appartengono al patrimonio orale della Calabria: evocati dalle nonne e dalle mamme come spauracchio educativo, venivano descritti come esseri alti e forzuti, vestiti di pelli animali o abiti scuri, con un bastone nodoso sempre in mano. La leggenda li collocava nella casetta della collina di Malamotta, da cui scendevano per punire i bambini disubbidienti, portando con sé ’nu spitu russu, un ferro rovente che incuteva paura. Una storia nata per proteggere i piccoli dai pericoli e insegnare loro l’obbedienza, che oggi viene riletta con uno sguardo diverso: non più simbolo di paura, ma di memoria, comunità e condivisione.
Per questa iniziativa, i Yèryani sono stati reinterpretati graficamente anche con tratti morbidi e colori vivaci, così da trasformarli in personaggi accoglienti e simpatici, capaci di incuriosire grandi e piccoli. A sottolineare questa scelta, nel menù del ristorante sarà inserita una cartolina speciale: da un lato l’immagine dei Yèryani, dall’altro la ricetta del piatto dedicato e una breve spiegazione della leggenda.
Lo Chef Claudio Lochiatto ha ideato un piatto che unisce autenticità e semplicità – maccarruna con polpette, ‘nduja e pecorino – pensato per piacere a tutti, ma in particolare ai bambini, veri protagonisti di questo percorso. Un piatto della memoria, capace di raccontare i sapori calabresi in chiave genuina e familiare. La realizzazione della ricetta vede inoltre il contributo di una eccellenza italiana, Mulino Fruttero di Villanova Mondovì, che fornirà la farina.

“Con questo piatto ho voluto rendere omaggio alla mia Calabria. – spiega Claudio Lochiatto – I maccarruna sono il simbolo della convivialità, la ‘nduja rappresenta il carattere forte e autentico della nostra terra, le polpette richiamano la cucina familiare di ogni casa. Abbiamo scelto di legarlo ai Yèryani per trasformare una leggenda di paura in un gesto di speranza e solidarietà”.
Claudio Lochiatto è anche il geniale autore della “Gia’ndujotta”, un gustoso gianduiotto fatto non col cioccolato ma con la ‘nduja – il tipico salume piccante calabrese spalmabile – che ricopre una saporita ricotta di bufala, presentata al tavolo inscatolata in una bella confezione a forma di parallelepipedo triangolare, con la sagoma tipica del celebre cremino torinese di cioccolato, ma di dimensioni decisamente maggiorate (un “giandujone” da circa 8-10 centimetri di base, per intenderci), avvolto nella sua classica carta metallica. Golosa e squisita!

L’aspetto gastronomico si lega a quello solidale: per ogni piatto ordinato, fino a settembre 2026, 6 euro saranno devoluti a UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini OdV realtà torinese che dal 1980 offre ospitalità e sostegno ai bambini malati di tumore e alle loro famiglie.
Una causa che riflette il senso più autentico dell’iniziativa, trasformare una leggenda nata per spaventare i piccoli in un gesto concreto di vicinanza e speranza.

Il progetto ha preso vita grazie alla collaborazione con Giuseppe Esposito, ideatore e direttore artistico del percorso identitario “I Yèryani di Malamotta”. Conosciuto per il suo impegno nella valorizzazione culturale e sociale dei borghi calabresi, Esposito ha dato vita alla riscoperta di questa leggenda, trasformandola in una occasione di incontro e riflessione.
Attraverso mostre, eventi e laboratori, ha coinvolto artisti, istituzioni e comunità locali, dimostrando come una tradizione orale possa diventare uno strumento di crescita e sviluppo.

“I Yèryani di Malamotta” è infatti un progetto identitario itinerante che ha fatto della leggenda un simbolo positivo di inclusione, memoria e appartenenza, capace di richiamare l’attenzione dei media, degli enti culturali e di un vasto pubblico. – precisa Giuseppe Esposito – La collaborazione con il ristorante L’Uliveto rappresenta una nuova tappa di questo percorso, portando la storia dei Yèryani fuori dai confini della Calabria per trasformarla in un ponte culturale che unisce Sud e Nord, tradizione e innovazione, cucina e solidarietà”.
Attraverso questa iniziativa, L’Uliveto intende ribadire la propria vocazione a unire cucina, cultura e solidarietà. Una storia nata come ammonimento infantile diventa così oggi un gesto concreto di speranza e accoglienza, perché la memoria non è soltanto tradizione, ma può trasformarsi in futuro.
N.B. Alcuni riferimenti presenti in questo articolo sono tratti dal volume “Miti & Leggende di Acquaro” del Prof. Nando Scarmozzino, con il contributo di Giuseppe Esposito.
Redazione Centrale TdG


