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Scoprire l’Italia della buona accoglienza con le Città del Vino e il Movimento Turismo del Vino (I parte)

Scoprire l’Italia della buona accoglienza con le Città del Vino e il Movimento Turismo del Vino (I parte)Dal simposio “Un Turismo per Tutti i Gusti” svolto a Torgiano, Montefalco e Orvieto a fine giugno che ha riunito sindaci e amministratori delle Città del Vino e illustri ospiti quali il Senatore Dario Stefàno, la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’assessore all’Agricoltura e Cultura della regione Umbria, Fernanda Cecchini, il Presidente di Città del Vino, Floriano Zambon, il presidente di Recevin, Josè Calixto, il sindaco di Torgiano, Marcello Nasini e Carlo Giovanni Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino, si è levata forte la richiesta di nuove leggi sull’enoturismo “…che non è più una nicchia di pochi esperti, ma un movimento di massa che attorno ad alcuni eventi, come Calici di Stelle ad agosto, in programma nelle piazze di 200 Città del Vino, riesce ad attirare oltre un milione di enoturisti” – ha commentato Floriano Zambon – “C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici e delle Strade del Vino, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

 

L’enoturismo si conferma per l’Italia come una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita e per l’80% dei Comuni e delle Strade del Vino ci sono previsioni positive per il 2017 e di sorpasso in confronto al 2016: sono stati 14 milioni gli arrivi di enoturisti alle strutture e alle cantine dei territori per un valore di 2,5 miliardi di euro. Previsto un aumento di arrivi e volume d’affari per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade Vino.

Questo nonostante la qualità delle infrastrutture sia giudicata insufficiente da Comuni e Strade del Vino, il basso utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet) e l’assenza in quasi la metà dei Comuni di un ufficio dedicato.

Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino - curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico del professor Giuseppe Festa, direttore del corso in Wine Business - il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente.

Luci e ombre sull’enoturismo? Sicuramente sì, ma i segnali che arrivano dal basso sono anche positivi. Tre Comuni su 4 non prevedono la tassa di soggiorno, ma chi lo fa la utilizza come una possibilità in più per la politica turistica dell’amministrazione: come l’ecomaratona del Chianti a Castelnuovo Berardenga (Si), le feste dell’uva e del vino a Bardolino (Vr), l’apertura di un ufficio dedicato a Suvereto (Li) e a Conegliano (Tv) o la manutenzione dei sentieri escursionistici ad Aymavilles (Ao).

 

La formazione del personale di accoglienza e la conoscenza della lingua inglese sono ancora un punto debole, come in tanti casi infrastrutture, trasporti e collegamenti. Anche i rapporti tra istituzioni e operatori devono migliorare, poiché una Strada del Vino su tre giudica ancora non propositivi e collaborativi i Comuni di riferimento, mentre gli stessi Comuni non hanno sotto controllo il numero di visite alla filiera enoturistica dei propri territori: solo il 4,17% fa la raccolta dati.

Di contro il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.) agli enoturisti è giudicato dai Comuni sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi. Rimane da migliorare però l’interazione tra gli operatori del settore, i Comuni e altri soggetti pubblici, giudicata insufficiente (5,48 nella media delle risposte delle Strade del Vino).

Questi in sintesi i risultati emersi dal XIII Osservatorio, ricerca condotta attraverso due distinti questionari online coinvolgendo un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420 (27,62%) e presentata durante la Convention di Città del Vino, in Umbria, al Simposio Europeo sull’Enoturismo, venerdì 23 giugno.

“Il vino è uno straordinario ambasciatore della nostra terra. L’enoturismo, in particolare, rappresenta un’occasione per valorizzare ancor di più i luoghi e la cultura umbra, a partire dalla ricchezza e dalla varietà delle produzioni autoctone” – ha commentato Fabio Paparelli, vice presidente e assessore al Turismo della regione Umbria - “Senza dubbio questa manifestazione, così ricca di appuntamenti e occasioni di riflessione su questi temi, consacra definitivamente la nostra vocazione ad essere sempre più la meta privilegiata per chi è alla ricerca di autenticità, bellezza e cultura enogastronomica”.

“Un evento, il simposio internazionale sul turismo del vino” - ha dichiarato il sindaco di Torgiano, Marcello Nasini, membro del consiglio di Recevin/rete europea delle Città del Vino – “che abbiamo fortemente voluto e dalla forte dimensione europea; vista la presenza del presidente di Recevin, Josè Calixto dal Portogallo, così come i componenti del CdA di Iter Vitis, il percorso europeo della vite e del vino di cui Città del Vino fa parte, approvato dal Consiglio d'Europa. Ringrazio la Regione Umbria per il sostegno che abbiamo avuto nella realizzazione di questi importanti appuntamenti che vedono protagonista l'Associazione Città del Vino”.

 

Paolo Alciati

Fonte: Uff. Stampa

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